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Cosa offre per la formazione dei piccoli nocesi l’Istituto Gallo-Positano?

01 15 positano galloNOCI (Bari) - Il periodo di gennaio rappresenta da tempo un momento cruciale per genitori e alunni, poiché si trovano ad affrontare una scelta “difficile”: la nuova scuola. Anche il territorio di Noci risponde con fervore alle richieste di chi cerca non solo informazioni e dati, ma soprattutto rassicurazione e conforto per operare la migliore tra le scelte possibili, quella più adatta sul piano formativo e umano.

(Foto: al centro la DS Chiara d’Aloja, con le prof.sse Mansueto e Cazzolla)

Già, umano: non dobbiamo dimenticare che gli Istituti del nostro territorio sono impegnati a comunicare non solo le caratteristiche salienti dell’offerta formativa, ma anche - e soprattutto - la propria idea di scuola come cuore pulsante di un processo educativo e di crescita complesso, dinanzi al quale non si può mai smettere di interrogarsi. È necessario avere coraggio, per riflettere, verificare le scelte didattiche compiute, leggere nuovi bisogni, progettare percorsi, dare slancio progettuale al carattere pedagogico della propria offerta, persino per ammettere i propri errori, sempre nella convinzione di averli commessi per il bene della comunità educante. Anche per questo chiediamo alla neo-DS Chiara d’Aloja e al suo team di valenti collaboratrici di aiutarci a capire che cosa offre per la formazione dei piccoli nocesi l’Istituto Gallo-Positano: gli elementi di continuità, i momenti di novità, la visione di sviluppo e di crescita sottesa alle scelte didattiche. In una parola, forse banale, quale sia l’idea di scuola - come comunità che educa e si educa senza mai arrendersi - nella quale si riconosce l’identità dell’Istituto Comprensivo Gallo-Positano.

Professoressa Mansueto, lei è la storica “vicaria” della Scuola Secondaria di I Grado. Come definirebbe l’identità pedagogica del percorso scolastico proposto?

La Scuola Secondaria di I Grado Gallo è, tra l’altro, una scuola a indirizzo musicale. Dall’anno scolastico 2001-2002 il nostro Istituto ha in organico quattro specialità strumentali: clarinetto, flauto, pianoforte, violoncello. Nel corso degli anni abbiamo imparato a valorizzare la pluralità dei linguaggi nel processo di apprendimento - in particolare i linguaggi delle arti - e a “metterli in comunicazione”, a vantaggio di momenti e percorsi pluridisciplinari. Abbiamo sperimentato, anno dopo anno, come il percorso di acquisizione delle competenze necessarie per imparare a suonare uno strumento musicale possa costituire una sorta di paradigma per molti apprendimenti, capace di incidere significativamente su abilità metacognitive quali la capacità di ascolto, l’etica della disciplina e la disposizione all’esercizio costante. La musica, inoltre, si è rivelata per noi un terreno fertilissimo per la coltivazione delle abilità sociali, per sostenere processi di inclusione e per creare nuove opportunità valide per tutti, senza lasciare indietro nessuno. Attraverso il progetto Musicando, “fare musica” è diventato parte della quotidianità per tutti i nostri alunni, dalla scuola dell’infanzia fino alla scuola secondaria di primo grado.

Al Dirigente Scolastico, Chiara d’Aloja, da poco arrivato nella comunità nocese, vorremmo invece chiedere quale sia la sua visione di identità pedagogica dell’Istituto Comprensivo e quali percorsi nuovi si possano immaginare per dare compiutezza e solidità a tale proposta.

Il team che guida - con il supporto prezioso della comunità dei docenti, del valente personale amministrativo, dei generosi collaboratori e della infaticabile DSGA, Sandra Germinario - l’Istituto Comprensivo Gallo-Positano ha un sogno: che la scuola del primo ciclo sia innanzitutto la scuola di tutti, quella in cui nessuno resta indietro e a ciascuno sono offerte più opportunità, ad ognuno secondo le proprie meravigliose peculiarità. A noi piace sempre ricordare, in proposito, una frase illuminante di don Milani, che sottolineava quanto fosse ingiusto fare parti uguali tra diseguali. E allora l’Istituto Comprensivo Gallo-Positano vuole essere, forse con un pizzico di ambizione, la scuola ove uguaglianza di opportunità e valorizzazione del merito possano procedere di pari passo. Di qui i nostri progetti a sostegno degli alunni con difficoltà di apprendimento, ma anche le iniziative di innovazione tecnologica e didattica; l’attivazione di un corso di alfabetizzazione di latino; la possibilità di scegliere lo spagnolo come seconda lingua straniera; il progetto “Insieme a galla”, che consentirà ad alcuni alunni della scuola secondaria di I grado e ai bambini con diversabilità di vivere un’esperienza formativa unica; il progetto “I quadri del Barsento”, tra i pochi approvati dall’USR Puglia nell’ambito del Piano Triennale delle Arti, che permetterà a tanti, con la realizzazione di una guida multimediale sul sito di Santa Maria del Barsento, di conoscere un luogo meraviglioso attraverso gli occhi, lo stupore e le fiabe dei bambini.

Dalla docente Martina Cazzolla, autentica “memoria storica” della scuola Positano, vorremmo invece chiarimenti sul modello di Scuola senza zaino. Può raccontarci come viene organizzata la giornata scolastica e quali sono gli elementi di originalità di tale approccio educativo?

Da ben quattro anni il nostro Istituto ha investito nel modello Senza zaino, una proposta didattica innovativa che risponde al desiderio di fare della scuola una comunità accogliente, capace di stimolare l’autonomia e la responsabilità dei bambini. Tale modello è stato adottato con successo anche nella scuola dell’infanzia, ove i bambini hanno avuto dunque da subito la possibilità di sperimentare la bellezza dell’apprendimento attraverso il “fare” e il “manipolare”, in comunità e in condivisione con i pari. La nostra idea di scuola, infatti, mira a promuovere apprendimenti che passino quasi sempre dall’esperienza diretta e dai laboratori e che si fondino sulla differenziazione delle attività e sulla diversificazione degli insegnamenti, nel pieno rispetto dei tempi e delle inclinazioni di ciascun bambino. Al mattino, i bambini arrivano a scuola con una sacca leggerissima, perché in aula trovano il materiale di cui necessitano in condivisione con i compagni. In un’aula Senza Zaino non si trovano né cattedra né i classici banchi disposti in fila, ma i bimbi siedono attorno ai tavoli di 5-6 alunni e lo spazio è ben articolato in aree di lavoro e mini-laboratori. La giornata scolastica segue una rassicurante routine: al mattino ci si riunisce in agorà, il luogo dell’uguaglianza e del confronto, l’angolo realizzato con tappeti e morbide sedute, dove ogni bambino ha la possibilità di ascoltare e di essere ascoltato, di esprimersi, di co-progettare con il docente il planning della giornata. Ed è qui che generalmente avviene la spiegazione da parte dell’insegnante, per poi procedere con le attività -di gruppo, in coppia o in autonomia. E l’insegnante? Come riferisce la docente Consilia Plantone, quasi al termine di un ciclo di Senza Zaino e futura docente nelle prossime classi prime, il ruolo dell’insegnante è quello di “attivatore” e “motivatore” degli apprendimenti: in Scuola Senza Zaino l’autonomia degli alunni genera competenze, alimenta la costruzione del sapere e incoraggia costantemente i progressi.

Alla scuola si attribuisce il compito di “nutrire” il senso civico di una comunità, di curare la formazione del cittadino, di promuovere i valori costituzionali. Chiediamo allora al Dirigente Scolastico di illustrarci che cosa si propone in merito a ciò l’Istituto Comprensivo Gallo-Positano.

Coniugando continuità e novità, abbiamo avviato in questo ambito un percorso sperimentale, con l’ambizione di farne, a compimento, materia di una riflessione aperta anche alla comunità cittadina. È un percorso alla scoperta del valore della rappresentanza, cuore del nostro sistema democratico. Da molti anni nella nostra scuola secondaria di primo grado si istituisce la figura dei rappresentanti di classe. Nell’anno in corso, stiamo articolando intorno a questa esperienza un itinerario di educazione non formale, strettamente legato alla quotidianità della vita scolastica, nel corso del quale i ragazzi saranno condotti a scoprire il valore e il senso dei processi democratici, attraverso il “prendersi cura” della propria scuola, in un corretto rapporto fra rappresentanti e rappresentati. Non mancheranno momenti di confronto con altri luoghi, figure e organi istituzionali, alla scoperta dei principi costituzionali che vigono alla base di tutti i processi partecipativi. Saremo in visita, infatti, con tutti i rappresentanti di classe, presso il Consiglio regionale della Puglia. Al senso di cittadinanza e ai valori costituzionali lavoriamo inoltre da anni attraverso la partecipazione a rappresentazioni teatrali in italiano e in lingua straniera e mediante le intense attività di Cineforum, con rassegne mirate su temi specifici, nell’ottica della promozione dell’esercizio di abilità sociali e relazionali, strettamente connesse al vivere democratico: prendere la parola, esprimere punti di vista, sostenere opinioni, sviluppare un pensiero critico e, talora, divergente. Il nostro ambizioso obiettivo è, dunque, quello di guidare i bambini, sin dai tre anni, a ragionare “con la propria testa”, giovani cittadini di una società democratica, critica e più equa.

 

 

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