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NOCI24.it

Quotidiano on-line della città di Noci (Bari)

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nisi-domenico-sindaco-1NOCI (Bari) - Domenico Nisi è sindaco da appena venti giorni. Domenica mattina NOCI24.it lo ha intervistato per conoscere cosa accadrà nelle prossime ore, a cominciare da stasera, in cui ci sarà il terzo confronto fra Noci2020 e Noci Bene Comune per capire se ci sarà una eventuale alleanza programmatica, per poi giungere a giovedì 11, data della prima seduta della 25^ consigliatura nocese dell'era repubblicana. Una intervista per verificare i primi provvedimenti presi, ma anche per capire come e quando sarà formata la nuova Giunta comunale e per capire su quali linee programmatiche si potrà trovare l'accordo fra centro-sinistra e centro-destra. (in foto Domenico Nisi, 16° sindaco di Noci dal 1946 ad oggi)

Dott. Nisi, come valuta i suoi primi 20 giorni da sindaco di Noci?

«In realtà niente di diverso da quello che un po’ mi aspettavo. Forse perché l'esperienza amministrativa da consigliere in questi anni mi aveva già permesso di conoscere che cosa significa avere una responsabilità e, magari, quale tipo di impegno e di esperienza ci vuole per poter ricoprire la carica di sindaco. Un’esperienza sicuramente molto impegnativa: come diceva Pasquale Gentile, ex-sindaco di Noci, tanti anni fa in un’intervista “essere sindaco è bello, fare il sindaco è molto impegnativo”. Diciamo che in questa frase credo si possa riassumere l’esperienza di questi primi venti giorni, con un impatto molto rilevante sul versante del dialogo con i cittadini che chiaramente reclamano la risoluzione di tutta una serie di problemi che da troppo tempo attendono di essere affrontati».

Come ha trovato la macchina amministrativa locale?

«La macchina amministrativa la conosco, se non altro per aver frequentato assiduamente tutti questi anni gli uffici. Una riflessione complessiva sulla macchina io l’ho già avviata personalmente, poi necessariamente dovrà essere condivisa. Nella mia testa ho l'obiettivo di far in modo che la nostra macchina amministrativa diventi sempre più efficiente e più efficace nell'affrontare i problemi e nel dare risoluzioni. E’ la macchina amministrativa che ha fatto funzionare il comune fino a qualche mese fa. Ho riconfermato, seppur temporaneamente, tutti i responsabili dei servizi, proprio per avere il tempo di fare una valutazione più approfondita dei vari meccanismi e dei vari procedimenti amministrativi. Nei prossimi giorni incontrerò i dipendenti, settore per settore, in modo tale da avere un dialogo diretto con loro, per tentare di migliorare l'efficienza di questa macchina. Non è una macchina che va rodata, bensì, secondo me, è una macchina a cui dare nuovi strumenti per poter agire sempre più efficacemente».

Quali sono i problemi riscontrati ed i primi provvedimenti presi in questi primi venti giorni?

«Così come avevamo detto in campagna elettorale il primo problema che si è palesato è quello dei rifiuti. Un paio di giorni dopo l’insediamento mi sono subito occupato dell’ex-foro boario proprio perché dopo tanti anni non era più tollerabile che ci fosse un deposito di rifiuti, di rifiuti speciali, in maniera così copiosa. Peraltro il commissario prefettizio aveva già avviato un iter. Mi sono recato lì più volte, unitamente ai responsabili, ho fatto di tutto per accelerare l'iter che poi ha portato all'ordinanza di chiusura definitiva. Nel frattempo accidentalmente, dopo tanti anni, si è manifestato lì un primo incendio. Abbiamo provveduto a fare una ripulitura complessiva e da giovedì scorso quell'area è definitivamente chiusa per quanto riguarda il deposito di rifiuti speciali e, seppur provvisoriamente, abbiamo attivato l’isola ecologica che abbiamo nella zona industriale. L’isola ecologica è difatti attiva per gli utenti che possono conferire rifiuti speciali, peraltro è notizia di qualche giorno fa che è disponibile un finanziamento provinciale  a cui ci si era già candidati per ampliarla.  Quindi diciamo che in tempi brevi molto probabilmente riusciremo a far di quel sito un sito veramente idoneo alla funzione che deve svolgere, facendo in modo che sia gli operatori che i cittadini possano trovare lì uno spazio idoneo per tentare di risolvere questo problema.

L'altro aspetto è legato all'emergenza sociale.  L’impatto non è diverso da quello che mi aspettavo. Il commissario prefettizio ha approvato il bilancio di previsione 2013: ci sono le tariffe dei servizi a domanda individuale che hanno subito un incremento abbastanza significativo e con riferimento a questo aspetto ho già detto agli uffici di cominciare a ipotizzare, appena saremo nelle condizioni politiche di poterlo fare, una revisione di questa faccenda per tentare di capire se ci sono le condizioni di tornare indietro e riportare le tariffe almeno a quelle dello scorso anno o quanto meno procedere ad una graduazione, perché un aumento indistinto per tutti i servizi credo sia una cosa che molto difficilmente oggi, soprattutto le fasce della popolazione, possono tenere.

E poi c'è la necessità di organizzare al meglio, con la scarsità delle risorse, una estate nocese  per fare in modo che almeno la passeggiata serale dei nocesi e dei turisti possa essere allietata da qualche manifestazione culturale, musicale e artistica. Penso che nei prossimi 4-5 giorni avremo già il quadro chiaro delle iniziative a farsi».

Sul versante delle problematiche sociali, essendoci stata una fase di commissariamento, dopo il suo insediamento ha avuto modo di scoprire eventuali situazioni sociali che la crisi sta accentuando e che si sono riversate sugli uffici?

«Da subito ho avvertito i cittadini attraverso un cartello sulla mia porta di quali fossero i giorni di ricevimento, anche attraverso il sito del comune. Ad oggi credo di avere incontrato 50-60 cittadini che spontaneamente sono venuti a trovarmi. Per la verità tutti i giorni, anche al di là dell'orario di ricevimento ho avuto modo di incontrare i cittadini. Vi è una fortissima emergenza sociale, l'emergenza lavoro è fortissima e soprattutto c’è veramente una grave situazione economica molto complicata per quanto riguarda proprio il sostentamento delle famiglie, in alcuni casi proprio nell’essenziale.

Ho avuto modo anche di interloquire con don Peppino Cito ed ho già attivato la dottoressa Conte perché a brevissimo possa essere creata con la collaborazione delle associazioni, della Chiesa, del Comune, dei nostri servizi sociali, una rete di protezione che faccia fronte alle urgenze, che sono veramente tante. Naturalmente nel tempo dovremo stabilizzare e standardizzare un certo meccanismo di intervento. Però oggi noi dobbiamo fare in modo che a Noci qualsiasi soggetto abbia una rilevanza istituzionale e venga interpellato dai cittadini possa dare una risposta. La risposta deve essere quella della soluzione di un problema immediato, almeno per quanto riguarda il sostentamento. Poi per le altre questioni abbiamo necessità di doverci attrezzare».

Passiamo alle vicende più politiche che la stanno impegnando in questi giorni. Come si sta costruendo la collaborazione con il centro-destra? Ci sono stati già due incontri... 

«Sì, ci sono stati due incontri, preceduti da un colloquio che io ho avuto presso il comune con il candidato sindaco del centro-destra, Stanislao Morea, al quale ho anticipato un po' quella che poteva essere la filosofia di un confronto fra le parti». 

Sappiamo che ha incontrato anche il Movimento Cinque Stelle: quali gli accordi con Colonna e gli attivisti pentastellati nocesi?

«Ho anche incontrato Orazio Colonna del Movimento Cinque Stelle, ci siamo fatti una chiacchierata ed è emersa la volontà da parte loro, in coerenza con quello che è il loro approccio alla gestione e all’analisi dei problemi, di sforzarsi di analizzare volta in volta le soluzioni ai problemi. Hanno offerto una collaborazione professionale, tenendo conto che nel loro movimento ci sono professionalità molto importanti, unitamente al fatto che è stata espressa molto chiaramente la volontà che questa consigliatura possa andare avanti nella soluzione dei problemi del paese.

C’è stato un colloquio molto sincero e corretto fra le parti dove sono stati posti da loro alcuni problemi urgenti, come il traffico in particolar modo, che erano presenti nel mio programma e un po’ nei programmi di tutti e rispetto ai quali c’è più che una condivisione di vedute, c’è una condivisione dell’urgenza di mettere mano a questi problemi. Quindi da parte loro c’è disponibilità massima alla risoluzione dei problemi».

Tornando agli incontri con il centro-destra: che tipo di confronto sta nascendo?

«Dicevo invece per quanto riguarda i colloqui con la coalizione Noci2020 che ci siamo visti una prima volta e preciso che tutti questi incontri si stanno tenendo presso il Comune per dare un segno di trasparenza e di apertura: siamo nella casa comunale e lì discutiamo dei problemi della casa comunale. Io ho rappresentato un percorso, quantomeno un'idea di impostazione, di dialogo, che parte naturalmente da un confronto sui programmi e quindi sulla soluzione dei problemi in maniera tale da costruire eventualmente linee programmatiche da portare in consiglio che possano essere, a seguito della discussione, già condivise.

Il secondo aspetto presentato è che questa piattaforma programmatica per poter essere pienamente attuata, dal mio punto di vista, e per poter dare al paese la certezza della netta volontà di impegnarsi nel governo del paese deve avere una prospettiva di consigliatura e quindi praticamente un programma che possa trovare realmente sviluppo nel percorso dei 5 anni della consigliatura. Questa non è una condizione che ho posto per tentare di salvaguardare una mia posizione, ma credo che se deve maturare la volontà di avviare un percorso, questo percorso non può avere una durata inferiore alla consigliatura. Questo i cittadini si aspettano per non avere poi l'impressione che stiamo lì a vivere alla giornata.

Fatte queste due cose e messi insieme questi due elementi io ho chiesto che vengano poi resi pubblici. Cioè ci si impegna pubblicamente in consiglio, o attraverso gli strumenti più vari, per dire che abbiamo raggiunto questa intesa, abbiamo e prendiamo reciprocamente questa prospettiva temporale. Dopo di che, fatte queste cose, passiamo immediatamente a quella che poi normalmente è la fase di divisioni delle responsabilità e di gestione di questo programma. Questo è stato il primo incontro, il primo approccio».

Quali sono stati i temi su cui ha pensato di costruire una possibile alleanza programmatica con il centro-destra e che ha presentato nell’ultimo incontro?

«Nel successivo incontro io mi ero impegnato a predisporre un documento, un canovaccio di natura programmatica che potesse servire da riflessione e da avvio a questa discussione. L’ incontro era stato previsto per giovedì scorso, poi a seguito dell’impegno legato alla risoluzione dei problemi dell’ex-foro boario, ho chiesto cortesemente che fosse posticipato al giorno successivo. Ci siamo visti venerdì presso la sede comunale e lì ho dato un documento nel quale sono state ribadite alcune linee di azioni, alcuni orientamenti che devono essere, secondo me, riferimento per l’azione amministrativa nel breve e nel lungo periodo: il discorso della trasparenza, l'efficienza della macchina amministrativa, un ruolo attivo dell'istituzione comunale proprio come ruolo di raccordo per tutte le iniziative che a livello comunale possono essere sviluppate, un fortissimo protagonismo sociale di tutti gli attori sociali ed economici di Noci, una forte tensione alla riqualificazione complessiva del territorio, una forte azione e attenzione verso le politiche sociali ed economiche».

Quali i temi per il breve periodo?

«Partendo proprio dall'analisi che ho avuto modo di sviluppare in questi primi giorni di incarico ho praticamente proposto alcune questioni che secondo me devono essere affrontate nel breve e brevissimo periodo, cioè parlo dei prossimi 3-4 mesi entro la fine dell’anno. In particolar modo proprio l'attivazione di una politica ambientale con riferimento alla raccolta dei rifiuti che subito deve essere proprio aggredita. Noi dobbiamo far partire la differenziata, il porta a porta. Credo che non sia un fatto sconosciuto che in questi giorni nel paese c0erano cumuli di rifiuti qui e lì e approfitto dell’occasione per lanciare un fortissimo appello ai cittadini: le ordinanze che vengono emanate vanno rispettate; se il conferimento dei rifiuti deve essere fatto nelle ore serali, va fatto in quel momento. E’ inutile continuare anche in un momento in cui la raccolta differenziata, diciamo, non è tale è inutile continuare a conferire rifiuti nei cassonetti mettendoci di tutto e di più. Nella attesa di perfezionare il meccanismo che possa rendere questo servizio efficiente ed efficace anche sotto il profilo del ritorno economico del comune, i cittadini devono dare una grossa mano perché se no ci lamentiamo di un problema che in qualche maniera noi stessi contribuiamo senza il rispetto delle regole ad alimentare.

Quindi dicevo una fortissima politica ambientale, una velocissima e approfondita però analisi strutturale del bilancio. Noi abbiamo un bilancio che è schematizzato e che si è schematizzato nel corso degli anni. Oggi abbiamo la necessità di entrare nelle singole voci di spesa per tentare di razionalizzarle, per capire se l'importo complessivo delle entrate può essere razionalizzato in funzione alla spesa e quindi fare un discorso sulle utenze, una rivisitazione e riorganizzazione dei servizi. Questo meccanismo non è una lotta allo spreco, è una lotta, secondo me, un obiettivo a razionalizzare le risorse per rendere più efficace ed efficiente la spesa. Mentre non possiamo non porci il problema delle entrate:  ci sono sempre minori trasferimenti dallo Stato, dobbiamo tentare di capire se attraverso l'efficienza di alcuni meccanismi amministrativi possiamo tentare di escutere le somme che non sono solo quelle della imposizione comunale, ma tutta quella serie di diritti che vengono versati per le pratiche urbanistiche che possono portare nell'immediato diciamo così a rimpinguare le casse comunali. Oltre che poi bisogna guardarsi sempre a 360° intorno per capire dove possono essere reperite risorse promosse da altri livelli.

Ho proposto, come dicevo, una forte aggressione per quanto riguarda il tema delle politiche sociali in modo da creare subito questa rete di protezione sociale, e poi l’avvio di un'analisi complessiva sullo stato amministrativo delle opere pubbliche realizzate non tanto per andare a verificarne l’iter, ma soprattutto per capire come sotto il profilo della gestione di queste strutture, questo patrimonio che è stato messo a nuovo e valorizzato non diventi poi per il comune un costo fisso. Noi abbiamo la necessità di fare in modo che queste strutture diventino una risorsa, non dico che devono portare reddito al comune, ma quantomeno sotto il profilo delle manutenzioni e dei costi di gestione non possono non possono gravare sull'ente comunale che è già oberato di un bel po' di costi.

Una analisi attenta della macchina amministrativa e l'attivazione immediata di alcuni tavoli di concertazione di politiche di incentivazione per tentare di capire con gli operatori economici, settore per settore, se è possibile mettere in campo le iniziative che possano, un po’ con l’aiuto di tutti, avviare un percorso orientato alla creazione di posti di lavoro.

E poi subito l'approvazione della modifica del regolamento del consiglio comunale per fare in modo che l’organo eletto dai cittadini sia restituito con piena dignità alla sua funzione di organo di indirizzo politico-amministrativo. Questo nel brevissimo periodo».

E nel medio-lungo periodo?

«Nel medio e lungo periodo poi attraverso un'analisi comparata dei programmi ho proposto che si metta chiaramente mano alla redazione di un nuovo piano urbanistico del comune di Noci, alla redazione di un piano del centro storico, che non è un piano di recupero solo sotto il profilo strutturale e architettonico, ma che deve vedere il centro storico in un recupero complessivo, strutturale, economico e sociale per restituirlo ad una sua funzione di cuore pulsante del paese. La redazione di un piano mobilità che orientato a criteri di eco sostenibilità permetta di mettere fine alla confusione che oramai regna nel nostro paese con riferimento alla mobilità. L’ attivazione di iniziative di promozione culturali e di marketing territoriale per vendere un prodotto Noci che non è riferito solo all'enogastronomia o ad un determinato settore della vita del nostro paese. No, prodotto Noci dobbiamo intendere tutto ciò che Noci produce, dalle migliori energie, dalle migliori menti che gli studi dei nostri ragazzi possono portare a noi così come risorsa proprio la promozione del territorio. Oltre che poi l’attivazione di veri e propri piani di incentivazioni delle politiche giovanili per dei giovani protagonisti attivi di ogni aspetto della vita del nostro paese. 

Ho diviso le questioni a breve e medio periodo, naturalmente per la soluzione a questi problemi bisognerà ridare centralità al consiglio comunale che deve formulare indirizzi chiari. Il consiglio comunale può essere, una volta stabiliti gli orientamenti, veramente il luogo di sintesi, come approccio per mettere insieme le diverse sensibilità per risolvere i problemi. Credo che questa sia la chiave di lettura, questo è il canovaccio che ho fornito. Ci si è aggiornati a martedì sera alle 20 perché la coalizione di Noci2020 giustamente e legittimamente possa proporre integrazioni  e avviare poi una discussione più approfondita su alcune tematiche».

Il passaggio successivo, ammesso che intorno a questi punti si riesca a costruire una piattaforma programmatica condivisa, sarà poi quello di definire chi dovrà materialmente portare avanti e seguire la vita amministrativa del comune con lei. Veniamo alla domanda che tutti si pongono: come sarà costruita la sua Giunta? Sarà tutta politica o sarà addirittura una Giunta tecnica? E quando sarà varata?

«Per me prima ancora di mettere mano al discorso Giunta è fondamentale dire chiaramente ai cittadini che c’è un’intesa su alcune questioni del programma e che le intese sono sulla consigliatura.  Metterò mano alla Giunta di conseguenza a questa dichiarazione di volontà. Per fare questa cosa c'è molto probabilmente bisogno di altro tempo. Naturalmente nelle more potrei benissimo, perché la legge me lo consente, nominare la giunta di tecnici per garantire un minimo di operatività, ma diciamo che nell'immediato non la vedo come un'urgenza.

Va da sé, come ho detto durante la campagna elettorale, che una volta raggiunta un'intesa programmatica naturalmente la Giunta non potrà che non essere espressione di questa intesa e quando dico espressione non potrà non tener conto della necessità che gli assessori siano persone preparate che abbiano una delega politica ad agire in maniera piena ed efficace e soprattutto io possa anche contemperare un elemento di novità, cosa sulla quale io insisterò particolarmente.

Quindi non credo che si possa definire… in questa fase non credo che neanche ci si possa affezionare ad una categoria, una giunta tecnica o una giunta politica. La giunta è un organo di gestione delle cose che elementi politici e tecnici si fondono sempre più. Non ho mai visto un tecnico completamente apolitico, come è molto difficile che io abbia visto un politico completamente a-tecnico».

Giovedì prossimo ci sarà il primo consiglio comunale in cui ci sarà, fra le altre incombenze di legge, l'elezione del presidente e del vice-presidente del consiglio. Cosa si aspetta dal suo primo consiglio comunale da sindaco?

«Giusto per chiarire un po’ i termini del percorso del prossimo e degli altri consigli. Nel primo consiglio abbiamo l'obbligo di eleggere il presidente del consiglio e su questo aspetto non ci siamo avventurati in nulla e nella valutazione di nessun tipo di proposta, se non, io ho detto, che la logica dei numeri vorrebbe chiaramente che la coalizione Noci2020 avendo 9 consiglieri può in seconda battuta, quando è richiesta la maggioranza semplice, eleggere il presidente del consiglio. Naturalmente se l’elezione del presidente del consiglio dovesse rappresentare già, diciamo, un muro contro muro è del tutto evidente che molto probabilmente la volontà vera poi di andare avanti sugli altri percorsi è solamente una volontà dichiarata e non provata nei fatti. 

Su quella vicenda io ho già detto che pur riconoscendo che la logica dei numeri assegna difatti alla coalizione Noci2020 la possibilità numerica di eleggere il presidente del consiglio, io credo che sulla figura debba essere trovata una intesa.

Questo non significa rivendicare alla coalizione Noci Bene Comune la carica di presidente, ma significa semplicemente trovare, attraverso il dialogo, la individuazione di una figura che sia di garanzia per tutti e che rappresenti fisicamente e plasticamente anche la possibilità che le prove di dialogo che stiamo mettendo insieme possano trovare un punto di sintesi immediato ed efficace. Ci deve essere un presidente del consiglio che sia condiviso, possibilmente eletto all’unanimità del consiglio. Ove questo non fosse vorrà dire che da qualche parte c’è qualcosa che non funziona.

Ci sarà anche la votazione sulle linee programmatiche?

«In questo primo consiglio non c’è la votazione sulle linee programmatiche, ci sono solo le comunicazioni del sindaco che attengono eventualmente alla composizione della giunta. Le linee programmatiche devono essere presentate entro 30 giorni dal primo consiglio. Lo prevede il nostro statuto ed anche nella scorsa consigliatura è stato così. Nel primo consiglio ci sarà solo l’elezione del presidente e del vice-presidente, del presidente della commissione elettorale, ed eventualmente le comunicazioni del sindaco sulla formazione della giunta, la nomina della commissione che individua l'elenco dei giudici popolare. Entro 30 giorni dal primo consiglio vanno presentate le linee programmatiche e poi altri 30 giorni per approvarle. Abbiamo quindi un arco temporale di circa 60 giorni dal primo consiglio per definire il percorso completo delle linee programmatiche».

In conclusione torniamo a quella che è stata l'esperienza che l’ha portato a diventare sindaco di Noci. A mente fredda e a distanza di venti giorni dal ballottaggio: quale è stato a suo avviso il segreto del successo della coalizione Noci Bene Comune?

«Credo sostanzialmente due aspetti: innanzitutto credo che siamo riusciti a individuare una impostazione della risoluzione dei problemi più prossima a quelli che sono i bisogni della gente. Credo che nella elaborazione del programma e nella intuizione di far redigere il programma ai cittadini ci può essere stata una chiave di lettura. Noi ci siamo fatti solamente interpreti di volontà che ci sono state espresse. Queste volontà poi le abbiamo meglio armonizzate e siamo riusciti veramente a trasferirle al meglio a tutti i cittadini,  che credo ci abbiano apprezzato e voluto premiare cogliendo il tratto di semplicità dei nostri comportamenti, la semplicità del linguaggio che ci siamo sforzati di avere. Anche la semplicità delle iniziative elettorali che sono state messe in campo. Credo che veramente ci siamo fatti prossimi, ci siamo confusi tra la gente, per poi poter essere promossi  dalla gente.

E poi c'è stato un notevole entusiasmo da parte di una straordinaria platea di giovani che credo ha fatto davvero la differenza, creando un effetto moltiplicatore contagioso di entusiasmo. Poi credo che i settori economici della città ci abbiano premiato e voluto dare un segnale di cambiamento.  E’ straordinario il risultato che abbiamo ottenuto nelle sezioni dove i nocesi che vivono in campagna vanno a votare. E’ stato un risultato molto importante, anche perché ci siamo approcciati a loro mettendo al centro del nostro programma la necessità di fare in modo che sul comune ci sia un ufficio agricoltura, che ci possa essere una interlocuzione diretta e soprattutto tentando di cominciare a spingere perché bisogna veramente avviare politiche di diversificazione del reddito, di quella fascia di produttori che da sempre dà un grosso contributo all’economia di questo paese e che oggi che soffrono al pari di tanti altri. Credo che questi tre elementi: la voglia di cambiamento manifestata dal settore economico del nostro paese, il grandissimo entusiasmo dei giovani e la semplicità del messaggio credo che siano stati la chiave del successo».

Una curiosità. Fino a qualche mese fa, ad esempio gennaio di quest'anno, i suoi detrattori la consideravano una candidatura perdente: cosa direbbe loro oggi?

«Molto semplicemente: che si sono sbagliati».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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