NOCI - E' stato pubblicato lo scorso settembre “Noci, donne, monache e Madonne”, il nuovo libro di Pasquale Gentile. Attraverso queste pagine, lo studioso di storia locale (la cui firma è sempre una garanzia) ci fa riscoprire il “cuore rosa di Noci”
Un libro che ha tutta la forza e la costanza di una promessa: quella fatta ad Arianna Ritella, l’imprenditrice lungimirante e iperattiva su più fronti che purtroppo ci ha lasciati nel 2025. Nel dedicarle la sua opera, scrive infatti Pasquale Gentile “Perché lei, di questo libro è entusiasta alfiere e solerte madrina”. Un lavoro editoriale che ha richiesto tempo; che è avanzato lentamente, ma che di sicuro lascerà una grande impronta. Certamente, la storia si fa raccogliendo e analizzando documenti, ma nel raccontare, bisogna metterci anche il cuore. Pasquale Gentile ce ne ha messo tanto, e il lettore lo percepisce appieno. Nel momento in cui abbiamo sottolineato quanto fossero commoventi alcune delle storie raccontate, l’autore ci ha confessato di essersi emozionato egli stesso nel raccoglierle e trascriverle.
La prima parte del libro, che a nostro avviso è la più interessante, riguarda le donne di Noci di ogni appartenenza sociale: dalle popolane alle nobildonne. Si va dalla prima donna nocese di cui si hanno notizie, ovvero suor Margarita De Nuce che ricoprì la carica di "Priorissa Benedettina" a Conversano, al 1900 con Donna Laura Lenti. Uno sguardo veramente ampio, quindi che abbraccia diversi secoli. Un vero e proprio viaggio nel tempo in cui conosceremo tante nostre concittadine, delle quali forse ignoravamo l’esistenza. Ragazze sedotte dalle lusinghe e dalle promesse di qualche giovanotto di belle speranze e poi abbandonate in povertà e con il pancione che cresceva. E’ il caso di Maria Sasso, convinta fino all’ultimo che il suo amato Filippo l’avrebbe sposata. Le rimase solo un bimbo, frutto di quell’amore, ma egli portò all’altare un’altra. Sono storie vecchie di secoli, ma se solo si aggiornassero le date, in nulla differirebbero da tante storie moderne altrettanto dolorose. Non solo ragazze sedotte e abbandonate e madri disperate che spesso soffrivano per il comportamento scellerato. Anche donne sicure di sé, scaltre e perfino furbette, che sapevano bene come ottenere quello che volevano e disposte a lottare per i propri diritti.
Pensiamo ad esempio alla “tumultante” Caterina Tinelli, che nel 1848 prese parte ai tumulti contro la divisione del demanio. Delle pioniere, insomma. Anche donne diventate delle vere e proprie istituzioni nel loro ambito lavorativo, come la famosa ostetrica Maddalena Fusillo o le prime maestre della scuola pubblica. Pensate sia finita qui? Niente affatto! Anzi, il bello risiede proprio nella parte dedicata agli amanti e agli intrighi amorosi. Storie vere che farebbero impallidire anche i migliori romanzi d’amore. Perché la storia è sempre in grado di superare la fantasia e di regalare emozioni al cardiopalma. Conoscete, ad esempio la rocambolesca storia d’amore tra Teresa Curci e Michele Palazzi? Gentile li definisce “i più storici dei nostri amanti”. Lei, Teresa era la sorella dei capi della famigerata “banda Curci”, Vito Nicola e Giuseppe. Lui, Michele Palazzi, un giovane avvocato che fece carriera diventando Luogotenente e quindi governatore di Noci. Si innamorò di Teresa e la passione che lo legò a lei fu così travolgente da portarlo a “chiudere un occhio” (e a volte anche entrambi) in merito ai furti attuati dai fratelli dell’amata. Anzi, arrivò a diventarne per certi versi anche complice. Eh già: cosa fa fare l’amore! Pasquale Gentile ci parla anche di come veniva inteso all’epoca il matrimonio. Un vero e proprio contratto, in cui a contare era soprattutto “la dote” sulla quale sia lo sposo che la sposa potevano fare affidamento. L’amore? Forse sarebbe arrivato in seguito… forse! In questo avvincente viaggio nella storia, il lettore potrà entrare negli splendidi salotti dell’alta società nocese del tempo. Sontuose feste danzanti, calici tintinnanti, musiche sceltissime e abiti di un’eleganza disarmante. Così si celebrava il fidanzamento tra i componenti delle famiglie più facoltose e in vista. Le cronache dell’epoca, raccolte e riportate da Gentile, raccontano tutto con una tale dovizia di particolari, che al lettore sembra di essere parte integrante della festa.
La seconda parte è dedicata alle monache: categoria femminile tra le più influenti attraverso i secoli. Anche in questo caso, tutto è raccontato grazie alla cospicua quantità di documenti di cui Pasquale Gentile è costantemente alla ricerca. Dalle regole dei monasteri alla dote richiesta per monacarsi, fino allo svolgimento della vita in convento, secondo le regole dei vari ordini religiosi. Grande spazio sarà ovviamente riservato all’ordine delle Clarisse. Avremo modo di leggere storie di monache animate da una vocazione autentica, che hanno speso interamente la loro vita nell’umiltà e nella preghiera, fino allo spirare in odore di Santità. E’ il caso di Suor Maria Rosaria Campanella (Suor Teresina del Bambin Gesù). Una Santa senza aureola che è tale per i familiari che l’hanno intimamente conosciuta e per la comunità nocese che ne invoca l’intercessione. Non tutte le monache nocesi hanno sempre preso sul serio la vocazione e il rispetto delle regole del convento. Suor Crocifissa Gentile, ad esempio, per saltare il pesante carico di esercizi spirituali da effettuarsi in quei giorni in convento, mise a punto uno stratagemma a dir poco assurdo. Finse il coma per 24 giorni. Ci cascarono tutti: le consorelle, il medico, il confessore. Il Vescovo se ne disse infuriato e scandalizzato. La terza parte, anch’essa degna di grande interesse, è dedicata alla Donna delle donne, la Madre delle Madri. I nocesi hanno sempre avvertito una profonda devozione nei confronti della Madonna e di icone mariane ce ne sono moltissime. Il nostro studioso di storia locale passa in rassegna le più importanti, ricostruendone le origini e le tradizioni.
Da “Sancta Maria de Nucibus” (Santa Maria delle Noci) alla Madonna della Croce, a cui tanti genitori si rivolgevano per ottenere la miracolosa guarigione da ernie ombelicali, inguinali o di altra specie (Il cosiddetto “guè da Madonne”). Non potevano essere tralasciate la Madonna della Scala e l’Addolorata, nostra compatrona. Il viaggio continua con le icone mariane meno note, come quelle “extra moenia” o dei casali. Un motivo per accostarsi alla lettura di questa nuova perla di storia e di cultura? Contiene “tanti romanzi” in un unico volume. La storia di ciascuna donna raccontata in queste pagine potrebbe essere considerata un avvincente, piccolo e vero romanzo. Tutto è raccontato con grande sensibilità e con una scioltezza che non fanno sentire per niente il peso della storia, rendendo la lettura avvincente, leggera e piacevolissima. Perché quando si parla di storia, il modo di raccontare fa sempre una grande, enorme differenza. Un doveroso grazie a Pasquale Gentile e all’Associazione “Terra Nucum” per questo ennesimo regalo alla comunità nocese.






















