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LunedÌ, 22 Luglio 2019 - 20:47
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06 30 MuseoArchiviodiNociGentileGiacovelli 3NOCI- (Bari)- Una storia viva quella di Noci, che continua a riservare non poche sorprese e che per questo merita di essere analizzata e raccontata.
Sono questi gli obiettivi che il Museo Archivio di Noci si è prefissato.
Costituitosi qualche anno addietro presso il Palazzo della Corte, grazie ai finanziamenti comunitari, il Museo Archivio di Noci ingloba il Museo diffuso San Domenico, comprendente alcune antiche chiese nocesi, e il Museo della Strada, le cui tabelle tappezzano interamente il nostro Centro Storico. Lo scorso 28 giugno, a partire dalle ore 19:00 presso il Chiostro delle Clarisse, è stato presentato il primo concreto e pregevole frutto del Museo Archivio. Si tratta di un elegante cofanetto composto da due volumi: “Noci... La storia per le strade. Territorio, Governo, Chiesa, Popolo- redatto dallo storico Pasquale Gentile e “Il Museo Archivio di Noci. Catalogo delle emergenze storico artistiche ed architettoniche del paesaggio agrario e del nucleo antico”- compilato dall’architetto Francesco Giacovelli. Le opere, interamente stampate a colori, sono state introdotte dal sindaco Domenico Nisi e dalla Consigliera dottoressa Mariarosaria Lippolis. A moderare la serata, dialogando con i due autori, è stata la dott.ssa Cristina Ancona, del gruppo “Umanesimo della Pietra”. Ospite d’onore della serata, la direttrice di Castel del Monte e del Museo Archeologico Nazionale di Altamura, dott.ssa Elena Silvana Saponaro.

Molto profonda la riflessione della Consigliera Mariarosaria Lippolis, delegata a sovrintendere l’avvio delle attività del museo. Il Patrimonio culturale è qualcosa che ci educa a essere quello che siamo, che ci lega al nostro passato e ci fa immaginare il nostro destino. È un qualcosa di sistemico che permea costantemente le nostre vite. E’ quindi nostro dovere promuoverne la conoscenza!”- Le sue parole risuonano come un invito: siamo tutti chiamati ad averne la massima cura possibile. Dobbiamo salvaguardarlo e valorizzarlo. Un serio impegno a cui l’Amministrazione Comunale intende assolvere attenendosi ai debiti criteri di sostenibilità e reversibilità, ed avvalendosi dei moderni mezzi tecnologici che veicolano tutto molto più in fretta. Si è rivelata un appassionato fiume in piena la dottoressa Elena Silvana Saponaro, direttrice del Museo di Castel del Monte e del Museo Archeologico Nazionale di Altamura. Non nascondendo affatto la sua passione per la storia e per la cultura, la dottoressa ha fatto importantissime riflessioni sui contenuti dei due volumi e su quanto accomuna nella loro genesi e nella loro storia, Noci e diversi Comuni limitrofi. Coinvolgenti anche gli interventi della moderatrice della serata, Cristina Ancona, del Gruppo “Umanesimo della Pietra”, che ha dialogato con i due autori.

Il cofanetto presentato è di gran pregio anche per la qualità tipografica: le bellissime immagini sono interamente a colori e anche nella rilegatura nulla è lasciato al caso. La peculiarità è però quella di contenere tutta quanta Noci: “anima” e “mente”. Pasquale Gentile si è occupato “dell’anima” del nostro paese, costituita naturalmente dalla sua incancellabile storia. Quella a cui il suo volume invita è una passeggiata a passo spedito nella Noci che fu, con le sue passioni (come la musica popolare ad esempio); con le sue abitudini alimentari; con ciò che ne costituiva l’economia e con i personaggi che hanno segnato quella storia, compiendo azioni rilevanti per la comunità e che per questo sono entrati a buon diritto nella toponomastica del paese. Personaggi di cui è fornito un ritratto talmente particolareggiato, che sembra di trovarseli di fronte e poterci passeggiare a braccetto.
06 30 MuseoArchiviodiNociGentileGiacovelli 4Il volume di Gentile si chiude con un ampio capitolo dedicato all’ex piscina comunale, al nostro “mare in collina”, vanto dei nocesi e vera e propria rivoluzione per l’epoca (1947) e al tempo stesso “opera miracolosa”.
E’ stata una delle tante ottime idee nocesi che però si son perse strada facendo, e questo dovremmo impedire che continui a reiterarsi”- ha avvertito Gentile.
Francesco Giacovelli, ha illustrato quello che è “il corpo” di Noci, costituito (com’è facile intendere) da tutti quei complessi architettonici che rendono il nostro paese unico e peculiare. Dei “corpi” in pietra e in cemento (Antichi palazzi, complessi masserizi cc) che non sono però vuoti ma che posseggono anch’essi un’anima fatta di storia. Proprio perché anima e corpo sono inscindibili, la collaborazione è nata in modo del tutto spontaneo e sentito da ambo le parti. Il risultato è stato un servizio di altissimo spessore culturale offerto alla comunità.
Parte dell’introduzione di Pasquale Gentile al volume da lui redatto recita testualmente: “La fortuna di un paese? Vantare, appunto, un forte passato, mostrare una splendida anima.
La fortuna di chi fa storia? Essere parte integrante di un popolo che preserva il proprio passato per radicare il presente e impostare il futuro.
Rieccomi, quindi, a riscrivere e a raccontare la sua storia, a scandirla per le strade lì dove si è aggregata con il mal celato piacere di riviverla, non rivelando soltanto i ‘fatti’, ma ripristinando l’antico ambiente edificato dal popolo in un’epoca, in una circostanza. Pago, anche, di sfrondare rami secchi, di demolire favole e leggende, di denunciare false pagine, di cancellare infondate bibliografie. Con semplicità: o ‘storia’ o niente!”-
Con queste parole, lo storico ha voluto rimarcare quella che da anni è una sua personale battaglia, condotta con massima convinzione: “epurare” la storia da tutto ciò che riguarda leggende, falsi miti, “dicitur”.
06 30 MuseoArchiviodiNociGentileGiacovelli 1Le leggende o le “belle favolette” a sfondo storico, avranno anche il loro fascino, ma non fanno di certo una storia che è la narrazione di eventi tangibilmente documentati.
Pasquale Gentile ha puntato il dito contro il lato negativo del web, che seppur improntato alla massima velocità di condivisione, fornirebbe spesso e volentieri un surrogato molto scadente e approssimativo della storia, creando sovente più danni che reali occasioni di apprendimento. Lo studioso di storia locale, ha affermato di voler perseverare nell’adoperare il presente storico, che aiuterebbe a sentire la storia più viva e vicina, rimarcando la linea di continuità tra passato e futuro. Toccante la dedica fatta da Gentile ad un suo caro amico, anche lui amante e coltivatore di cultura: don Giuseppe Poggi, recentemente scomparso.
Addolorato e rammaricato per non aver fatto in tempo a donare una copia del suo libro a colui che fu suo testimone di nozze e caro amico di sempre, Pasquale Gentile si è detto anche: “Grato del dono della privilegiata familiarità,lambito dall’ultimo suo sorriso di vita, sicuro di averlo, dall’alto, sempre accanto”-
Veniamo ora al “corpo e alla mente” di Noci, di cui si è occupato Francesco Giacovelli, il cui lavoro è stato introdotto nel volume da Nico Blasi, direttore del Gruppo “Umanesimo della Pietra” con cui l’architetto ha sempre volenterosamente collaborato.
“Dopo tanti anni di professione, io son quasi giunto in dirittura d’arrivo e ho voluto cogliere l’occasione per lasciare del materiale e degli spunti di riflessione concreti ai giovani architetti, sperando nella continuità di una seria opera di conservazione e valorizzazione dell’enorme patrimonio architettonico che possediamo!”- ha dichiarato Giacovelli, anche lui appassionato di storia locale ed in grado di cogliere dalla geografia dei luoghi, la storia degli uomini. Una storia che a lui serve come materiale di progettazione e che riguarda prevalentemente l’origine del manufatto.
Questo per differenziare le “parti molli” dalle “parti dure” dell’edificio.
Solo sulle prime è possibile intervenire con delle modifiche: le seconde sono intoccabili perché recano praticamente impresse la storia e l’identità del manufatto. Francesco Giacovelli descrive i luoghi come se li stesse manipolando con le proprie mani e buona parte del suo lavoro è dedicato anche al cambiamento e all’evoluzione delle forme del paesaggio agrario nel tempo.
Resilienza è la parola che ricorre più frequentemente nel volume di Giacovelli: i nostri edifici storici hanno infatti una straordinaria capacità di adattarsi al territorio e anche di resistere all’usura del tempo. Questi “giganti resilienti” lanciano però un “grido d’aiuto”. Non vanno assolutamente abbandonati a se tessi ma bisogna capire cosa farne e come farlo al meglio.
06 30 MuseoArchiviodiNociGentileGiacovelli 2Giacovelli infatti lo ha puntualizzato chiaramente: “Pensiamo ad esempio ai complessi masserizi: hanno da tempo perso la loro funzione produttiva ma la loro bellezza e il loro valore non possono prescindere dall’implicazione turistica. Deve trattarsi però di un turismo alto, colto e corretto!”. Secondo l’architetto, quand’anche i manufatti vengono acquistati da privati, l’opera di ristrutturazione deve essere quanto più delicata possibile, senza andare a cancellare la storia di cui son pregni e le tracce eventualmente lasciate dalle famiglie vi hanno abitato". Per quanto concerne soprattutto le masserie, bisogna curarsi anche di tutto quello che è il complesso adiacente (jazzi, traturi ecc).
Alcune delle immagini che sarà possibile ammirare all’interno dei volumi, sono state raccolte in un bellissimo video prodotto dall’architetto Orazio P. Sansonetti, che è stato proiettato come ulteriore dono alla cittadinanza
Alla luce della piacevolissima serata, non si può non affermare che i due volumi accresceranno sicuramente nel lettore l’amore per il proprio paese e soprattutto la consapevolezza di essere davvero fortunati a “camminare” quotidianamente su un tessuto di storia così spesso e prezioso. 
Dato che all’interno di una comunità le istituzioni devono offrire cultura, in modo che essa raggiunga veramente tutti, il cofanetto sarà fruibile gratuitamente appena si attiverà il circuito museale. Gli aspirati lettori però, sembrano non voler attendere ancora a lungo. Al termine di una serata che ha solleticato in maniera ancora più viva il suo interesse e la sua curiosità, la platea auspicava di poterne già entrare in possesso. L’Amministrazione avrà sicuramente prestato orecchio alle richieste e si confida dunque nel fatto che i volumi siano resi fruibili in tempi brevissimi.

 

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