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2 9 Nirvana 3NOCI (Bari)- A soli quattro mesi di distanza dal caso del Piccolo Romeo, che aveva profondamente indignato l’opinione pubblica, Noci continua ad essere triste teatro di gravi atti di violenza e maltrattamenti ai danni di animali. Lo scorso 4 febbraio, nei pressi del Campo Sportivo, è stata ritrovata in condizioni disperate una randagia già nota e monitorata dall’Associazione “S.O.S. Adozioni a quattro zampe Onlus”. Nivana (così è stata poi ribattezzata) aveva un filo di ferro stretto attorno al collo, che conficcandosi in profondità nella cute, le aveva praticamente reciso la trachea. Colpita da grave anemia e da setticemia, in seguito alla perdita di sangue e all’infettarsi della ferita, la giovane meticcia giaceva in stato comatoso. L’intervento delle volontarie di S.O.S Adozioni a quattro zampe Onlus, unito alla tempestività dei veterinari, le ha salvato la vita. Nulla si è potuto fare per i suoi tre cuccioli, rinvenuti già cadaveri accanto a lei. Dopo aver subito un delicatissimo intervento di ricostruzione della muscolatura e della trachea, Nirvana si sta lentamente riprendendo.
Abbiamo intervistato Enza Ardone che non ha usato mezzi termini e ne ha giustamente fatto una questione sociale, che non riguarda solo gli animali, ma l’intera comunità. Sul caso Nirvana, anche il sindaco Domenico Nisi ha fatto sentire la sua voce.

2 9 EnzaArdoneQuesta volta, Enza Ardone non è solo addolorata e delusa: è veramente arrabbiata! Tutta l’indignazione sollevata dal caso del piccolo Romeo, che l’intera comunità ricorderà certamente (n.d.r) evidentemente non è servita da monito! Uno sdegno che non è stato sufficiente ad evitare il reiterarsi di maltrattamenti e violenze a carico di animali.
Lo scorso quattro febbraio è successo ancora e il modus operandi è stato quasi lo stesso adottato per Romeo. Enza ci ha raccontato in un’intervista la triste storia di Nirvana.
“Ci era stato segnalato un cane ferito nei pressi del campo sportivo, e dato che conosciamo e monitoriamo tutti i randagi della zona, non abbiamo faticato ad appurare che si trattasse della sorellina di Sonalie, nota a tanti perché si aggira sempre nel quartiere San Domenico assieme ad un volpino bianco, suo inseparabile amico”- ha esordito.

Quando però siamo giunti sul posto, abbiamo constatato che le condizioni della cagnolina erano disperate. Devo confessare che appena mi sono avvicinata, non ero neanche certa che fosse ancora in vita, dato il nauseabondo odore di putrefazione che emanava. Mi ci sono voluti pochi istanti per constatare che ad emanarlo era una raccapricciante ferita infetta e piena di pus. Sicuramente era stato l’avanzare dell’infezione ad indurre la setticemia e poi lo stato comatoso della cagnolina che abbiamo ribattezzato con l’emblematico nome di Nirvana. Si notava subito la gola quasi completamente tagliata, quello che non era visibile ad occhio nudo era il filo di ferro che aveva provocato una ferita di tale entità.
Solo quando i veterinari  hanno allargato la ferita, si sono accorti del sottilissimo filo, così stretto da conficcarsi letteralmente nella cute. Era di certo una ferita presente da giorni e non voglio immaginare quello che abbia dovuto soffrire la povera Nirvana. Al suo dolore fisico, se ne aggiunge anche un altro.
2 9 Nirvana 4Sì: perché Nirvana era una giovane mamma e accanto a lei abbiamo rivenuto i corpicini esanimi dei suoi tre cuccioli. Le indagini effettuate hanno confermato il nostro atroce sospetto: i cuccioli erano stati intenzionalmente avvelenati. Nirvana è stata prontamente trasportata ad Acquaviva e la Dott.ssa Saturno l’ha presa in cura. Ha subito un delicatissimo intervento di ricostruzione della trachea e della muscolatura e ora inizia lentamente a riprendersi. Da qualche giorno, Nirvana ha iniziato ad ingerire oltre alla semplice acqua, anche piccole quantità di cibo. La sua forza e il suo attaccamento alla vita hanno di gran lunga superato le nostre speranze e aspettative. La pelosetta appare più vispa e l'altro ieri s'è goduta anche un pò di sole, che certamente le avrà fatto bene anche all'umore.

2 9 Nirvana 2Fortunatamente, anche questa volta la vicenda sembra essersi conclusa nel migliore dei modi, ma non possiamo sempre affidarci alla provvidenza divina. E’ ora che qualcosa si smuova”.

Come se non bastasse, l’Associazione “S.O.S Amici a  quattro zampe Onlus”, ha subito anche un grave atto di vilipendio e scelleratezza: “Hanno praticamente clonato la nostra carta prepagata, quella su cui confluivano da tutt’Italia le donazioni indispensabili a salvare le vite di molti cani”- ci ha confessato Enza - “ Me ne sono accorta in maniera del tutto casuale, proprio andando a comprare scatolame ed altro occorrente per i nostri cani. Arrivata alla cassa, mi è stato detto che la carta non passava, o meglio che non c’era disponibilità. Eppure, proprio il giorno prima, una signora mi aveva chiamata per avvertirmi di aver fatto una donazione di 100 euro. Ancora incredula, ho pagato in contanti e sono andata dritta all’ufficio postale perché mi aiutassero a capire cosa fosse successo. Mi sono fatta stampare il resoconto dettagliati degli ultimi tre mesi, e per tre volte risultavano pagamenti effettuati su un sito che dalle indagini della polizia postale è risultato inesistente. Pagamento effettuato addirittura da Verona… ed io non mi sono mai mossa. La spiegazione era ormai inequivocabile: la carta era stata clonata! Non sono espertissima ma mi è stato detto che è molto più semplice clonare una prepagata rispetto ad una carta di credito e che sarà praticamente impossibile rintracciare i colpevoli. L’unica speranza è riuscire ad ottenere un parziale rimborso. Vedremo di capire come risolvere anche questa situazione. Tuttavia, non è questo ignobile atto che mi preoccupa, perché chi volesse sostenerci, potrebbe farlo benissimo tramite bonifico: le coordinate le trovate sulla nostra pagina facebook aperta a tutti e facilmente consultabile”.

Enza Ardone però, ha voluto soffermarsi ancora sulla questione che la preoccupa maggiormente: “Ciò su cui vorrei concentrarmi è il reiterarsi di questi disgustosi episodi di violenza, dettati da una cattiveria che davvero non trova aggettivi idonei a descriverla. Lasciamo un attimo da parte il problema randagismo e tutto quello che esso comporta: il punto è che tra di noi si nasconde un mostro e la questione non è da pendere poi tanto sottogamba!”.
Parole dure ma proferite con schiettezza e profonda convinzione quelle di Enza, per la quale la questione riguarda l’intera comunità e non esclusivamente gli animali.

“Pensiamoci un attimo: una persona capace di accanirsi in questo modo su un animale, non si farebbe certo problemi a reiterare lo stesso comportamento anche ai danni di persone. Mi riferisco soprattutto a quella fetta di società composta da chi ha meno possibilità di difendersi: donne, bambini, anziani o ammalati. Se chi è per natura dedito alla violenza viene contrariato o se qualcuno, per sbaglio, gli pesta un piede, che fa? Ammazza! Uccide l’essere umano allo stesso modo del cane: perché per questa gentaglia la vita non possiede alcun valore. Il mio non è un voler creare falsi allarmismi: voglio semplicemente mettere in luce un pericolo sociale che esiste ed è più che mai evidente. Si può anche prendere la questione alla leggera, ma non ci si lamenti poi della gravità delle conseguenze! Quando mi riferisco alla comunità Nocese, uso sempre “noi”, perché mi ci sento ormai parte integrante e perché voglio vivere in una comunità sicura e sana, dove non alberghi il germe della cattiveria e dove gli individui pericolosi, qualora stanati, vengano isolati e puniti esemplarmente!”.

Alla voce della Ardone, si unisce anche quella del sindaco Domenico Nisi, che sulla sua pagina facebook dichiara pubblicamente: “Spero di non dover mai più assistere nella mia comunità a scene simili! Accanirsi contro i cani indifesi non rappresenta affatto una soluzione al problema del randagismo”.

Enza Ardone si è dichiarata felice di avere il Sindaco e le istituzioni dalla sua parte: “Il Comune ci appoggia sempre quando può farlo. Cercheremo però di sederci tutti assieme attorno ad un tavolo per capire cosa e come si può fare di più. Il nostro obiettivo come associazione è legalizzare la nostra posizione, cooperando con il Comune per ottenere una indispensabile copertura sanitaria. Come risolvere al meglio il problema randagismo, lo appureremo nei tempi e nei modi giusti, ma io, anche a costo di essere ripetitiva, lo ribadisco: “La violenza a carico degli animali non può che provenire da una mente malata e soprattutto pericolosa per l’intera comunità. Quindi sarebbe il caso di cominciare a sentirci tutti chiamati in causa, perché il retorico discorso: “Sì, ma tanto era solo un cane”, non sta più in piedi”.

 

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