LETTERE AL GIORNALE - "Continuerò a cantare le sue canzoni". Iniziare questa lettera al giornale prendendo in prestito le parole del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni circa la scomparsa di Francesco Guccini, rischia che più del 50% dei lettori decida di chiudere la pagina. Ma è un rischio calcolato e quindi vado avanti.
Chi scrive, lo ammetto, conosce al massimo due/tre canzoni del cantautore emiliano che, al contrario di tanti altri cantautori o interpreti della canzone italiana, durante la mia formazione musicale, non ha mai fatto breccia nel mio cuore. E quindi perchè una lettera proprio dopo la morte di Guccini? Perchè inevitabilmente negli anni del liceo Guccini è stato, anche per la mia generazione, un punto di riferimento culturale ed ideologico.
Impossibile non collegare i tantissimi momenti vissuti durante le autogestioni scolastiche nelle quali, o dal vivo con qualche chitarra o da qualche vecchio stereo sgangherato, si ascoltavano interi suoi dischi. Interi pomeriggi o serate a dibattere sull'analisi dei testi e a comporre classifiche su chi fosse più geniale tra quel cantautore e quell'altro.
Guccini, come tutti i grandi, è stato capace di interpretare l'inquietudine non solo dei giovani degli anni 60/70, ma anche quelli dei primi anni 2000 e forse anche attuali. E questa è l'ennesima e bellissima, aggiungerei, conferma che la musica e la poesia sono e devono essere linguaggi universali capaci di abbracciare e diventare punti di riferimento di tutti. La grandezza sta proprio in questo.
Questo è un rimprovero che faccio a me stesso, perchè all'epoca, sbagliando, insieme a pochissimi altri compagni di liceo, sono stato, in maniera ideologicamente preconcetta, molto reticente nell'approfondire le sue composizioni. Ho imparato, crescendo, a limare e aprire i paraocchi su specifiche tematiche.
Il pensiero e l'omaggio del Presidente Meloni lo ritengo molto pertinente e giusto e avrei voluto che quel ragazzino liceale dei primi anni 2000 avesse potuto leggere un commento del genere: «Continuerò a cantare le sue canzoni, e a ringraziarlo per
averci regalato delle emozioni. Lo farò nonostante probabilmente non ne sarebbe contento, nonostante abbia letto le sue dichiarazioni livorose verso di me. Perché non mi appartiene e non mi apparterrà mai l'ideologia: sono una persona libera e la libertà di leggere e ascoltare tutto - al di là delle differenze - sarà sempre la mia bussola».
Probabilmente, quasi con senso di riverenza, mi riprometto di correggere l'errore fatto più di vent'anni fa e farò in modo di impreziosire il mio background musicale con la poesia e la musica di Guccini. Tutto ciò con la speranza che tutti (ambizione forse un po’ troppo elevata), alienandosi da tutte le posizioni politiche, possano fare la stessa cosa e magari farlo immaginando che ciò che ci permette, appunto, di poter leggere e ascoltare tutto è solo la libertà.
Grazie Francesco per esserci stato, in qualche modo, nella mia vita.
Un tuo ossequioso non fan
Francesco Panetta




















