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NOCI24.it

Quotidiano on-line della città di Noci (Bari)

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06 02clockstopNOCI (Bari) - Riceviamo e pubblichiamo il racconto e le impressioni della giornalista e fotografa italo-belga Pat Lugo sul festival di musica improvvisata che si è svolto a Noci dall'8 al 10 maggio intitolato Clockstop fest.

Noci ci accoglie con lo scirocco e si congeda da noi con un leggero, piacevole vento di maestrale. In mezzo, tre giorni intensi di incontri, musica (tanta bella musica!) e allegre tavolate. L’occasione, il primo Clockstop Fest Noci, festival internazionale di musica improvvisata, svoltosi presso il Chiostro delle Clarisse dall’8 al 10 maggio scorsi. L’evento ha riunito qui, in questa cittadina dell’entroterra barese, una trentina di ottimi musicisti provenienti da Italia, Francia, Belgio, Germania, Grecia, Svizzera, Stati Uniti e Giappone.

Responsabili di questa ‘magia’, la competenza, la passione e la tenacia di due uomini: Marcello Magliocchi e Vittorino Curci. Entrambi con un lungo e variegato percorso sulla scena della free impro music. Il primo si è assunto l’onere della direzione artistica del festival coadiuvato dal secondo, suo grande amico, poeta e musicista. L’organizzazione, invece, in collaborazione con il Comune di Noci e l'Associazione Bucobum, è stata affidata a White Noise Generator, associazione composta da quattro giovani attivi da qualche anno sulla scena barese, molto motivati e forti di un approccio multimediale: Marco Malasomma, Luca Antonazzo, Jime Ghirlandi e Marco Cernone.

A scorrere la lunga lista dei partecipanti si possono intuire alcuni elementi peculiari di questo festival. Per esempio, il tentativo (riuscito) di far passare il testimone tra diverse generazioni di musicisti. O, ancora, la volontà di valorizzare il grande potenziale locale fornendo ai migliori talenti pugliesi un contesto internazionale di tutto rispetto con cui cimentarsi. Last but not least, il fermo desiderio di costruire - a partire da qui - un network internazionale dedicato all’improvvisazione libera.

È accaduto così che - solo per fare alcuni esempi, non me ne vogliano gli esclusi - l’agguerrito gruppetto di giovani provenienti da Altamura, capitanati dall’ottimo trombonista Carlo Mascolo, si siano potuti confrontare con due eccellenti pianisti come Nicola Guazzaloca e Antonino Siringo, o – per restare agli strumenti a corda – con maestri come Matthias Boss, Roberto Del Piano, Jean Demey, Okamoto Maresuke.

È accaduto così che il timido e talentuoso fisarmonicista Domenico Saccente abbia stupito persino chi già lo conosceva incrociando le sue note con i rapidi, aggraziati movimenti della danzatrice/trombettista Sofia Kakouri e con i vocalizzi estemporanei di Jean-Michel Van Schouwburg.

È accaduto così che la nutrita batteria di fiati ‘senior’ come Guy-Frank Pellerin, Marco Loprieno, Giuseppe Valzano, Norbert Stammberger (oltre allo stesso Curci) abbia tessuto la propria tela, dove la trama dei toni gravi e l’ordito degli acuti più personali forniva spunto e conclusione a giovani come il già citato Marco Malasomma, o Alessio Giuliani, Michele Russo...

È accaduto così che il più giovane della compagine, il batterista Felice Furioso, abbia mostrato tutta la sua determinazione e voglia di trovare una propria strada nel confronto con le variazioni tonali della voce e dell’elettronica di Pat Moonchy, artista milanese dal look perfetto, ogni giorno diverso e molto fotogenico.

È accaduto così che i fratelli Gianni e Donato Console, cresciuti a Noci a pane e musica (come ci racconta con affetto Vittorino Curci) si siano rivelati, ciascuno a suo modo - chi li conosce, capirà - come l’esempio vivente del perché il duo Curci-Magliocchi punti a far divenire questa cittadina pugliese una sorta di ‘hub’ per la musica improvvisata, facendo così rinascere la notorietà goduta da Noci negli anni Novanta grazie all’Europa Jazz Festival.

La musica improvvisata. Una musica – non mi stancherò mai di ripeterlo – che si rivela ogni giorno di più come un formidabile strumento per ‘attrezzarci’ al meglio nella relazione con le complessità del nostro tempo. Praticando insieme la libera improvvisazione, infatti, impariamo ad ascoltarci, a capirci, a metterci l’uno nei panni dell’altro, a godere delle proprie e altrui invenzioni, a esprimerci appieno, serenamente, con umiltà e nel reciproco rispetto.

È accaduto così - forse intuendo tutto questo - che nel discorso a conclusione del Clockstop Fest, realizzato con il supporto del Comune di Noci, la giovanissima assessora Clementina Gentile Fusillo abbia speso parole colme di entusiasmo, speranza, gratitudine. Zero retorica, tanta umanità. O almeno così mi è parso. Grazie.

È davvero raro ascoltare parole simili in bocca a un politico per una qualsivoglia forma di cultura d’avanguardia. Quand’anche il politico sia giovane e/o ‘solo’ un amministratore locale. In genere, la definizione più benevola con cui sono soliti definire il nostro lavoro nella musica improvvisata è quella di ‘musica confidenziale’, alludendo con ciò al fatto che non riempie gli stadi. Vero.

Ma siamo sicuri che solo ciò che muove grandi numeri, interessi, denari, ecc. sia davvero utile alle comunità?

Noci non è esente dai pregiudizi verso questo tipo di musica. Prova ne è che sono stati davvero pochi i cittadini che hanno osato varcare la soglia del chiostro e installarsi su una delle poltroncine da giardino in plastica (orribili, sorry!), messe graziosamente a disposizione dal Comune, assieme all’antico chiostro. Colpa della musica, delle poltroncine, delle relazioni locali, della comunicazione difettosa, della paura per il ‘diverso’? Vai a saperlo!

Ho parlato, tuttavia, con alcuni di coloro che, incuriositi, si sono fermati ad ascoltare. Almeno sulla soglia, almeno qualche decina di minuti. Tutti, indistintamente, sembravano aver apprezzato. E molto. Uno, un signore anziano che si è seduto ed è rimasto fino alla fine, mi ha detto che pensava si trattasse di una festa privata. La più bella a cui avesse assistito.

Un auspicio: si faccia tesoro di questa prima, bella esperienza e le si assicuri continuità in futuro. Il Comune: investendo con un po’ più di coraggio in una manifestazione ricca di potenzialità, sia per la comunità locale, sia per la notorietà di Noci in campo internazionale. Gli organizzatori: capitalizzando sui tanti contributi, diretti e indiretti, ricevuti per questa prima edizione. Rafforzando le proprie capacità nella raccolta fondi, nella comunicazione e nel networking. Con l’aiuto di tutti noi, naturalmente.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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