Conosciamo il nuovo consigliere - Vito Plantone: "Mi piacerebbe che il consiglio comunale avesse un' attenzione particolare alle tematiche del lavoro"

CONOSCIAMO IL NUOVO CONSIGLIERE - Vito Plantone, quasi 41 anni, non è nuovo della politica nocese: dal 2008 è membro del Partito Democratico di Noci, divenendone per due volte segretario. Alle ultime amministrative, Plantone è stato eletto consigliere di maggioranza nella lista del PD, in cui ha ottenuto 196 preferenze. 

Data di nascita: 22/09/1977

Qual è la sua professione e quali sono state le tappe fondamentali della sua carriera professionale?
"Dopo il conseguimento della laurea in Economia e Commercio all’Università di Bari ed un iniziale periodo di lavoro presso un importante gruppo industriale nocese, ho frequentato un Master di specializzazione presso la SDA Bocconi in temi avanzati di contabilità nazionale e internazionale, revisione di bilancio, pianificazione fiscale, analisi di bilancio, internal auditing, ecc.
Il Master mi ha consentito, poi, di approdare nella Ernst & Young, multinazionale che si occupa, prevalentemente, di revisione di bilancio e consulenza contabile e amministrativa. In 10 anni di lavoro presso Ernst & Young, giungendo a ricoprire ruoli di responsabilità manageriali, ho potuto seguire progetti di revisione e consulenza contabile nazionali ed internazionali, per importanti gruppi industriali del nostro Paese ed esteri e per società quotate presso Borsa Italiana e NYSE.
Dal 2016 sono socio fondatore di uno studio associato a Bari, che si occupa di riorganizzazione e ristrutturazione aziendale, operazioni di M&A, valutazioni d’azienda, definizione di piani industriali, controllo di gestione, assistenza nella predisposizione di bilanci civilistici e consolidati, oltre a tante altre attività nell’ambito della consulenza contabile ed amministrativa.
Svolgo attività di docenza presso alcuni Master di specializzazione organizzati dalla Università LUM Jean Monnet, oltre ad essere iscritto presso l’Ordine dei Dottori commercialisti di Bari e al Registro dei Revisori contabili. Sono componente di alcune commissioni studio dell’ODCEC e dell’AIDC. Ricopro, infine, il ruolo di Sindaco in alcune società di capitale".

Ha avuto già una precedente carriera politica? Se sì, potrebbe enunciarne le tappe fondamentali? Se no, cosa la ha spinta a candidarsi?
"Dal 2008 sono iscritto al Partito Democratico ed ho avuto la fortuna di essere stato eletto dal Congresso cittadino per due volte Segretario del Circolo di Noci, incarico che ricopro tutt’ora. Sono stato membro dell’Assemblea regionale e provinciale del Partito ed oggi sono componente della Direzione provinciale.
Quello che mi ha spinto, in generale, a fare politica è la distanza che avevo notato esistere tra le tantissime belle competenze del nostro paese e le dinamiche politiche locali. Quasi che le prime fossero totalmente disinteressate alle seconde e viceversa. Ritenevo importante invece lavorare per riallacciare, per quanto nelle mie possibilità, questo legame tra la politica locale e le migliori risorse umane del suo territorio.
Credo che Noci abbia oggi una classe politica degna".

Sarà un consigliere di maggioranza o di opposizione?
"Dopo tre campagne elettorali con il Sindaco Nisi, con alterne vicende, e la vittoria netta di una maggioranza di Centro Sinistra in quest’ultima tornata, non posso che godermi il privilegio di far parte di questa maggioranza. Ci attende un lavoro importante e servirà tutto il nostro impegno".

Che tipo di maggioranza si attende?
"Mi aspetto una maggioranza che abbia voglia di fare politica. Ho notato, negli anni passati, che i Consiglieri Comunali tendono ad abdicare troppo spesso al loro ruolo politico a favore di una gestione amministrativo-locale della cosa pubblica. Ritengo che questa maggioranza, composta da splendide persone, debba avere il coraggio di ripartire dal fare costantemente e perpetuamente politica sul territorio. I tempi che viviamo, con un governo nazionale a mio avviso scellerato, richiedono un impegno quotidiano nel dialogo con i cittadini non solo su tematiche strettamente locali, ma che spazino nella complessità delle dinamiche nazionali ed internazionali, sapendole tradurre in linguaggio semplice e comprensibile per tutti. La Lega e il Movimento 5S oggi governano il Paese abusando della complessità, ovvero semplificano cose articolate dandone però una loro versione, il più delle volte, sbagliata (si veda la questione Vaccini, o il caso Autostrade, la flat tax, i flussi migratori ecc.), ma comprensibile e di facile utilizzo. Ecco, questa nostra maggioranza, che ha le competenze e le capacità per farlo, deve oggi porsi non solo obiettivi amministrativi a carattere locale, ma puntare anche ad una più complessa azione Politica sul proprio territorio. Su questo il PD credo debba fare molto".

Su quali provvedimenti vuole portare l’attenzione del consiglio? 
"Come componente della commissione “Sviluppo Economico” mi piacerebbe che il Consiglio Comunale avesse, nel corso dei prossimi 5 anni, un’attenzione particolare alle tematiche del lavoro. Il recente rapporto SVIMEZ sullo stato dell’economia e del mondo del lavoro del Mezzogiorno tinteggia un quadro a tinte fosche. Se da un lato si registra una ripresa del settore industriale con tassi di crescita anche superiori a quelli del Centro-Nord, con comparti molto positivi quali automotive, energia, acqua e rifiuti, dall’altro lato continuiamo a non esportare le nostre merci e a perdere capitale umano. Sebbene cresca l’occupazione, questa resta ancorata a bassi redditi e ad un basso valore aggiunto, oltre ad essere ripresa copiosa l’emigrazione di molti giovani e meno giovani verso le aziende del Nord Italia. Il Centro-Nord ha recuperato, infatti, tutti i posti di lavoro persi dall’avvio della crisi economica, puntando su settori economici innovativi e ad alto impatto occupazionale, mentre il Centro Sud è ancora pesantemente lontano da questo obiettivo. Come ho già più volte detto pubblicamente, credo che Noci debba uscire dalla bolla del “turismo a tutti i costi” in cui ci siamo rinchiusi in questi ultimi anni. Non facciamo altro che parlare di questo. Anche questa è politica: aprire un dialogo su percorsi e visioni differenti per il futuro sviluppo del paese. Abbiamo tanta manifattura nocese quasi dimenticata, abbiamo innovazione (con alcune start-up molto interessanti), abbiamo bioeconomia (con aziende ormai consolidatesi), abbiamo il settore agricolo e della trasformazione alimentare (settore importantissimo negli scenari macroeconomici futuri), ecc. Il turismo è un settore certamente rilevante, da non sottovalutare, utile nella fase anticiclica, ma bisogna anche essere avveduti nel non concentrare tutti i nostri sforzi su di un settore comunque volatile, con bassi livelli occupazionali e che consente il conseguimento di redditi relativamente bassi. Per questo mi piacerebbe portare in Consiglio il provvedimento sul Microcredito, già pronto dalla scorsa consiliatura, che premi l’avvio di nuove attività economiche; mi piacerebbe discutere della inclusione di Noci in una ZES (Zone Economiche Speciali) che tanto bene hanno fatto in altri Paesi europei e che sono in fase di avvio anche in Italia; mi piacerebbe discutere di incentivi per l’innovazione tecnologica delle nostre imprese locali, sebbene il Comune abbia risorse limitate e gli incentivi nazionali esistenti siano stati poco utilizzati al Sud (vedi Industria 4.0); mi piacerebbe anche aprire un dialogo con le attività produttive di questo Paese per capire come l’Amministrazione Comunale possa farsi a loro prossima, perché a volte siamo troppo “presuntuosi” in questo contesto e bisogna anche predisporsi all’ascolto". 

Quali sono le emergenze della città di Noci che il consiglio dovrebbe affrontare nell’ immediato?
"Oltre al tema lavoro che credo rappresenti, come detto, un tema essenziale, bisogna poi affrontare una emergenza non solo locale, bensì nazionale. Credo che da qualche tempo stiamo assistendo al riaffermarsi di una certa “contro-cultura”, intrisa di qualunquismo, negazionismo, razzismo, insofferenza verso il prossimo, protezionismo culturale prima che economico, ecc. È un problema nazionale, sia ben inteso, ma che in qualche modo ho riscontrato anche nell’ultima campagna elettorale nocese.
Io credo che su questo si debba lavorare, partendo proprio da un piccolo paese come Noci. Bisogna tornare a parlare del valore del multiculturalismo, dell’apertura al prossimo, della necessaria complessità nella gestione dei bisogni, del senso di essere una comunità accogliente e non singoli individui chiusi nel loro egoismo, della responsabilità civile di ognuno di noi. Io credo che questa sia la vera emergenza oggi a Noci, come in Italia.
Mi piacerebbe che nelle scuole di Noci (credo già si faccia, ma sarebbe bello capire con quale profondità) si parli sempre più diffusamente di antisemitismo o di che cosa è stata l’apartheid, per fare degli esempi; che figure come Hitler e Mandela vengano scolpite profondamente agli antipodi dell’immaginario culturale delle nuove generazioni; che si riprenda a parlare di civismo ed etica, senza confinarle nella retorica, ma riportandole nella vita quotidiana di ogni giorno; che si ritorni a parlare dell’Europa come di quel sogno di pace e prosperità che a me hanno insegnato a scuola. Credo che questa sia anche la miglior risposta ad un governo nazionale che fa tutt’altro e che, nei propositi, sembra voglia riportarci indietro di decenni, cancellando conquiste etiche e civili raggiunte con notevoli sforzi e difficoltà. Ecco, alla contro-cultura bisogna rispondere con la cultura, la conoscenza di quello che siamo stati e del perché abbiamo l’obbligo di non ripetere alcuni errori".

 

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