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NOCI24.it

Quotidiano on-line della città di Noci (Bari)

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02 09 isabella robertoNOCI (Bari) – “Distruption”, “Sunchild”, “Pots&lLids”, fino ad arrivare a “Mai”. A soli 26 anni, Isabella Roberto è già produttrice di quattro notevoli cortometraggi e ha potuto collaborare sia a Roma che negli Stati Uniti con importanti nomi del mondo del cinema. Ad oggi Isabella può dire di aver raggiunto gran parte dei suoi obiettivi, ha potuto confrontarsi con realtà nuove e ricche di stimoli, sino alla fondazione insieme al suo compagno e regista, Giulio Poidonami, dell’Associazione culturale Purple Road Picture. Nonostante i traguardi raggiunti, non mancano le prospettive future, tra cui la realizzazione di un “tanto famigerato lungometraggio”.


Il cinema: indiscutibilmente la tua più grande passione. Da cosa è nata e come hai coltivato questo tuo interesse?

Da sempre sono appassionata di arte in generale: da piccola disegnavo, organizzavo spettacoli con le mie cuginette, facevo danza classica. Mi sono avvicinata al cinema durante il periodo dell'Università, quando ho iniziato a fare le prime esperienze sui set di cortometraggi. In quel momento ho capito che il set era il mio posto e non l'ho più lasciato.

Dopo Roma, gli Stati Uniti. Quale di queste due realtà ha rappresentato lo sfondo migliore per la realizzazione del tuo sogno?

Non è semplice rispondere a questa domanda, ma posso dire che negli Stati Uniti ho avuto l'occasione di incontrare e collaborare con persone che mi hanno permesso di fare delle esperienze utili alla mia carriera, però penso che lo stesso sarebbe potuto succedere anche a Roma. In fondo ho lasciato l'Italia quando avevo 22 anni.

Nel 2012 produci il tuo primo cortometraggio, “Disruption”. Come è nato questo progetto?

Disruption nasce di un'idea di Giulio Poidomani, regista con cui collaboro da anni, oltre che essere il mio compagno di vita. Disruption è una storia molto ambiziosa che racconta di un fumettista che confonde la realtà con l'immaginazione, cosa che lo porterà ad un atto estremo. Lo potrete vedere presto on-line. È stato il primo corto che ho prodotto, non avevo ancora completato il corso di produzione alla UCLA Extension. La ricordo come una bella esperienza perché avevamo creato una bella troupe internazionale con la quale poi abbiamo anche realizzato, un po' per gioco, Pots&Lids che poi ci ha portato vari riconoscimenti internazionali.

Quanto il tuo essere sempre così vicina al mondo del cinema può influenzare la tua percezione del reale e il modo in cui vivi la tua quotidianità?

Il mio ruolo nel cinema è il più pragmatico, in poche parole mi occupo dell'organizzazione, dell'amministrazione e del budget quindi diciamo che per me è abbastanza difficile entrare in quel meraviglioso mondo che è la finzione cinematografica. Nonostante la parte creativa mi affascini molto, intervengo in essa raramente, magari dando dei consigli sulla sceneggiatura. Negli ultimi due progetti che ho prodotto, però mi sono dedicata anche ai costumi, cosa che mi sta appassionando e che faccio solo se sono ispirata.

Il tuo percorso è stato indubbiamente ricco di successi e ti ha portato a un importante traguardo: la fondazione dell’Associazione Culturale Purple Road Picture…

Il mio grande sogno è sempre quello di avere una mia casa di produzione, anche se so di dover fare ancora tanta gavetta prima di raggiungere questo obbiettivo. L'Associazione Culturale è nata la scorsa estate quando abbiamo deciso con Giulio di tornare in Italia per girare "Mai" . Una storia ambientata in Sicilia che Giulio ha scritto anni fa sull'accettazione di se stessi, ispirata a "L'Avventura" di Michelangelo Antonioni e girato in bianco e nero. Più che la fondazione dell'associazione, credo che produrre "Mai" sia stato un grande traguardo, il primo progetto Italiano che vede come protagonisti Alessandro Gangi, Flavia Ripa e Ilaria Ambrogi.

In che modo e misura il tuo essere cresciuta in una realtà dalle dimensioni ridotte, come è quella che Noci può offrire, ha contribuito, favorendo o ostacolando, la crescita della tua passione per il cinema?

Più che Noci, credo che la mia famiglia abbia contribuito e favorito all'inseguimento delle mie passioni. In fondo, credo che se una persona ha di base degli interessi e degli stimoli particolari, la città in cui vive non può ostacolare in alcun modo. Allo stesso tempo, però, se si vive in una città che per vari motivi non ti permette di sviluppare certi stimoli si è portati ad allontanarsi dalla città per cercarne di nuovi. Detto questo, c'è anche chi è capace di prendere il meglio che c'è del posto in cui è nato e creare delle realtà culturali molto belle, vedi il NociCortinFestival.

Quali i tuoi progetti futuri e le tue aspettative?

Tra i progetti futuri c'è la promozione di "Mai", c'è "What you want?" una web series molto divertente che abbiamo inziato a realizzare a New York e poi spero ci sia il tanto famigerato lungometraggio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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