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09 25 rosa robertoNOCI - Dall'anno scolastico 2009/2010 all'anno scolastico 2019/2020, il liceo "Leonardo da Vinci" di Noci è stato guidato dalla prof.ssa Rosa Roberto. Dopo circa un decennio di dirigenza, il testimone è stato passato alla prof.ssa Pani (Leggi qui). Decisamente travagliati e movimentati sono stati gli ultimi dieci anni del liceo da Vinci: dalla minaccia della scomparsa ai successivi accorpamenti; dalla mancanza di nuovi iscritti alla costituzione di nuovi indirizzi; per ultima la sfida dell'istruzione durante la pandemia di Covid-19. A Noci24.it, l'ex dirigente scolastica prof.ssa Rosa Roberto ha raccontato le difficoltà e le gioie di questi anni, delineando un bilancio del proprio mandato. 

Qual è, complessivamente, il bilancio del Suo percorso da dirigente scolastico negli istituti superiori nocesi?

"E’ un bilancio decisamente positivo, soprattutto quando rifletto sul fatto che alcuni eventi legislativi di portata nazionale e regionale hanno minacciato seriamente la stessa esistenza dell’Istituto che mi era stato affidato. Mi riferisco alla legge n.183 del 12 novembre 2011 (“legge di stabilità”) che, innalzando il numero degli iscritti da 500 a 600 unità, aprì la strada alla delibera della Giunta regionale pugliese che, il 26 gennaio 2012, stabilì la perdita dell’autonomia dell’allora liceo “Leonardo da Vinci”.
Come già era accaduto all’ospedale, la scuola superiore nocese scompariva dall’elenco delle Scuole autonome ritornando alla condizione iniziale del suo cammino, quando dipendeva dal liceo “Sante Simone” di Conversano: un brusco passo indietro che vanificava gli sforzi di tanti amministratori locali lungimiranti che avevano promosso iniziative, anche ad alto livello politico, volte a rendere indipendente la nostra scuola superiore.
Le azioni messe in campo per riportare indietro “l’orologio della storia del nostro Liceo” mirarono a coinvolgere la comunità scolastica, il Consiglio e il governo comunale, il Consiglio e il governo provinciale, molte figure di spicco della cultura locale, l’intera cittadinanza, la Giunta regionale nella quale l’assessore del settore era l’on. Alba Sasso.
Anche l’Ufficio Scolastico Regionale fu interpellato per prendere in considerazione alcune ipotesi volte a conservare la scuola superiore nocese, considerata unanimemente come un valido presidio per la formazione culturale, democratica e civile di giovani di diverse generazioni.
La giunta regionale ritornò sui suoi passi e il 7 febbraio 2012 stabilì l’accorpamento al liceo di Noci dell’Istituto Tecnico tecnologico “Galileo Galilei” di Gioia del Colle.
Dopo 6 anni, il 1 settembre 2018, con lo scorporo dal Liceo dell’ITIS di Gioia del Colle e l’accorpamento del professionale “Agostino Agherbino” di Putignano si ricostituiva finalmente una situazione di unità tra gli istituti superiori nocesi che io stessa avevo già prefigurato nel 2012. Evidentemente i tempi non erano ancora maturi per una tale soluzione.
Questi sinteticamente i fatti che motivano il mio ottimismo valutativo. Ma il giudizio di positività riguarda anche l’aumento dell’offerta formativa che abbiamo realizzato in questi anni e le innovazioni strutturali, organizzative, amministrative, didattiche e metodologiche messe in campo.
In particolare, il Liceo economico sociale, collocato dalla Fondazione Agnelli al primo posto tra le scuole del settore che meglio avviano gli studenti agli studi universitari di settore, richiama iscritti da Paesi che in precedenza non facevano parte del bacino di utenza del nostro Istituto, come Mottola, Gioia del Colle, Castellana Grotte, ecc.
Inoltre, la realizzazione della “segreteria digitale” e della “Didattica a distanza”, possibili grazie al potenziamento delle infrastrutture e delle apparecchiature tecnologiche e digitali attraverso l’infaticabile partecipazione dell’istituto ai bandi pubblici del settore, hanno messo in luce il lavoro e la lungimiranza del Consiglio di istituto, degli insegnanti, del personale ausiliario, tecnico e amministrativo, decisivi per realizzare tali traguardi.
Infine, le numerosissime attività co-progettate volte a stabilire relazioni culturali ed educative forti e significative con i partner europei, con gli Enti, le Aziende, le Associazioni, l’Università hanno dato un respiro ampio alle azioni didattiche quotidiane, aprendo spazi concreti per un protagonismo giovanile solidamente ancorato alle discipline e finalizzato ad un corretto orientamento professionale.
I risultati non sono mancati nei vari settori. Spessissimo gli studenti iscritti si sono collocati ai primi posti in concorsi nazionali dove i loro “avversari” provenivano da tutte le Regioni italiane.
I genitori e gli studenti hanno riconosciuto il valore di quanto si è fatto in questi anni nella nostra Scuola: quest’anno sono state costituite ben cinque classi prime, un traguardo inimmaginabile nel 2012 e tanto più significativo quando si considera la diminuzione del tasso di natalità che ha ridotto il numero netto degli studenti nelle scuole secondarie".

Quali sono state le azioni e le decisioni intraprese di cui è più fiera?

"Avendo come riferimento la formula vichiana “Verum ipsum factum”, ovvero “la verità è nello stesso fare”, proverò brevemente a individuare alcune azioni e decisioni che più di altre mi sembrano significative per la realizzazione di risultati osservabili e misurabili.
L’aver mantenuto la scuola superiore a Noci attraverso azioni mirate ed efficaci che hanno validamente coinvolto una partnership multilevel è senz’altro una delle più significative.
Non bisogna, tuttavia, sottovalutare l’ampliamento dell’offerta formativa, con la costituzione del liceo economico sociale, indirizzo di grande successo presso le famiglie e i giovani, del percorso sportivo associato ai licei e, a partire da quest’anno scolastico 2020/21, del percorso medico sanitario. Questi ultimi due sono stati realizzati attraverso l’utilizzo della cosiddetta “quota dell’autonomia”.
Le innovazioni didattico-metodologiche messe in campo in questi anni grazie al potenziamento del patrimonio digitale dell’istituto e dell’infaticabile azione dell’animatore digitale e di docenti bravi e motivati hanno permesso ai nostri studenti di interagire con realtà complesse e in maniera interattiva.
E’ stata puntata l’attenzione sulla creazione di una comunità educante più consapevole dei rischi che corrono i giovani, anche diversabili, se non sono sostenuti da adulti autorevoli e responsabili e sulle conseguenze a medio e lungo termine dell’assenza di una progettualità matura collegata ad una visione prospettica dei risultati formativi.
Insieme ad alcuni docenti più sensibili è stata ridefinita e valorizzata l’educazione degli adulti, attraverso la ristrutturazione dei corsi serali presenti presso le due sedi del Professionale di Noci e Putignano.
La pressante richiesta di lavori di riqualificazione della sede del Liceo di Via Repubblica all’Ufficio Tecnico della Città metropolitana di Bari ha avuto, infine, esito favorevole e, in tal modo, gli studenti e il personale in servizio potranno usufruire nei prossimi anni di un ambiente più confortevole e salubre, adeguato alle esigenze quotidiane della didattica".

Nel caso vi siano stati errori o rimorsi, quali di questi l’hanno segnata maggiormente?

"Gli errori sono stati spesso errori di valutazione delle difficoltà legate ai processi di accorpamento che ho dovuto gestire e che si sono rivelati più difficili, lunghi e complessi di quanto inizialmente apparivano.
Rimorsi non ne ho, perché non ho mai rinunciato all’azione tutte le volte che ravvisavo possibilità di sviluppo della Scuola all’interno degli scenari educativi nei quali era collocata".

Da quando è diventata dirigente, numerosi sono stati i cambiamenti subiti dagli istituti da lei diretti: prima la costituzione dell’IIS Da Vinci-Galilei, poi dell’IIS Da Vinci-Agherbino; l’avviamento di nuovi indirizzi e di tipologie di liceo innovative (come il LES); per ultima la conversione della didattica in presenza in didattica a distanza a causa dell’emergenza sanitaria. Quali sono state le difficoltà nel guidare gli istituti durante queste trasformazioni?

"I due accorpamenti, quello con il Tecnico di Gioia e quello con il Professionale di Putignano, hanno messo in luce realtà scolastiche con storie completamente diverse e indirizzi di studio altrettanto differenti. Era, pertanto, necessario difendere la specificità di ciascuna scuola senza tuttavia rinunciare a una visione unitaria dell’istituto.
In tali circostanze ho promosso continue occasioni collegiali per uno scambio fertile di competenze, visioni, progettualità e spesso ho dovuto tracciare ex novo le direttrici di processi organizzativi e didattici per creare una visione condivisa dei traguardi educativi e formativi, pur nel rispetto delle inevitabili differenze tra istituti tecnici, istituti professionali e licei.
Ho sempre cercato di valorizzare l’esistente in termini di competenze professionali, strutture, apparecchiature, disponibilità di tempo dei miei collaboratori più stretti e ho agito con la consapevolezza che una piccola realtà come è quella della nostra scuola, comunque è una realtà complessa, con delicati equilibri al suo interno che meritano attenzione e cura.
Per quanto riguarda la costituzione del nuovo indirizzo, il Liceo economico sociale, va detto che esso rappresenta un decisivo tassello nel puzzle dell’offerta formativa della nostra scuola in quanto ha permesso di costruire un polo di attrazione per tanti studenti e famiglie che considerano positivamente la qualità degli studi proposti.
L’emergenza sanitaria non ha creato difficoltà significative perché già l’istituto si era dotato di strumenti e processi adatti alla didattica a distanza. Erano, infatti, attive classi campione che alcuni docenti innovatori avevano avviato e che realizzavano fin dall’anno precedente attività di questo tipo. Il nostro Istituto, non a caso, è stato nel territorio di riferimento fra i primi ad avviare, dopo il DPCM del 4 marzo 2020, le attività a distanza con grande apprezzamento da parte di genitori e studenti che non hanno mai percepito la distanza tra la scuola e la loro storia personale.
Inoltre, per permettere a tutti gli alunni di partecipare attivamente, ho messo a disposizione tutti i device della Scuola in modo che anche i meno abbienti potessero accedere al diritto allo studio concretamente".

Qual è il messaggio che vorrebbe lasciare al personale scolastico, ai docenti e agli studenti nocesi?

"Auguro ai docenti, agli studenti e al personale amministrativo, tecnico e ausiliario di contribuire, svolgendo il loro lavoro quotidiano con precisione, serietà e dedizione, allo sviluppo della “ loro scuola”, intesa come laboratorio permanente in cui la cultura è il mezzo per realizzare una società umana più giusta".

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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