PUTIGNANO - Inaugura questo sabato 29 novembre 2025, alle 18:30, la mostra che prende il titolo di “errabunda” presso il Museo Civico Romanazzi Carducci di Santo Mauro di Putignano (BA), con la curatela di Roberta Mansueto.
errabunda nasce come un attraversamento negli spazi del Museo civico Romanazzi Carducci di Putignano (BA): il titolo della mostra proviene da una voce del passato — quella di Sibilla Aleramo — che nel presente diventa ponte, eco, feritoia. In Aleramo, l’erranza è una condizione esistenziale, corpo che cammina, mente che divaga, identità che si ricostruisce in un vagabondaggio geografico e culturale.
La mostra si sviluppa nelle sale storiche del Museo Civico Romanazzi Carducci di Putignano, luogo che custodisce le memorie di un passato nobiliare e di una Puglia stratificata, sospesa tra radici profonde, lotte di classe e una narrazione che oggi ci è più distante, ma che ha comunque modellato luoghi, saperi e il paesaggio naturale e umano. In questo contesto, l’erranza si manifesta come dialogo tra epoche: la quiete dei saloni sette-ottocenteschi incontra l’arte contemporanea, generando un tempo misto, e nuove posture in cui riconoscersi.
Otto artisti e artiste sono invitati/e a dialogare con gli ambienti del Museo civico di Putignano: le opere di Valeria Carrieri, Roberto Casti, Grazialba di Summa, Melania Fusco, Lucia Leuci, Gianluca Marinelli, Aminta Pierri, Domenico Ruccia, diventano snodo negli ambienti ancora connotati della vita dei suoi antenati, diventando ora luogo di rappresentanza di nuovi sguardi.
La scrittura – sin dall’omaggio ad Aleramo - torna come un esercizio traboccante in molte opere in mostra: prende le forme di un’installazione che chiede l’interazione del pubblico nell’opera di Roberto Casti; nell’esercizio documentativo e meta-narrativo tra linguaggio dell’arte e ricerca esistenziale nel documentario di Gianluca Marinelli; un segnico al limite dell’astrazione, fino a farsi “desiderata” nei lavori di Aminta Pierri; nel mito che prova a rinnovarsi in prospettive non-binarie e non-patriarcali nel lavoro -in cartapesta- di Valeria Carrieri.
Oltre la presenza della scrittura, i diversi linguaggi dell’arte contemporanea - pittura, scultura, ceramica, fotografia - creano un percorso di opere che formalizzano la ricerca di ciascun* artista.
La materia organica e il design della forma nelle ceramiche di Grazialba di Summa; le pelli di “lepre lunare” (un animale immaginario ispirato al testo “Manuale di zoologia fantastica” del 1957 di Jorge Luis Borges) di Melania Fusco; la rivisitazione in chiave post-Liberty delle tradizionali vetrate colorate raffiguranti sagome di donne audaci di Lucia Leuci; l’atlas visivo delle opere pittoriche di Domenico Ruccia dai toni notturni o crepuscolari; la ricerca di Aminta Pierri, nell’esercizio concreto di rimaneggiare un archivio di famiglia, decodificandone una genealogia del presente.























