NOCI – Anna Lippolis, da tutti conosciuta semplicemente come “Nonna Annina” ci ha lasciati nel primo pomeriggio di oggi, a soli tre mesi dal traguardo dei 111 anni. Per la nostra comunità, non era semplicemente la concittadina più longeva, ma era e rimarrà la “Nonna di tutti i nocesi”. Noi di Noci24, abbiamo avuto il privilegio di festeggiare assieme a lei diversi compleanni e di portare la cittadinanza a conoscenza di diverse iniziative benefiche partite dal suo grande cuore, come quelle che hanno avuto per protagoniste le famose “scarpette degli Angeli”. Vorremmo dunque salutarla così, a “cuore aperto”.
Carissima nonna Annina, non si fa così, però. Non si viene meno alle promesse. Da quando soffiasti sulle 104 candeline, tutti i restanti compleanni, noi di Noci24 li abbiamo festeggiati assieme a te. E non sei mai venuta meno alla promessa di ritrovarci l’anno successivo a festeggiare. Eravamo convintissimi che avremmo tagliato assieme anche il traguardo dei 111 anni. Purtroppo, quell’articolo ora non potremo più scriverlo. Ultimamente, avevi iniziato a percepire che la fine della tua missione terrena si avvicinava, e già a tratti rivedevi i volti carissimi degli affetti perduti, accorsi per accompagnarti da una dimensione all’altra. Hai chiesto di poter incontrare una delle nostre collaboratrici, a cui ti eri particolarmente affezionata. E abbiamo fatto correre da te la “giornalista piccola”, come ti piaceva affettuosamente chiamarla per via della sua minuta costituzione. Conoscerti è stato uno dei più bei regali che il destino abbia fatto pervenire da noi in redazione. Grazie ai tuoi preziosi insegnamenti di vita, siamo cresciuti noi e abbiamo potuto fornire degli spunti per crescere anche ai nostri lettori. Dicevi sempre che il segreto per la longevità era praticare il bene. E tu ne hai seminato tanto. Non hai disdegnato di tenere tra le braccia bambini ammalati di meningite, di praticar loro iniezioni che avrebbero potuto salvargli la vita. Non hai pensato minimamente al rischio di poterti contagiare: la vita di quei piccini era l’unica cosa che per te in quel momento contava. Hai cresciuto per diverso tempo i tuoi figli da sola, pregando per il tuo consorte prigioniero degli inglesi durante il Secondo Conflitto Mondiale. Hai insegnato ai tuoi figli che la merenda si divideva con i vicini che non potevano permettersela. Hai cercato di insegnare alla gente che rinunciando tutti a un paio di maccheroni, si sarebbe potuto mettere insieme un piattino di pasta per chi non aveva nulla. Hai fatto fare scintille alla tua macchina da maglieria, e non hai mai lasciato i ferri e la lana neanche in età avanzata, per realizzare le tue “scarpette degli Angeli”. Scarpette che sono ormai praticamente nelle case di tutti i nocesi, e che hai reso strumento di solidarietà per aiutare i più bisognosi. Pregavi per chiunque tu conoscessi: poco importava se avessero o meno il dono della fede. Tu passavi le notti ricordando volti e nomi a mani giunte. Anche le strade più belle e più lunghe però, hanno una fine, e anche il tuo percorso terreno è purtroppo giunto al termine. Perdere te è perdere la parte più importante della storia del nostro paese, quella che gli storici possono ricostruire solo in maniera analitica, attraverso documenti cercati e trovati, ma mai con l’intensità di chi c’era, di chi l’ha vissuta, toccata e respirata. Ci hai fatti piangere, ma anche ridere a crepapelle con le tue battute spassosissime. Ti avevamo ribattezzata “La Queen di Noci” perché quanto a longevità sei riuscita a battere anche la sovrana d’Inghilterra. Oggi, quella Noci per cui hai pregato, prega all’unisono per te, per accompagnare il tuo viaggio verso chi amasti in vita e ti ha preceduta lassù. Sarai accolta con il calore e gli onori che meriti. Sei stata la mamma e la nonna di ogni nocese, e tutti oggi stringeranno al cuore un paio delle tue scarpette. Come vedi, non ci piacciono i soliti “coccodrilli” standardizzati, quindi abbiamo preferito scriverti una “lettera di arrivederci”. Tu eri la prima a ritenere che terminato il percorso terreno, di fronte a noi si parasse già un’altra e più importante strada. Stai pur sicura, cara Nonna Annina, che Noci non potrà dimenticarti. Sono in tantissimi a esserti grati per i tuoi consigli, per le tue preghiere, per il conforto e il supporto fornito in tutti i modi in cui ti è stato possibile. Ti sei sempre spesa al massimo per gli altri: ora hai diritto al meritato riposo. Ti regaliamo un’ultima carezza sui capelli candidi e stringiamo ancora quelle mani piene di bontà e di storia. Se puoi, da lassù, continua a pregare per tutti noi, per la tua gente. Te lo chiediamo anche noi della redazione: aiutaci sempre a fare informazione con correttezza e soprattutto con calore e sensibilità, a non perdere mai il cuore, a non lasciarlo raffreddare. Ci piace pensare che prima o poi ci rivedremo: abbiamo sempre preferito gli arrivederci agli addii.
Ai tuoi familiari, facciamo giungere caldo e sincero un abbraccio di cordoglio






















