NOCI (Bari) - Sono ancora gravi le condizioni del piccolo G.C., il 13enne unico sopravvissuto allo schianto che ha provocato la morte dei suoi genitori. Giovanni Casulli e Stella Ritella (in foto) sono morti sul colpo nel tragico incidente avvenuto ieri mattina sull'autostrada A 14 nel tratto che collega Pesaro a Cattolica. I tre componenti di una famiglia nocese composta da 5 persone erano a bordo di una Ford Focus che si è ribaltata più volte prima di arrestare la propria corsa in una zona cantierizzata nei pressi del tratto autostradale.
LA RICOSTRUZIONE - Padre, madre e il più piccolo di tre figli, viaggiavano in direzione nord quando alle 6.12 del mattino si è verificato l'irrimediabile. Secondo una prima ricostruzione della Polizia Autostradale di Fano che ha eseguito i rilevamenti, la vettura sarebbe sbandata andando a urtare il new jersey centrale in cemento. Nell'impatto l'auto è rimbalzata al centro della carreggiata, ribaltandosi più volte, arrestando infine la sua corsa in una scarpata in una zona cantierizzata adiacente all'autostrada. I tre occupanti sono stati sbalzati fuori dall'abitacolo. Il ragazzino, ancora cosciente, è stato ritrovato dai soccorritori vicino ai corpi dei genitori, ora è ricoverato presso l'ospedale San Salvatore di Pesaro in "codice rosso" per aver riportato un grave politrauma. Al momento della sciagura sul posto, oltre alla Polstrada, gli uomini della Società Autostrade di stanza alla Direzione 7° Tronco di Pescara, il 118 e i Vigili del Fuoco di Pesaro. L'incidente mortale si è verificato al km 153+900, lungo un tratto in curva dell'autostrada a tre corsie Bologna-Bari, poco fuori da una galleria. In quel momento la visibilità era buona e non vi erano lavori in corso lungo la tratta, per questo non si esclude l'ipotesi di un malore o di un colpo di sonno del conducente.
IL RISVOLTO LOCALE - A Noci la notizia è stata accolta come un macigno. I vicini di casa della famiglia ricordano i coniugi come una coppia affiatata che si voleva bene. Il datore di lavoro di Giovanni Casulli, che era impiegato presso una nota segheria della zona, ricorda il capofamiglia come una persona a modo da sempre appassionato del proprio lavoro. Non appena la Procura della Repubblica di Pesaro rilascerà il nullaosta per il trasporto delle salme, si potrà dare avvio alle funzioni funebri. Per il piccolo invece bisognerà attendere l'esito della prognosi.






















