NOCI - Nel giorno in cui si celebrano le esequie di Papa Francesco a Roma, pubblichiamo una riflessione dell'arciprete di Noci, don Stefano Mazzarisi, sulla figura di Papa Francesco e sul suo pontificato.
Grazie, scusa, permesso, misericordia, tenerezza, speranza, pace, poveri, migranti, sinodalità… insieme a odore delle pecore, chiesa in uscita, ospedale da campo… sono tra le parole e le espressioni più usate da Papa Francesco. Ripetizioni continue non per la mancanza di argomenti, ma per il dono di aver fatto delle sintesi e per averle scelte come impegni su cui investire e per i quali provare e riprovare a coinvolgere tutti.
Sì, non solo parole. Quello di Francesco - dall’inizio alla fine - è stato un pontificato zeppo di gesti audaci, “artigianali” (un’altra parola a lui cara), traboccanti di Vangelo.
L’ho percepito sempre vero… senza scialbature né maschere.
In cammino tra la gente e in ginocchio al confessionale, stringendo le mani di tutti e raggiungendo i cuori feriti anche con carezze telefoniche.
Andando personalmente a comprarsi dischi e occhiali. Raggiungendo amici e parenti nelle loro case. Diventando fiducia verso i carcerati. Inginocchiandosi a baciare i piedi dei leader politici del Sud Sudan. E in tanti altri modi… “ci ha fatto venire la voglia di essere migliori”.
don Stefano Mazzarisi























