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ESSERI URBANI è tra i 60 progetti finalisti dei New European Bauhaus Prizes 2021

07 15 IntervistaAdAngelaConteNOCI - “Esseri Urbani” si è classificato tra i 60 progetti finalisti dei New European Bauhaus Prizes 2021. Considerando che le candidature pervenute sono state all’incirca 2000, si può certamente affermare che sia un gran bel traguardo. Un motivo in più per rendere noi di Noci24 orgogliosi di essere tra i media partners dell’evento. Dal 28 giugno al 6 luglio 2021 una giuria composta dai partner ufficiali dell'iniziativa valuterà tutte le proposte finaliste e decreterà i 20 progetti vincitori. Appena in redazione è giunta la notizia, pieni anche noi d’entusiasmo, abbiamo subito contattato la direttrice artistica di Esseri Urbani, Dott.ssa Angela Conte, per cogliere l’occasione di intervistarla, oltre che per congratularci naturalmente con lei.

07 15 IntervistaAdAngelaConte2Angela, innanzitutto le porgiamo le nostre congratulazioni, e siamo certi di poterlo fare anche a nome di tutti i cittadini nocesi che credono nel potere dell’arte, della cultura, della bellezza, della creatività e dell’inclusione. Ciò premesso, non possiamo esimerci dal chiederle innanzitutto come ha accolto la notizia di questo primo importante traguardo conseguito nell’ambito dei New European Bauhaus Prizes 2021
"Vi ringrazio e ringrazio tutti quelli che hanno creduto nel progetto e che lo hanno, in vario modo, sostenuto fino ad oggi. La candidatura di Esseri Urbani al New European Bauhaus Prizes 2021 è per noi un passo importante, che ci consente di portare il progetto - di cui il festival è soltanto una esternazione - all’attenzione di un pubblico internazionale e attento alle tematiche che ne fanno da base. Abbiamo accolto la notizia con sorpresa, perché sapevamo che la competizione era molto alta; è senz’altro un risultato che ha dato nuova linfa alla nostra determinazione!"
Le rivolgiamo ora una domanda che richiederebbe una di quelle risposte “di pancia”, in cui viene interpellato l’istinto, quello che molti definiscono “sesto senso”. Cosa le dice il cuore in merito all’esito definitivo? In base all’interesse mostrato sino ad ora nei confronti dell’iniziativa, che si è ovviamente tradotto in termini di voti popolari, pensa che ci siano buone possibilità di vedere “Esseri Urbani” nella hit parade dei 20 progetti vincitori?
"Comparire tra i 60 finalisti grazie al voto online è già una grande soddisfazione. Nel nostro filone, ci sono altri 4 progetti italiani in gara, presentati da realtà che hanno sede a Milano, Torino, Bologna e Brescia. La seconda fase di valutazione, che durerà tutta l’estate, è affidata a una giuria composta dagli oltre 135 partner ufficiali dell’iniziativa, provenienti da ogni parte d’Europa: sarà dura, ma crediamo ugualmente di avere le carte in regola per farcela".

07 15 IntervistaAdAngelaConte3Cosa ha significato per lei organizzare un evento di tale portata? Quanta capacità logistico-organizzativa e quanto “cuore” son dovuti entrare in ballo?
"Il progetto è cresciuto e ha preso concretezza giorno dopo giorno, grazie al lavoro di squadra e all’impegno di tutto il team dell’APS U Jùse. La complessità organizzativa è stata affrontata mettendo a sistema le nostre diverse competenze e cercando di avviare dialoghi e collaborazioni “esterne” ogni qual volta se ne presentasse la necessità o anche solo per “stringere amicizia”, costruendo man mano quella rete di realtà e persone che ha reso possibile il festival. È stato un lavoro che ci ha impegnati quasi quotidianamente per molti mesi, compresi quelli del lockdown: un percorso lungo e non sempre felice, ricco anche di ostacoli e difficoltà, che non credo si possa percorrere se non ci metti anche e soprattutto il “cuore”.
Quali sono stati gli aspetti del festival che ha subito sentito starle più a cuore? Quelli su cui ha ritenuto di dover puntare maggiormente
"Personalmente, sento il festival vicino nella sua interezza, non solo per l’importanza delle tematiche che affronta, ma anche e soprattutto per il modo in cui le tiene assieme, strategicamente legate tra loro. Immagino il festival come un congegno, costituito da tanti elementi più piccoli che girano assieme, in grado di agire -allo stesso tempo- su tanti aspetti della nostra complessa realtà. Penso che ogni aspetto sia importante, dall’inclusività alla cittadinanza attiva alla salvaguardia dell’ambiente e del territorio, passando per la sensibilizzazione al valore dell’arte e della creatività, l’innovazione, la promozione del turismo culturale e delle giovani professionalità".

Si dice che le cose belle non siano mai semplicissime da realizzare, e che quante più difficoltà si incontrino lungo il percorso, tanto più grande sia poi la soddisfazione della riuscita. Quali sono state le maggiori difficoltà al livello organizzativo? Le rivolgiamo questa domanda perché vogliamo appunto che i lettori (nonché spettatori del Festival) siano anche consapevoli del duro lavoro che c’è dietro.
"Durante il 2020 nulla è stato semplice. Ci siamo ritrovati con un progetto già avviato, una call internazionale aperta, e tante incertezze sul futuro. L’incertezza più grande, oltretutto, non dipendeva dalla pandemia ma dalla discordanza di intenti che era emersa -ormai in corso d’opera- tra noi e la nostra città. Messe da parte delusioni e dispiaceri, abbiamo così deciso di portare il festival altrove e la risposta, l’accoglienza, anche l’interesse e il rispetto che abbiamo ricevuto qui a Noci sono tra gli esiti cui teniamo maggiormente".
In questi mesi che hanno scandito il lavoro organizzativo, si è mai ritrovata a voler impostare il tutto come se “Esseri Urbani” potesse e anzi dovesse fungere da apripista per un fiorire sempre maggiore di stimoli e quindi di iniziative artistico culturali?
"Uno degli obiettivi del festival è sempre stato quello di portare innovazione nell’offerta culturale del nostro territorio. Come ho affermato in altre occasioni, Esseri Urbani non è solo un evento perchè aspira ad innescare riflessioni che, attraverso il reale coinvolgimento delle persone, si riflettano poi in maniera continuativa nei loro modi di pensare e agire. Il progetto vuole creare un dialogo tra i nostri luoghi e l’arte contemporanea, ha quindi tra le sue potenzialità quella di fare da apripista ad altre iniziative di tipo artistico culturale e ci auguriamo che ciò avvenga".
Non ci resta che rinnovarle gli in bocca al lupo per il New European Bauhaus Prizes 2021 e se il progetto dovesse classificarsi tra i 20 “winners”, ci sarebbe sicuramente una “festa nella festa” che renderebbe orgogliosa tutta la cittadinanza.

"Grazie a voi, e come si suol dire "Evviva il lupo!"

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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