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Librerie aperte? Fatti di carta dice no: "Siamo librai, non simboli”

04 14 libreria fatti di carta non riapriamo al pubblicoNOCI (Bari) – È giunta forte e chiaro la coraggiosa posizione, che la libreria “Fatti di carta” ha deciso di prendere in virtù della riapertura delle librerie concessa dall'ultimo decreto governativo: non riapriamo al pubblico in questo momento storico.

Con il dpcm del 10 aprile, il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha prorogato le misure restrittive per il contenimento della pandemia da COVID-19 sino al 3 maggio, e  consentito, dal 14 aprile, l’apertura di alcuni esercizi commerciali tra i quali abbigliamento per bambini e librerie.

Nessuna ordinanza regionale o sindacale ha impedito a Noci la riapertura dei suddetti negozi, come invece è accaduto in Piemonte, Campania, Sardegna e Trentino, ma diverse sono le scelte che le singole attività commerciali hanno adoperato.

Mentre lungo tutto lo stivale, commercianti di categoria, imprenditori e politici si affannano e spingono insistentemente al ritorno alla “normalità”, nonostante questa pandemia non si arresta e in bilico vi è la salute del cittadino, c’è chi invece ha sapientemente pensato che non sia ancora giunta l’ora per riaprire i battenti della propria libreria, che non è un luogo asettico, ma un contenitore sociale, culturale e vivente. (illustrazione di Vittorino Curci)


04 14 illustrazione vittorino curci libreria fatti di cartaAbbiamo chiesto ad Annalisa, la libraia di “Fatti di carta” cosa ne pensa: “Noi librai vogliamo tornare alla normalità, come tutti. Il dpcm del 10 aprile parla chiaro. Si è tutti invitati a restare a casa fino al 3 maggio. Il Sindaco del nostro paese ha incrementato il controllo del territorio con l'utilizzo di droni che monitorano le nostre strade e le nostre piazze. In questo clima da quarantena le librerie dovrebbero alzare la saracinesca per continuare ad essere vuote. Perché? Io, libraia indipendente, ho a cuore la mia comunità di riferimento. Come potrei invitare i lettori e le lettrici di Noci a lasciare le loro case per venire in libreria? La libreria non è un'attività assimilabile al panificio o alla salumeria. Le librerie sono oramai riconosciute come presidi culturali sul territorio. Quando si entra in una libreria la maggior parte delle volte non si ha idea di cosa si vorrebbe leggere, capita anche di entrare con un’idea e di uscire con un libro completamente diverso. Questo accade molto più spesso nelle librerie indipendenti che propongono una scelta editoriale diversa dalle librerie di catena. Ho visto in giro qualcuno che diceva che non esiste differenza tra le due tipologie, che sono la stessa cosa. Mi dispiace contraddire questo pensiero, ma non è così. Chi entra da Fatti di carta spesso non ha idea di cosa sia esposto sugli scaffali. Io ho scelto di proporre una selezione di case editrici indipendenti, i loro libri hanno bisogno del/la libraio/a, del dialogo lento e attento con il lettore o la lettrice di turno, per essere scelti. La libreria è un luogo dove si staziona, dove si sfogliano più libri per poi scegliere quello che ha colpito di più, si chiacchiera con la libraia e poi si scambiano parole anche con il lettore che accanto a te sta facendo la sua scelta e vuole incuriosirti o dare la sua opinione. Le librerie sono dei luoghi vivi, dove ci si incontra, ci si scontra e ci si innamora, addirittura. Io non me la sento di alzare la saracinesca ed esporre me e la mia comunità a un rischio che non posso valutare perché non ne ho gli strumenti.
C’è un fatto altrettanto importante. Nessuno ha chiesto a noi librai se fosse il caso o meno di riaprire. L’appello circolato giorni fa a firma di molti intellettuali non portava la firma di alcun libraio. Come mai? La nostra non è la scelta di una categoria di fannulloni che non vuole lavorare. C’è il sentore che questa scelta sia stata dettata dai grandi gruppi editoriali perché la chiusura delle librerie ha, inevitabilmente, bloccato l’uscita sul mercato delle novità in programma. Novità editoriali che vengono programmate molto tempo prima e che si accavalleranno a quelle programmate per i mesi a venire. Insomma, un vero disastro per il settore editoriale che conta diverse migliaia di libri pubblicati all’anno. Fatti di carta, insieme a 150 librai, indipendenti e di catena, d’Italia fa parte del gruppo di lavoro “LED – Librai Editori Distribuzione in rete”, lanciato da una casa editrice molto presente nella nostra libreria: NN Editore. Il rapporto umano che questo editore intrattiene con i librai ha fatto sì che intuisse subito che si rendeva necessario aprire un dialogo costruttivo, non solo sulla contingenza che stiamo vivendo, ma sulla struttura del settore editoriale.”

L'onda culturale non si arresta però. Fatti di carta continuerà come ha fatto fino ad ora a consegnare a domicilio e ad inviare i propri libri in tutta Italia, sarà sufficiente contattare la libreria sulla pagina facebook “Fatti di carta” o tramite mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. per scegliere il proprio libro. 

 

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