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Quotidiano on-line della città di Noci (Bari)

GiovedÌ, 2 Aprile 2020 - 12:28

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07 10 serpieriNOCI (Bari) - Noci Comics Zone 2015. Un nuovo mondo invaderà a partire da questa sera alle ore 19.00 la città dei tre campanili e l’autore di punta, il grande maestro di origini veneziane, è già qui. Questa mattina abbiamo avuto il privilegio di incontrare Paolo Eleuteri Serpieri, artista a livello internazionale ed attualmente direttore artistico della Scuola Internazionale di Comics. Noci24.it in qualità di media partner dell’evento non poteva non cogliere l’occasione per strappargli qualche domanda sulle sue opere più famose e sulle cartelle che in questo weekend saranno esposte a palazzo della Corte.

Soddisfatto, desidero di voler continuare a produrre e raccontare, il maestro Eleuteri Serpieri ha voluto regalarci qualche piccolo spassionato accenno sulle sue opere passate, sulla sua carriera artistica e sui suoi progetti futuri. Pillole di mondi fantastici creati da chi è sempre ad un passo fra leggenda e realtà, paradossi e situazioni oniriche. 

Buongiorno Paolo, benvenuto a Noci, benvenuto su Noci24.it. Sviscerare il genere western ed in seguito il grande personaggio di Druuna è sicuramente il nostro scopo principale. Ma non prima di aver raccontato la tua esperienza in compagnia di un grande artista: Renato Guttuso. Sei stato suo allievo.

“Guttuso è stato il mio insegnante quando ero studente. Per me era un grande artista. L’ho conosciuto in una fase della mia vita in cui assimilavo molto da punto di vista artistico, pittorico. Lo andavo a trovare molto spesso. Parlavamo tantissimo e lui dipingeva, dipingeva, dipingeva, parlava e fumava sigarette. Ricordo alcuni miei silenzi totali e suoi discorsi politici. Lo osservavo mentre dipingeva con questa sua sigaretta la cui cenere si allungava senza mai cadere. Imperterrito continuava a guardare le sue opere, a mettere colori, a tracciare segni nervosi. Il suo era un lavoro materico”.

In che modo ti sei avvicinato al mondo del fumetto ed hai deciso di farne il tuo mestiere?

“Insieme a Guttuso inizialmente sono stato influenzato in pittura anche da Vespignani. Mi ha profondamente segnato soprattutto nel disegno, con le sue incisioni e acqueforti. Col tempo mi sono accorto che fare il pittore per me sarebbe significato vivere una vita complicata. Facevo l’insegnante di discipline pittoriche nei licei artistici e istituti d’arte però e mi accorsi che mi mancava il racconto. Mi sono avvicinato al fumetto per questa ragione. Agli inizi pensavo che pittura e fumetto potessero viaggiare di pari passo ma poi c’è e stato un momento in cui il fumetto mi ha preso totalmente. Diciamo che tutto questo è accaduto verso la fine degli anni 70”.

Prima grande attività. Prima grande passione: il western. Un genere che conosci molto bene e che è ritornato qualche anno con fa con TEX, L’EROE E LA LEGGENDA prodotta per la Sergio Bonelli editore. Quali cambiamenti o evoluzioni credi siano avvenuti rispetto ai tuoi fumetti western anni 70-80? Tex come è nato?

“La storia di Tex era già in divenire da tempo. Se ne parlava da un po’ di anni con Sergio anche se lui era dubbioso su alcuni punti. Dopo la sua scomparsa ho avuto carta bianca dalla casa editrice e io ho potuto realizzare quel Tex che ho sempre desiderato. Ho potuto raccontare il personaggio creato da Gianluigi Bonelli così come me lo sono sempre immaginato. Mi piaceva l’idea della storia nella storia. Non a caso il mio Tex è un po’ più giovane. Vi ho aggiunto in seconda battuta il vecchio Carson. Devo ammettere che rispetto al genere western degli anni precedenti non è cambiato molto. Il mio è un racconto che guarda sempre all’ambito cinematografico. Il lettore non deve perdersi nei miei disegni ma deve capire la storia. Sbagliare le inquadrature è facile. Mi sono affacciato certamente negli Stati Uniti durante la mia carriera ma mi sono sempre dissociato dai cartonati americani, fitti di baloons e testi. Il mio fumetto ha da sempre rappresentato il giusto mezzo fra testo e disegno”.

Se dovessi raccontare le caratteristiche del personaggio, come descriveresti il tuo TEX?

"Per vendicare il massacro di donne e bambini indiani del suo popolo ho pensato ad un personaggio estremamente determinato, non vorrei dire vendicativo perché è una vendetta che lui reputa giusta. Ad un certo punto dice di aver voluto fare tutto questo da solo e che si assume tutte le responsabilità. Vi sono anche elemento di solitudine e credo sia estremamente importante".

1985 MORBUS GRAVIS. Compare il personaggio più famoso della tua carriera: Druuna. Chi è? Come nasce?

“Nasce dal bisogno di raccontare un episodio non fantascientifico quanto piuttosto apocalittico. Un dopo bomba. Si tratta di una storia che racconta le mie ossessioni, le mie fobie, le mie oppressioni.. Il personaggio principale è Druuna anche se all’inizio non doveva essere l’unica. Lei è la mia tipologia di donna: una figura candida, sensibile e sensuale ma molto tenera. Lei nasce con l’immagine di un’attrice francese che ha recitato ne “La femme publique”: sto parlando di Valery Kaprisky. Io avevo in testa un personaggio similare e quando un mio amico in Francia mi portò a vedere il film me ne innamorai. Era quello che cercavo. Non ho fatto un ritratto di Valery ma un faq simile, qualcosa che si avvicinasse a lei. Non è alta, non è giunonica ma sensuale e prosperosa forse esagerata in alcuni punti dell’anatomia ma solo per dare un minimo di grottesco alla storia. Pensavo inizialmente ad un immagine di lei un po’ forte, con linee curve e significative come quando uno mette del sale e pepe sulle pietanze. Tuttavia non nascondo che questa, nel tempo, si è ridimensionata".

Quali strategie nella resa del racconto? Siamo sullo stesso genere narrativo del western?

“Direi di sì. Il mio disegno non era predisposto alla tecnologia. Il mio è un disegno di un mondo in decomposizione, degradato. Quello che vediamo in questo mondo sono rottami, il mondo è in fase distruttiva. Druuna è’ in contrasto con tutti i personaggi vicini a lei. Fra tanti mostri Druuna è una sorta di messaggio di vita. Lei è speranza per il futuro".

La rivedremo in azione?

"Si. Uscirà un libro fra qualche mese che si intitola Anima (Druuna number 0). In Italia sarà edita da Scarabeo, casa editrice che fino ad oggi non si è occupata molto di fumetti ma che in fondo ha sempre strizzato l’occhio. In più tutta la saga dei Drunna (dal primo numero all’8°) sarà ripubblicata".

Altri progetti futuri?

"Illustrazioni".

In alcuni episodi scopriamo un personaggio. Chi è Doc?

“Cercavo un personaggio che fosse fuori dalla storia e che in un certo qual modo si indentificasse con il mondo di oggi. Rappresenta l’elemento paradosso che mi piace e si identifica con lo stesso autore del fumetto, me stesso. Si tratta di un qualcuno che racconta e mette in chiaro alcune questioni durante la narrazione. In un libro addirittura Doc salva Druuna prendendola in braccio. Piccola anticipazione. Doc tornerà".

I colori dell’anima in esposizione a Noci a partire da questa sera venerdì 10 luglio alle ore 19:00.

"Si tratta di cartelle che anticipano il libro Anima. Avremo modo di inaugurarla domani 11 luglio. Parlerò del mio lavoro mettendomi a disposizione per dediche e incontri con il pubblico. Inoltre, il materiale in mostra sarà acquistabile, nello specifico saranno disponibili “Serpieri Collection vol. 1” e “Druuna 0”.

 

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