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NOCI24.it

Quotidiano on-line della città di Noci (Bari)

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01 16Pattuglia1NOCI (Bari) - L’attività dei Carabinieri del Comando Provinciale di Bari finalizzata alla prevenzione e repressione dell’odioso fenomeno delle truffe ai danni di anziani continua in maniera incessante. La svolta si era avuta nel mese di ottobre scorso, quando i militari della Compagnia di Bari San Paolo avevano arrestato Renato ZOLFINO, pregiudicato 32enne napoletano, specializzato nella commissione di truffe agli anziani. L’uomo era stato ammanettato dai Carabinieri proprio pochi istanti dopo essersi appropriato di tutti gli averi di un’anziana donna, sola e indifesa, alla quale aveva raccontato di essere un “avvocato dei Carabinieri”, giunto per riscuotere denaro utile ad evitare l’arresto del figlio.

Questa attività ha difatti permesso di approfondire e fare luce su analoghi fatti reato verificatisi nello stesso periodo nell’hinterland barese. Lo stesso uomo che fino a ieri si trovava agli arresti domiciliari a Napoli proprio per la truffa commessa ai danni dell’anziana di Bari, è stato riconosciuto colpevole di aver colpito anche nel comune di Noci. L’attività d’indagine svolta dagli investigatori della locale Stazione Carabinieri, avviata su input del Comando Provinciale di Bari, ha consentito di riconoscere il 32enne, responsabile di un altro raggiro, questa volta commesso a Noci. L’uomo è stato raggiunto da un provvedimento cautelare che ne dispone la custodia in carcere, emesso dal GIP del Tribunale di Bari, su richiesta della locale Procura della Repubblica.

I fatti risalgono allo scorso mese di ottobre, quando, a cadere nella trappola, era stata un’anziana di Noci. La tecnica usata è sempre quella classica. Pronto signora! Siamo i Carabinieri. Suo figlio è stato appena coinvolto in un grave incidente stradale. Per non farlo arrestare, apra la porta ad un Carabiniere, e dia a lui 5000 euro e tutti i gioielli che ha in casa. Così tutto si risolverà e suo figlio tornerà tranquillamente a casa”. Questo il tenore della intimazione. L’anziana donna quindi ha consegnato 1000,00 euro e svariati oggetti in oro. Cioè tutto quello che aveva in casa. Solo dopo la fuga con il bottino, la vittima si era resa conto del raggiro ordito ai suoi danni. L’indagine ha permesso di raccogliere elementi inequivocabili nei confronti del napoletano, già gravato da precedenti penali, tali da ritenerlo, unitamente ad altri complici in via di identificazione, l’autore del grave reato.

Ma questa volta, considerate le modalità di commissione del reato, è stato contestata l’ipotesi di reato ben più grave dell’estorsione in quanto il male prospettato (il paventato arresto del figlio) era un evento verosimile e realizzabile, ponendo così la persona offesa nella ineluttabile alternativa di subire il male minacciato o far conseguire al malvivente il preteso profitto. Per questo motivo il malvivente è stato rintracciato presso la sua abitazione a Napoli e trasferito a Poggioreale.

Contro le truffe commesse da “finti Carabinieri”, tra l’altro è stata fatta una importante attività preventiva, come peraltro disposto dal Comando Generale di Roma. Prima di tutto, è stata attuata una presa di contatto a tappeto “porta a porta”, con numerosissimi anziani di tutta la provincia barese, attraverso incontri presso gli oratori e le parrocchie, ma anche mediante Carabinieri in uniforme, con, alle spalle, inequivocabili macchine dell’Arma con tanto di scritta e lampeggianti. Poi sono state allertate tutte le centrali operative della provincia, affinché, in caso di telefonate al 112, venisse subito inviata sul posto una delle numerosissime pattuglie dislocate sul territorio per la specifica esigenza.
I Carabinieri del Comando Provinciale di Bari continuano a tenere viva l’attenzione sensibilizzando le potenziali vittime, alle quali si raccomanda di non farsi avvicinare da persone sconosciute anche se si presentano come appartenenti alle Forze dell’Ordine, a meno che, nelle vicinanze, non ci sia una macchina con i classici colori di istituto e con le tipiche scritte. Inoltre si deve rammentare che nessun agente è autorizzato a chiedere il pagamento di nulla per nessun motivo. Comunque sia, in caso di dubbio non si deve esitare a chiamare il 112! Non dal telefono utilizzato dai presunti truffatori, ma da un altro apparecchio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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