Noci diventa una “Healthy City”, proiettata verso una responsabilità condivisa della cura della salute

10 26 NociHealthCity 10NOCI (Bari)- Noci, la città delle arti, della cultura e dell’enogastronomia, sta seriamente impegnandosi a diventare anche una “Healthy City”. L’espressione non intende designare una città popolata da cittadini sani, ma da cittadini che sappiano riconoscere la salute come bene collettivo da preservare. L’obiettivo che l’Amministrazione Comunale di Noci – Assessorato alla Socialità è infatti diffondere una cultura della salute, attraverso una serie di iniziative che prevedano la partecipazione attiva di ogni singolo cittadino, con le autorità istituzionali e mediche in prima fila.
La prima di queste iniziative, ha riguardato a tutto tondo un problema purtroppo molto diffuso non solo nell’ambito nocese, ma al livello mondiale: quello dell’obesità. Se ne è parlato in un dettagliato e stimolante convengo tenutosi lo scorso 24 ottobre all’interno del Chiostro di San Domenico, a partire dalle 18:00. La serata è stata moderata dalla Dott.ssa Romina Giannini e sono intervenuti: il dott. Pietro Petruzzelli, Assessore alla Qualità della vita (Ambiente, Sanità, Igiene, Sport) del Comune di Bari; il prof. Giovanni de Pergola, Direttivo Nazionale SIO - Società Italiana dell’Obesità; la dott.ssa Gabriella Caruso, Dirigente Medico Ambulatorio – Ambulatorio di Nutrizione Clinica, Gestione del peso corporeo e modifica dello stile di vita – I.R.C.C.S. “Saverio De Bellis” di Castellana Grotte e la dott.ssa Vincenza D'Onghia, Medico Nutrizionista-Docente a contratto di Fisiologia della Nutrizione Cdl in Dietetica. Sono intervenuti anche il sindaco Domenico Nisi e l’Assessore alla socialità Dott.ssa Marta Jerovante

10 26 NociHealthCity 9La conferenza si è aperta con la proiezione di un video in cui un ragazzino obeso tenta disperatamente di imitare il volo degli uccelli. I suoi goffi tentativi, falliscono naturalmente a causa del suo peso eccessivo. Guardando però il passerotto beccare dei frutti da un albero, il ragazzo ha un’illuminazione: deve mangiare come ciò che vuole essere. “Il messaggio insito nel video, riguarda non la speranza, ma la certezza che l’obesità sia una malattia curabile, a patto di voler veramente compiere un atto d’amore per noi stessi”- ha affermato la dottoressa Giannini, moderartrice dela serata. Ha preso poi la parola l’Assessore alla Qualità della Vita, Pietro Petruzzelli, che ha posto l’accento su diverse problematiche (anche sociali) che l’obesità va ad innescare. Prima tra tutte, quella del grande impatto economico che un paziente obeso ha sulla società.“I farmaci e le cure, hanno infatti costi non indifferenti ed è decisamente più auspicabile tentare di prevenire, fare in modo che il sovrappeso non si trasformi in vera e propria obesità” – ha dichiarato Petruzzelli. I metodi più efficaci per contrastare questa patologia, sono un’alimentazione sana, attuata consapevolmente , e soprattutto l’attività fisica.

Di sport se ne parla moltissimo, e che faccia bene è ormai largamente risaputo. Il vero problema è che tutti i ragazzi lo praticano in maniera libera e ludica solo fino ai 13/14 anni. In seguito, lo sport al livello agonistico, opera selezioni molto rigorose e solo pochi proseguono il loro percorso in termini competitivi. Gli altri, quelli con meno talento e meno capacità, sono spesso costretti a fermarsi, e bisogna fare in modo che non avvenga. L’Assessore Petruzzelli, ha proposto in tal senso alternative molto valide e attuabilissime, in quanto avrebbero costi irrisori. “Perché non potenziare e rendere funzionali al massimo gli impianti sportivi delle nostre città? Cerchiamo di uscir fuori dalla “forma mentis” secondo cui l’attività fisica dev’essere praticata solo entro spazi chiusi. Potremmo creare invece delle vere e proprie palestre a cielo aperto con attrezzi specifici, collocati a ridosso di strade o piazze ove non ci sia un gran traffico di auto. C’è da scommettere che anche i ragazzini più pigri, sarebbero invogliati a muoversi, perché lo troverebbero divertente!”. 

10 26 NociHealthCity 1Discorso molto più tecnico e specifico quello del dottor De Pergola, che ha illustrato come diagnosticare l’obesità, partendo dal calcolo dell’indice di massa e tenendo in considerazione anche la misurazione della circonferenza addominale. De Pergola si è soffermato molto attentamente sulle innumerevoli patologie che l’obesità può innescare al livello sistemico. Naturalmente, occorre concentrarsi in modo particolare sull’obesità infantile, perché un bambino obeso, continuerà ad esserlo anche da adulto, e in più diventerà quasi sicuramente un adulto molto malato. Piccoli accorgimenti da adottare? Mangiare quando l’organismo avverte realmente il senso di fame, evitando di utilizzare il cibo alla stregua di uno psicofarmaco per compensare un qualche vuoto interiore. Non basarsi sul numero delle calorie, ma sul reale potere saziante dei cibi, in pratica sulla loro “densità energetica”. Potrebbe rivelarsi utile non surriscaldare più del necessario le nostre case durante il periodo invernale, perché più l’ambiente è riscaldato, più il nostro metabolismo rallenta. A causare gravi scompensi al livello ormonale e quindi anche metabolico, sono anche e soprattutto lo stress eccessivo (che incrementa la produzione di cortisolo) e il non dormire a sufficienza. Un sonno regolare quindi, previene già in gran misura l’insorgere dell’obesità.La dottoressa Caruso invece, ha illustrato in termini di dati statistici e tecnici i risultati delle ricerche sperimentali che impegnano costantemente l’equipe di medici del Laboratorio di Nutrizione Clinica dell’ I.R.C.C.S. “Saverio De Bellis” di Castellana Grotte. In questo Ambulatorio, che è ormai un’eccellenza nell’ambito della ricerca, i pazienti vengono seguiti passo dopo passo nella riconquista di un peso corporeo ottimale e quindi nel loro riappropriarsi di uno stile di vita sano, tornando periodicamente per i controlli. 10 26 NociHealthCity 2Illuminante anche l’intervento della Dott.ssa Vincenza D’Onghia, medico nutrizionista e docente di Fisiologia della Nutrizione Cdl in Dietetica. La dottoressa ha esordito rasserenando la platea su un punto fondamentale: mutare il proprio stile di vita non è affatto così arduo e penoso come molti erroneamente credono. “Per prima cosa, occorre che la persona obesa prenda coscienza di avere un serio problema di salute. Purtroppo lo fanno in pochissimi, e senza questo step non può innescarsi alcun meccanismo di cura!”- ha chiarito la D’Onghia, attribuendo una grande ed oggettiva responsabilità anche alle politiche di marketing poste in atto dalle industrie alimentari. Industrie che ripropongono in maniera bombardante spot di cibo-spazzatura, avvalendosi anche di testimonial famosi per assicurarsi un maggior ascendente sul pubblico. Per quel che concerne l’attività fisica, è chiaro che più l’ago della bilancia sale, meno essa diventa accessibile. Spesso però ci si culla anche dietro la scusa di non essere portati, di non avere propensione alcuna per lo sport. Le parole della dottoressa D’Onghia però, hanno rappresentato un incentivo anche per i più pigri: “Non occorre essere in grado di praticare sport al livello agonistico, basta anche solo un po’ di sano movimento! Fare le scale invece di prendere l’ascensore; percorrere un tratto di strada a piedi invece di restar schiavi dell’auto. Solitamente, 30/40 minuti di camminata al giorno, bastano già a riattivare un metabolismo!”. Il “lavoro di squadra” deve partire dai medici di base, che di fronte ad un evidente problema, devono indirizzare i pazienti verso specialisti o centri multifunzionali. No ai distributori di merendine nei luoghi come scuole oppure ospedali, dove si dovrebbe curare particolarmente l’alimentazione. Niente pericolose diete “fai da te” che potrebbero comportare gravi scompensi e far riacquistare i kg persi con il doppio degli interessi. Basta solo controllare accuratamente le porzioni, non solo per mezzo di una bilancia pesa alimenti, ma anche di utensili da cucina come cucchiai, bicchieri, mestoli ecc che possono fungere da “unità di misura”. Si ad un ritorno sulle nostre tavole dei prodotti di stagione (preferibilmente a km O) che siano di certa e controllata provenienza. Lo schema proposto dalla dottoressa D’Onghia, è ispirato alla dita mediterranea che il resto del mondo c’ha sempre invidiato. Si ai farinacei, consumati però con moderazione e preferibilmente in versione integrale. Un maggior apporto di fibre infatti, favorisce il transito intestinale, migliorando di conseguenza la digeribilità. Pesce e legumi presenti fino a tre volte a settimana, mentre non bisogna eccedere nel consumo di carne (preferibilmente bianca come quella di pollo, tacchino o coniglio). Va limitato al massimo il consumo di formaggi grassi, mentre i più golosi, possono anche concedersi il dolce ma solo occasionalmente. Attenzione però a scegliere i dolci artigianali, o meglio ancora in qualche variante “light”, che nulla toglie in termini di appetibilità. Vanno evitati gli alcolici, fonte di numerose calorie “vuote”, che non corrispondono ad un potere saziante, così come è auspicabile ridurre il consumo di sale, considerando che tutti gli alimenti lo contengono naturalmente, ad eccezione di riso e frutta. Bere molta acqua per mantenersi idratati ed assicurare una buona performance renale. Non saltare i pasti: l’unico effetto che otterremo sarebbe quello di arrivare affamatissimi al pasto successivo. E’ bene essere attenti alla lettura delle etichette e delle tabelle nutrizionali, per sapere davvero cosa stiamo introducendo nel nostro corpo. La dieta deve essere varia, in modo che determinati cibi non vengano a noia al nostro organismo. Ci vuole anche un po’ di fantasia per sperimentare ricette leggerissime ma appetitose. La dottoressa D’Onghia ha concluso il suo intervento con un importante appello: “Cerchiamo di fare in modo che mangiare torni ad essere un momento piacevole per noi e per gli altri!”.

10 26 NociHealthCity 7A chiudere la serata sono stati gli interventi del sindaco Domenico Nisi e della Dott.ssa Marta Jerovante, che hanno entrambi manifestato quanta fiducia nutrano in questo importante e propositivo progetto. Un progetto molto ambizioso ma che potrà benissimo essere realizzato se l’intera comunità farà la sua parte con entusiasmo e senso della responsabilità.

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