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03-02-valeria casulliNOCI (Bari) – Il legame con le proprie origini può essere così forte che neanche una buona posizione lavorativa e l'aver raggiunto i propri traguardi può mettere a tacere la nostalgia e il desiderio di tornare al proprio punto di partenza. Valeria Casulli, protagonista di questa nuova intervista, attualmente residente a Roma, tutt'oggi, sebbene orgogliosa dei risultati ottenuti, pensa a Noci e a tutto ciò che riguarda il nostro piccolo paese come la sua casa e il posto dove il suo cuore la condurrà per sempre.

Dopo esserti diplomata nel 2000 presso il liceo Socio Psico-pedagogico di Noci, hai deciso di frequentare la facoltà di Scienze della Comunicazione a Lecce. Questa tua scelta può essere motivata anche dalla volontà di non allontanarti troppo da Noci e dalla tua famiglia?

Sono stata sin da sempre una ragazza molto determinata, ma nonostante questo non ho mai pensato di andare via di casa, piuttosto mi affascinava l'idea di andare fuori per fare un'esperienza forte, vivere per un po' una realtà diversa da dalla mia, con l'idea di un ritorno.
Ho sempre amato la mia terra e, considerando che a Bari non c'era la possibilità di frequentare la facoltà si Scienze della Comunicazione, ho optato per Lecce. Tutto è venuto in automatico, avevo sempre sentito parlare di Lecce nei termini di una cittadina molto bella e adatta per condurre una vita tranquilla ed infatti è stato così.

Nel 2004 ti trasferisci nuovamente, questa volta a Roma, per frequentare il corso di specialistica da te desiderato, non essendo questo presente all'Università degli studi di Lecce. In che misura questo secondo trasferimento e quindi il venire a contatto con una realtà completamente differente ha influenzato le tue scelte future?

Quella di trasferirmi a Roma è stata una scelta un po' sofferta: non avrei mai voluto lasciare Lecce, alla quale ero molto legata, per non parlare del fatto che un'Università piccola è sicuramente più gestibile e, dal mio punto di vista, più efficace. Tuttavia ciò che in quel momento per me era solo una necessità, ben presto si è trasformata in una grande possibilità.
Avevo visitato Roma due volte e nel mio immaginario era la città del cinema, dei monumenti, ma soprattutto una realtà troppo grande e forse un po'complicata. Quando mi sono trasferita la mia percezione è cambiata: ho capito quasi subito che Roma l'avrei amata per sempre.

Dopo una breve esperienza all'estero, decidi di tornare a Roma. Cosa ti ha spinta a ritornare nella Capitale e a cercare lavoro in questa città?

L'esperienza all'estero è stata molto formativa, ma sentivo troppo la mancanza dell'Italia, quindi sapevo in partenza che sarebbe stata solo momentanea. Ormai avevo lasciato la casa a Roma, quindi da Brighton sono ritornata a Noci. In quel momento ho subito capito che dovevo ritornare nella "città eterna", dove ormai mi ero costruita una realtà fatta di amicizie, conoscenze e soprattutto di possibilità. Il ritorno è stato davvero involontario e di ciò sono felice perché Roma mi ha regalato anche l'amore di un uomo straordinario con il quale condivido la mia vita e che per mia fortuna considera Noci e in generale la Puglia la sua seconda casa.

Nel 2010 hai iniziato a lavorare in una nota azienda municipalizzata del comune di Roma, assumendo nel corso degli anni ruoli completamente differenti. Cosa ti ha spinto a restare nella stessa azienda per tre anni, nonostante il precariato della posizione che inizialmente ricoprivi?

A Roma, oltre l'amore, ho trovato dopo tanto cercare anche un posto di lavoro. Oggi infatti sono dipendente presso una delle più importanti aziende municipalizzate del comune di Roma. Sono entrata circa 4 anni fa come stagista presso la Segreteria dell'Amministratore Delegato dove vi sono rimasta per circa tre anni con dei contratti precari; poi finalmente sono stata assunta a tempo indeterminato e oggi lavoro nell'area Marketing. Non ho mai disprezzato il lavoro di segretaria poiché, eseguito a livelli così alti e importanti, è molto affascinante. Arriva il momento però in cui senti il bisogno di spaziare e in un'azienda così grande è più semplice, così sono stata spostata nell' area marketing che in un certo senso rispecchia maggiormente il mio percorso di studi. Il precariato spesso mi ha scoraggiata ma non ho mai smesso di credere in me stessa ed ero convinta che prima o poi le cose sarebbero andate per il verso giusto, come poi è successo.
L'ambiente di lavoro è sicuramente il luogo dove si esprime maggiormente la nostra personalità e io sono del Sud, ho i miei modi di fare, di dire e di essere che mi caratterizzano. Nonostante questo non ho mai avuto problemi ad integrarmi e anzi, al contrario, mi sono sempre sentita parte della realtà nella quale vivo.

Nella tua presentazione affermi che, qualora il corso di laurea specialistica da te desiderato fosse stato presente a Lecce, non ti saresti mai trasferita a Roma e che ancora oggi soffri molto la lontananza dal tuo paese d'origine. Prenderesti in considerazione la possibilità di tornarci definitivamente?

Si è la verità: io amavo Lecce, è una città a misura d'uomo ma soprattutto è una città vicino Noci, vicino la mia amata famiglia e non ci pensavo proprio ad andarmene, almeno per quanto riguarda l'Università. Pensavo che crescendo avrei sofferto molto meno la lontananza ma in realtà passano gli anni ed è esattamente il contrario. Quando cresci in un determinato luogo non ti accorgi della terra sulla quale stai camminando, non avverti gli odori, i sapori, le tradizioni, non sei capace di percepire tante cose perché dai tutto per scontato. Io oggi posso dire di guardare la mia terra, la mia Noci, come una turista, e da turista posso con certezza affermare che è una terra magnifica, una terra a cui penso ogni giorno, una terra che mi commuove quando mi capita di guardarla in televisione. Colgo ogni occasione possibile per parlare di Noci, delle sue tradizioni, del centro storico tutto bianco, delle orecchiette con le cime di rapa, della focaccia e gli ulivi, forse anche con una certa "buona arroganza", ma è solo voglia di far conoscere agli altri e far apprezzare le mie origini.

Se potessi scegliere tra la posizione lavorativa che attualmente ricopri a Roma e una di minore rilievo a Noci, quale delle due prevarrebbe sull'altra e con quali criteri affronteresti questa decisione?

Nella vita ho imparato che non si può pensare di scegliere se non ci trova a doverlo fare davvero. Io dentro di me sento che tornerò, perché il cordone ombelicale non è stato ancora tagliato, è come un filo davvero tanto lungo.
Questa è una risposta difficile: io sceglierei la posizione di meno rilievo per poter stare vicino alla mia famiglia e alla mia Noci, ma questa è la scelta del cuore!

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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