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11-30patrizioolivaNOCI (Bari) - La boxe? Tutt'altro che uno sport violento! Si tratta del messaggio che il pugile Patrizio Oliva, campione olimpionico (Mosca 1980) e mondiale (1986), ha cercato di trasmettere lo scorso venerdì 28 novembre. Invitato dall'associazione socio politico culturale Noci2020, il campione italiano di boxe ha presentato il suo ultimo libro, curato dal nipote Fabio Rocco, intitolato "Sparviero" (in foto Patrizio e Fabio Rocco Oliva).

Desideroso di difendere l'arte che gli ha donato il successo, a distanza di qualche anno dalla fine della sua carriera, ha deciso di affidare allo scrittore e critico napoletano Fabio Rocco, la stesura della sua biografia, per una duplica finalità: raggiungere l'entusiasmo di tutti quei giovani che, in preda alla crisi economica, si fanno influenzare dal marcio potere della criminalità, e spiegare al mondo intero che la boxe non è uno sport violento, bensì arte pura che insegna ad essere uomini nella vita prima ancora che sul ring. "Sparviero", titolo dell'opera edita da Sperling & Kupfer, è stato presentato, è stata presentata lo scorso venerdì dal giornalista Mario Valentino, in compagnia della responsabile del settore eventi dell'associazione organizzatrice Francesca Gigante. Rigorosamente, al fianco del pugile campione, l'autore della biografia.

Dal Chiostro delle Clarisse dunque è stato lanciato, attraverso il pubblico, un messaggio importante sia sull'arte del pugilato che sulla vita in genere, troppo preziosa, a dire dell'ospite d'onore, per trascorrerla all'insegna dell'ignoranza, dell'inciviltà e della cattiveria. "Ogni match" ha dichiarato, "è stato per me un' emozione. Dietro ognuno di esso c'è stata fatica, sudore, emozione, sacrifici. La boxe non è uno sport violento ma sintesi di grandi qualità. Sono amante del bello. Vedere i ragazzi che picchiavano il sacco mi ha ispirato: ho cercato di rendere nobile uno sport che è al contempo armonioso e richiede intelligenza. Mio fratello è stato il mio primo sostenitore. Ho capito che il pugilato era il mio destino per la prima volta quando sono entrato in palestra a Napoli; una palestra degli anni 70, creata in un sottoscala, piena di umidità e di topi. Su 160 incontri ne ho persi solo 5. Queste sono state le sconfitte che mi hanno insegnato ad esser un uomo".

"Ho avuto un'infanzia difficile" ha continuato " e soprattutto un padre eccessivo. Ma non per questo mi sono abbattuto. le chance per riscattarsi ci sono per tutti. Reputo la boxe uno degli sport più educativi e formativi che possa esistere. A differenza delle risse che si creano in parlamento il pugilato è altro. Sul ring io ho fatto arte, non a botte. I pugni sono armi. Dalla boxe si può capire che invece chi da pugni nella vita in realtà è debole. I bulli lo sono. La boxe ci aiuta, invece, a vivere in una società civile". Ed a queste parole sono seguite anche quello dello scrittore Fabio Rocco. "La boxe" ha commentato "è la nobile arte della difesa e non dell'attacco. Funziona prima con le gambe, poi con le braccia. L'insegnamento sta nel saper evitare di prendere colpi per poi attaccare. Sul ring ci sono regole. Ogni pugno è una parola, forza invisibile che nasconde ciò che è stato vissuto e che, nonostante tutto, si vuole ancora continuare a raccontare".

Durante la presentazione del libro, Oliva ha inoltre accennato ad alcuni piccoli aneddoti. A lui ad esempio non piace l'idea di una donna pugile anche se abbiamo una nazionale femminile abbastanza forte ma che, nonostante questo, il vero pugno che è stato capace di metterlo ko è stato quello sferratogli dalla moglie, quando si è presentata davanti ai suoi occhi innamorato. Con la moglie, lui dichiara di essersi spostato ovunque, anche in ritiro, dimostrando che ci si può far prendere dalle distrazioni sessuali e diventare campione del mondo comunque. Attualmente si dedica al canto ed alla recitazione ed ha aperto a Napoli un'associazione in compagnia di altri campioni di boxe che si chiama "Mille colori" e fa beneficienza. Ha inoltre investito nell'apertura di due palestre non per guadagnarci da vivere, ma per consentire a tutti i bambini poveri di potersi iscrivere e di poter frequentare gratuitamente. "Un campione" ha concluso, "diventa tale nel momento in cui si comporta da uomo fuori dal ring". A margine della presentazione sono altresì intervenuti sia il neo presidente dell'associazione socio politico cultura Noci2020 Giuseppe Gabriele (in fotogallery), sia il Presidente del consilgio comunale di Noci Stanislao Morea. Entrambi hanno riconosciuto in Patrizio Oliva un ottimo punto di riferimento per le giovani generazioni. 

Fotogallery

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Conclusione Terzo stralcio: ???

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Il progetto: cosa prevede

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