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NOCI24.it

Quotidiano on-line della città di Noci (Bari)

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Sabatelli elisabetta consumatoriNOCI (Bari) - Cittadini nocesi pronti a ricevere il rimborso per servizi non richiesti sulle proprie apparecchiature internet. Battaglia vinta per lo sportello locale del Movimento Consumatori impegnato nella battaglia alle frodi per servizi internet a pagamento erogati dagli operatori telefonici all’insaputa dei clienti. Circa una ventina i cittadini nocesi, ma anche putignanesi, che si sono rivolti dall’avv. Elisabetta Sabatelli (in foto) per denunciare l’aumento esponenziale delle fatture del proprio contratto telefonico da parte della compagnia H3G SpA in merito a dei servizi internet mai richiesti, oggi potranno vedersi rimborsati. Alcune di queste erano arrivate ad un totale di 500-1000 euro.

Sono quindi scattate le segnalazioni all’Agcom (Autorità Garante delle Comunicazioni) e all’Antitrust per vagliare la posizione degli operatori telefonici. Il 21 gennaio scorso è arrivato il responso. Multe salatissime per tutti: 1.750.000 euro ciascuno per Telecom e H3G e 800.000 euro ciascuno per Wind e Vodafone, «per aver adottato pratiche commerciali scorrette nell’ambito della commercializzazione dei servizi premium utilizzati via Internet da terminale mobile. Nei confronti di H3G, in ragione dei rilevanti effetti delle condotte attuate, è stata disposta anche la pubblicazione di un estratto del provvedimento».

L’Autorità Garante delle Comunicazioni ci va giù pesante con gli operatori. «Sulla base di quanto emerso nel corso delle ispezioni eseguite con l’assistenza della Guardia di Finanza (Gruppo Antitrust – Nucleo speciale Tutela mercati), - scrive l’Agcom in una nota - l’Autorità ha accertato che i quattro operatori hanno attuato una pratica commerciale scorretta riconducibile a due condotte: da un lato, l’omissione di informazioni circa il fatto che il contratto di telefonia mobile sottoscritto pre-abilita la sim alla ricezione dei servizi a sovrapprezzo, nonché circa l’esistenza del blocco selettivo per impedire tale ricezione e la necessità per l’utente che voglia giovarsene di doversi attivare mediante una richiesta esplicita di adesione alla procedura di blocco; dall’altro, l’adozione da parte dell’operatore di telefonia mobile di un comportamento qualificato come aggressivo, consistente nell’attuazione di una procedura automatica di attivazione del servizio e di fatturazione in assenza di qualsiasi autorizzazione da parte del cliente al pagamento, nonché di qualsiasi controllo sulla attendibilità delle richieste di attivazione provenienti da soggetti quali i fornitori di servizi estranei al rapporto negoziale fra utente e operatore».

Quelle gravate maggiormente dal controllo sono H3G e Tim. «Nei confronti delle società H3G e Tim – continua l’Agcom - la pratica si è articolata in un’ulteriore condotta consistente nella diffusione di messaggi che omettono informazioni rilevanti o che determinano l’accesso e l’attivazione del servizio a sovrapprezzo senza un'espressa manifestazione di volontà da parte dell'utente».

Secondo l’Antitrust, la responsabilità delle quattro aziende discende - oltre che direttamente dall’adozione di tali condotte - anche da altri fattori: «gli operatori traggono infatti uno specifico vantaggio economico dalla commercializzazione dei servizi premium, in quanto condividono con i fornitori i ricavi dei servizi erogati, trattenendone un’elevata percentuale. E inoltre, si sono dimostrati ampiamente consapevoli circa la sussistenza di attivazioni e di addebiti relativi a servizi non richiesti da parte dei propri clienti mobili».

Ai sensi del Codice del Consumo, l’Agcm ha giudicato questa pratica contraria alla diligenza professionale e idonea a falsare in misura apprezzabile il comportamento economico del consumatore. La stessa Autorità ne ha vietato perciò la diffusione o continuazione, oltre a irrogare le sanzioni, stabilendo che gli operatori comunichino entro 60 giorni le iniziative assunte per ottemperare alla diffida. Dal canto suo, visto l’esito dei controlli dell’Antitrust e le sanzioni erogate dall’Agcom, lo sportello locale del Movimento Consumatori sta preparando le diverse istanze da presentare al CORECOM – Puglia sede di Bari per richiedere alla compagnia H3G SpA il rimborso per il pagamento dei servizi non richiesti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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