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Quotidiano on-line della città di Noci (Bari)

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Raffaele Sardo, giornalista di Repubblica, Michele Cagnazzo, esperto criminalista, e Francesco Boccia, parlamentare PD sabato scorso hanno discusso di memoria e impegno per la legalità
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NOCI (Bari) - Si è parlato di memoria e impegno per la legalità, in ricordo di don Giuseppe Diana, sabato scorso nell'ambito della Festa del centrosinistra Uniti...sì party. Relatori della serata sono stati Raffaele Sardo, giornalista di Repubblica e autore di "La Bestia. Camorra. Storie di delitti, vittime e complici", Michele Cagnazzo, autore di "Mafia. Una guerra senza confini" e l'on. PD Francesco Boccia. A moderare la serata Michele Loreto, new entry del PD nocese dopo la rottura con l'Italia dei Valori.
RAFFAELE SARDO - La serata è iniziata con la introduzione lucida e puntuale di Sardo sulla necessità di fare memoria delle tante storie minori e dei punti di vista dei parenti delle vittime di mafia, troppe volte dimenticati e abbandonati al loro dolore. Sardo, al pari di Saviano (che scrive la prefazione a La Bestia ndr.), ha posto l'accento sui fatti di sangue del casertano ed ha raccolto nel suo libro le testimonianze dei familiari, protagonisti dimessi e sconosciuti.
Si comincia con Iolanda Diana, la madre di don Peppino Diana, morto di camorra e vittima di un linciaggio morale che lo voleva affiliato a un clan. Poi Ferdinando Nuvoletta, padre del carabiniere Salvatore, ucciso a 20 anni nell' 82 perchè omonimo del capoclan maranese e stritolato dai suoi stessi superiori, venduti alla camorra. Giuseppe e Filiberto Imposimato e Maria Luisa Rossi, figli e vedova di Franco Imposimato, vittima di una vendetta trasversale della camorra contro suo fratello, il giudice Ferdinando. Ma anche Attilio Romanò, informatico, Alberto Varone, commerciante, Domenico Noviello, imprenditore, e Vincenzo  Del Prete,  figlio di Federico Del Prete, sindacalista ucciso nel 2002 per aver denunciato il pizzo riscosso dalla camorra presso gli ambulanti per il tramite di un vigile urbano.
L'elenco dei soprusi e degli atti di connivenza o timore nei confronti del pericolo camorristico è lunghissimo. Una scia di sangue che continua a tessere la trama dei delitti programmati nei confronti di tutti coloro i quali osano schierarsi contro il "sistema camorra", piovra onnivora di potere e risorse economiche. Sardo ha ricordato, in particolare, il messaggio che è anche un po' il manifesto ideale di un prete "normale" che ha vissuto il Vangelo nel quotidiano, che ha scelto gli umili e che muore per gli umili, dal titolo "Basta con la dittatura armata della camorra" e stampato e fatto diffondere a Casal di Principe. Un gesto normale, divenuto foriero di dolorose ritorsioni. Sardo ha ricordato i depistaggi nelle indagini e il tentativo di far apparire in modo equivoco la figura di don Beppe Diana. Del testo è stata data lettura di alcuni passi molto rappresentativi  e al termine Sardo ha anche posto l'accento sulla definizione di mafia-camorra come modo di vivere, come familismo amorale, fino ad arrivare a dire che "siamo tutti portatori sani di camorra"! Come? Perchè? Quando? Ogni volta che, comprando un cd illegale, facciamo giungere risorse fresche per gli affari loschi. Ogni volta che non ci apriamo al bene comune, ma per paure di ritorsioni ci pieghiamo nell'individualismo più becero. Forse è proprio questa la mafia!?.

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MICHELE CAGNAZZO - Oltre al testo di Sardo vi è stata la presentazione del libro "Mafia.Una guerra senza confini" di Michele Cagnazzo, esperto criminalista e presidente dell'Osservatorio per la Legalità. Per la sua attività di divulgatore del fenomeno mafioso in Puglia e in Italia il 28-11-2008 ha anche ricevuto una lettera intimidatoria di minacce a suo carico e due proiettili. Cagnazzo, però, non si è perso d'animo è sta continuando la sua battaglia etica e morale "io continuerò a fare quello che ho sempre fatto, perché la lotta alla mafia è una personale scelta etica e morale, e non riesco a concepire la mia vita in maniera diversa. Quindi non mi pongo il problema della paura e non mi fermerò".

FRANCESCO BOCCIA - Infine il parlamentare Francesco Boccia del PD ha ricordato la sua prima visita da ricercatore a Casal di Principe per un convegno, svolta con il sen. Peppino Giacovazzo, e lo stato d'animo di chi si sentiva estraneo e non accettato dalla comunità casalese. Boccia ha poi affrontato la questione delle ingenti risorse economiche del sistema mafioso-camorristico in Italia, risorse drenate dal sistema economico pulito e che annualmente vanno a finire nei mille rivoli dell'economia sommersa mafiosa.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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