NOCI - Martedì 8 settembre, in via Monsignor Luigi Gallo, abbiamo inaugurato il nuovo Polo per l'Infanzia, ed è il gesto che tutti vedono, quello che finisce nelle fotografie; ma un'opera pubblica non nasce davvero il giorno dell'inaugurazione, nasce molto prima, nel momento in cui qualcuno decide dove mettere le risorse e per chi.
Nel 2022 il PNRR ha messo i Comuni italiani davanti a un bivio di cui si è parlato poco, perché le linee di finanziamento erano molte e tutte legittime, dalla mobilità alla digitalizzazione, dalla rigenerazione urbana all'impiantistica sportiva, e ogni amministrazione ha dovuto scegliere dove concentrare energie, progettazione e capacità tecnica, dal momento che candidarsi a tutto significa, nei fatti, non candidarsi seriamente a nulla.
La precedente amministrazione Nisi scelse la scuola, e dentro la scuola scelse il segmento che nel nostro paese era più scoperto, cioè la fascia 0-6, gli asili nido e le scuole dell'infanzia: non era la strada più immediata, anzi era quella meno visibile, quella che non produce consenso rapido e che restituisce risultati soltanto su un orizzonte lungo. Il finanziamento ottenuto nel novembre di quell'anno, pari a 2.352.000 euro, arrivava proprio sulla misura dedicata al potenziamento dei servizi per nidi e scuole dell'infanzia, e non era un'opera isolata ma il tassello di un disegno preciso, fatto di due Poli per l'Infanzia, della razionalizzazione dei sei plessi allora esistenti, di costi di gestione e manutenzione più bassi e, soprattutto, della nascita di un asilo nido pubblico di cui Noci era semplicemente sprovvista; già allora quella decisione veniva descritta come un passo per dare attuazione al programma amministrativo, e da assessore che quella delega la porta oggi credo che la frase vada presa alla lettera, perché un programma non è un elenco di promesse ma una gerarchia di priorità che deve reggere anche quando le priorità costano fatica. C'è poi un aspetto che dice molto sul modo di intendere l'amministrazione, ed è che quella scelta fu compiuta sapendo che l'edificio sarebbe stato consegnato anni dopo, quasi certamente sotto un'altra guida politica, ed è accaduto esattamente questo: il sindaco Francesco Intini, all'inaugurazione, ha parlato di un edificio non soltanto rinnovato ma «progettato su misura per i bambini», ringraziando chi ha lavorato in ogni singola fase del cantiere, dalle imprese agli uffici comunali che ne hanno seguito l'intero iter, e in quel riconoscimento c'è il senso di una continuità che considero il vero patrimonio di questa storia, perché una comunità cresce quando la visione di ieri trova esecutori seri oggi.
Ottenere un finanziamento PNRR, del resto, è difficile, ma spenderlo nei tempi previsti lo è molto di più, e l'intervento di via Gallo non era un semplice restyling, visto che prevedeva la demolizione e la ricostruzione integrale di un immobile che sorgeva su un terreno in forte scoscendimento, con impianti datati e una manutenzione straordinaria ormai cronica, ai quali si sono aggiunti i rincari dei materiali e le scadenze inderogabili delle milestone europee: il metodo è stato allora l'unico possibile, fatto di monitoraggio costante del cantiere, di presidio degli uffici sulla rendicontazione e di decisioni prese nell'arco di giorni e non di mesi, e il risultato è che la struttura è stata consegnata alla città all'avvio dell'anno scolastico, perché il rispetto dei tempi, in un'opera pubblica, è la differenza tra un servizio e un annuncio. Il nuovo Polo accoglierà fino a 140 bambini, con laboratori, spazi per la psicomotricità, un refettorio, aree esterne interamente riprogettate e un orto didattico, e ora il compito che ci resta è ripetere quel metodo, perché l'attuazione del programma non è un adempimento burocratico ma il modo concreto in cui una promessa diventa un luogo dove i nostri figli imparano a stare al mondo.
Giuseppe Curci
Consigliere con delega all'Attuazione del Programma del Comune di Noci























