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consiglio-comunale-Liuzzi-verso-le-dimissioniNOCI (Bari) – Non si tratta ormai di semplici “mal di pancia” quelli interni alla maggioranza di centro destra nocese e lo dimostra il clima che si è respirato in un vertice svoltosi la scorsa settimana. In questa occasione pare che il sindaco Liuzzi abbia preso una netta posizione contro la scelta compiuta dai quattro Indipendenti (Loperfido, D’Aprile, Mansueto e Putignano) di porsi al di fuori del PDL. Una posizione forte che, però, non è piaciuta loro a tal punto che martedì sera, 9 novembre, in tre hanno disertato la seduta di consiglio comunale (mentre era presenta Putignano) che avrebbe discusso di Piano Regolatore Generale, Aree produttive ed Edilizia scolastica.

GLI INDIPENDENTI BACCHETTATI NON PARTECIPANO AL CONSIGLIO - La loro assenza è stata notata da molti, dal momento che proprio sulle tematiche in discussione, PRG, PPA ed Aree produttive, gli Indipendenti hanno avviato la loro battaglia nei confronti di un esecutivo accusato in più occasioni di essere lento ed inefficace ad avviare una politica di sviluppo sui problemi concreti del paese. Il motivo della loro assenza, quindi, sarebbe da additare alla presa di posizione di Liuzzi: per la serie… il sindaco ci nega la nostra libertà di manovra e noi ci assentiamo. Questa è solo una probabile interpretazione? Chissà.

L’UDC IN GUERRA FREDDA, ANZI CALDA, CALDISSIMA - Ad alimentare la tensione in maggioranza ci pensa la “querelle” interna all’UDC sulla nomina del nuovo assessore. Ormai inizia ad essere abbastanza chiaro che il gruppo UDC stia attraversando una difficile situazione di stallo in cui quel che emerge con forza è la volontà che viene da più parti di coprire la poltrona di assessore. Tutti lo negano, ma tanti lo dichiarano a microfoni spenti. Secondo alcune indiscrezioni all’interno dell’UDC, sin dalle elezioni del 2008, era stato sottoscritto un accordo che prevedeva l’avvicendamento nelle cariche di presidente del consiglio e di assessore in quota al partito. La morte di Argenta, poi, non avrebbe fatto altro che accelerare questo processo. Ora, però, il presidente del consiglio Enzo Notarnicola si sarebbe posto di traverso su questo percorso: non avrebbe nessuna urgenza di dimettersi per facilitare il turn over. Una soluzione di compromesso sarebbe stata, secondo alcuni, la nomina del figlio di Notarnicola ad assessore con le conseguenti dimissioni dalla presidenza. Ma questa ipotesi sarebbe ormai definitivamente tramontata. Gli altri tre consiglieri dell’UDC, Locorotondo, F. Notarnicola ed Angelini, hanno notificato al sindaco ed alla maggioranza la loro volontà di procedere alla nuova designazione del presidente del Consiglio, quale prerequisito per ogni attività consigliare, ma senza le dimissioni spontanee di Enzo Notarnicola la situazione sarebbe bloccata. Dal canto suo Enzo Notarnicola, veterano esponente dell’UDC nocese, non ha mancato in consiglio comunale di far trapelare le difficoltà interne al partito con delle battute ironiche tese ad evidenziare la presunta ambizione di Fabrizio Notarnicola di svolgere il ruolo di presidente del consiglio al suo posto “Eh Fabrizio… tanto lo sappiamo tutti che vuoi fare il presidente del Consiglio”. Da questa, come da altre battute, è stato possibile cogliere il tentativo di Enzo Notarnicola di frenare il rampantismo politico di che vorrebbe avere nel partito maggiore visibilità e potere.

CE LA FARA’ LIUZZI? – Da una parte, quindi, sulla strada di questa legislatura si son posti gli Indipendenti, disposti a votare solo i provvedimenti che derivano dal patto con gli elettori del 2008 e null’altro, dall’altra l’UDC con dei veti incrociati interni che potrebbero trascinare per le lunghe questa difficile fuoriuscita dal pantano in cui il povero Liuzzi sembra essere caduto. E poi tra Indipendenti e UDC i numeri pesano: 8 consiglieri ballerini che potrebbe essere difficile tenere a bada. Che fare? Per qualcuno Liuzzi potrebbe minacciare le dimissioni o, addirittura, giungere a rassegnarle, salvo avere poi 20 giorni di tempo per effettuare verifiche politiche serie ed inderogabili, anche in vista degli assestamenti di bilancio. Ma la via delle dimissioni per Liuzzi potrebbe essere l’estrema ratio, anche perché significherebbe ammettere il fallimento politico della sua seconda amministrazione, di fatto bloccata nel suo operato da tanto tempo. Ormai troppo. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Il progetto: cosa prevede

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