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12-05-aula-cinsigliareNOCI (Bari) - Quello che è successo durante la seconda parte dell'ultimo consiglio comunale ha procurato degli strascichi non indifferenti nel panorama politico nocese. Una riflessione bipartisan. I due comunicati stampa a firma della consigliera forzista Angela Lobianco e la risposta del capogruppo Pd Fabrizio Notarnicola ne sono una prova chiara e tangibile. Che però tirava aria di maretta negli ambienti politici di casa nostra si era già capito dalla prima parte del consiglio comunale: la riunione pre assise della maggioranza, e la differenza di voto dei provvedimenti nella minoranza hanno funto da preambolo per il racconto a tinte fosche che si è palesato dopo.

Tutti, indistintamente tra maggioranza ed opposizione, hanno dichiarato apertamente di non ambire a poltrone o cariche, ma ciò che è successo lunedì sera fa pensare all'esatto contrario.

Innanzitutto vi è un dato di fatto. Tra le cariche di seconda fascia manca ancora la discussione inerente al GAL (Gruppo d'Azione Locale). Forse perché è ancora nel corpus di Forza Italia? E le forze politiche di entrambi gli schieramenti hanno discusso o no su chi dovrebbe ricoprire tale incarico? "Non è un punto inerente il consiglio" si potrà rispondere, ma di certo non è la soluzione. Più che altro un palliativo. La soluzione sarebbe trovare la persona nuova che funga da referente per il Comune di Noci all'interno del Gruppo d'Azione Locale. Inoltre già dalla comunicazione preventiva fornita ai giornali della richiesta di consiglio comunale da parte delle minoranze si era intravista una certa discordanza tra le forze politiche con una pseudo ritrattazione sul tema.

Anche la maggioranza però non se n'è vista bene. La riunione convocata in fretta e furia venerdì pomeriggio scorso nella sala di gabinetto del sindaco a mezz'ora dall'inizio dei lavori del consiglio è stata indetta perché la parte del centrodestra ha voluto alzare il tiro sulle valutazioni delle nomine per le sub commissioni. L'ala del centrosinistra ha preferito scaricare sul primo cittadino il compito di scegliere su chi dovevano ricadere le nomine. Il risultato della trattativa è stato lo scompattamento del consiglio comunale in due tronconi. Venerdì si approva il bilancio, lunedì le sub commissioni.

Così mentre da un lato ci si organizzava sul dafarsi, dall'altro si concretizzava la spaccatura. È emerso infatti in sede dibattimentale che vi è stato un incontro tra le minoranze per decidere i nomi da proporre per le commissioni, ma per un non meglio precisato motivo Ncd si è trovato fuori dagli accordi. Inizia quindi lo scambio d'accuse tra FI e Ncd con Angela Lobianco e Paolo Conforti che battibeccano sulla chiarezza e sulla ventilata possibilità di inserire una persona in più nell'organico della commissione comunale Parità e Pari Opportunità. Il niet dell'assise getta nello scompiglio le tre forze di minoranza che si rimpallano accuse e parlano di cose sconosciute ai più. Risultato: M5S e FI abbandonano i lavori lasciando campo libero a Ncd di presentare le proprie proposte nelle sub commissioni. In più il consigliere pentastellato Orazio Colonna si dimette dalla carica di vicepresidente del consiglio «visto l'evolversi degli eventi». Capolavoro dell'incongruenza.

Perché allora pungolare la maggioranza su queste tematiche? Si presuppone che se le forze di minoranza propongono un consiglio comunale su taluni punti, queste siano forti e compatte per dibatterle nell'assise pubblica. Da ciò si evince anche un'altra cosa, che in consiglio comunale vige il partito degli uni. Il metodo ed il modo attuato dalla minoranza per far valere le proprie ragioni è degno di dilettantismo, come se alle spalle dei consiglieri comunali non ci fossero segreterie di partito che coadiuvino i rappresentanti in consiglio sulla linea da tenere durante l'assise. Degli uni appunto. Sarebbe opportuno in consiglio dibattere dei temi dei provvedimenti all'ordine del giorno e non degli articoli della stampa locale non firmati. Il dibattito in consiglio dovrebbe portare ad una soluzione cosciente (anche se non condivisa) dei provvedimenti, che hanno ricaduta sull'intera cittadinanza.

M5S, FI e Ncd devono riscoprirsi solidi per far si che le proprie richieste trovino spazio nella maggioranza eterogenia del sindaco Nisi, altrimenti vi è solo la deriva.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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