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VenerdÌ, 10 Aprile 2020 - 14:09

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02 28 belusconi fittoNOCI (Bari) - Dal 18 febbraio Forza Italia in Puglia ha un nuovo commissario voluto da Berlusconi, si tratta dell'avvocato brindisino Luigi Vitali, già parlamentare di FI. sottosegretario alla Giustizia nei governi berlusconiani e coordinatore provinciale del partito a Brindisi.

La nomina ha provocato le dimissioni immediate dei coordinatori provinciali vicini all'europarlamentare Raffaele Fitto a capo del gruppo dei cosiddetti "ricostruttori" di FI i quali da sabato 21 febbraio, dopo la manifestazione romana, hanno pubblicamente lanciato il guanto di sfida a Berlusconi. Il senatore Liuzzi appoggia Fitto, il vicepresidente FI del Senato, Donato Bruno, si augura una riconciliazione. Sullo sfondo di questo scontro per il futuro del partito restano le regionali di maggio e la composizione dell'alleanza di centrodestra a sostegno del candidato Francesco Schittulli.

LA ROTTURA FRA FITTO E BERLUSCONI - A dire il vero il rapporto fra Fitto e Berlusconi era ormai compromesso da tempo, ma dall'elezione del presidente della Repubblica in poi le strade sembrano essersi platealmente allontanate. Berlusconi ordina di votare scheda bianca, ma i "fittiani" votano per Mattarella e Fitto commenta (31 gennaio) "Auguri al Presidente Mattarella, sarà garante per tutti. Ora basta “nazarenate”, serve opposizione vera a Governo". E in merito a presunte voci di una "cacciata" da FI Fitto si chiede (11 febbraio) "Perché? Perché facciamo opposizione? Perché abbiamo avuto ragione sulle riforme, e, purtroppo, su tutto il resto? Perché mentre era in corso il gruppo del Senato sono corso a Palazzo Grazioli per invitare Berlusconi a non dare l’ok alla legge elettorale prima del voto per il Quirinale?  Perché troviamo surreale il passaggio in due giorni da “forza Renzi” a “forza Salvini”?". Ed aggiunge "Caro Presidente, meglio esserti antipatico e non abile nello sport dell’ossequio a corte, ma utile e sincero. Te lo dico con amarezza: stai ancora una volta sbagliando tutto." 

VITALI COMMISSARIO IN PUGLIA: DIMISSIONI DEI FITTIANI - Passa una settimana ed arriva la nomina di Vitali a commissario di FI in Puglia ma trapelano subito indiscrezioni su una possibile epurazione dei fittiani dalle liste. Fitto scrive (16 febbraio): "Leggo stamattina sul Nuovo Quotidiano di Puglia la seguente tesi: gli “amici di Raffaele Fitto” saranno esclusi dalle liste di Forza Italia per le prossime elezioni regionali, e Fitto presenterà una sua lista autonoma. Attendo una credibile e tempestiva smentita dal mio partito". Vitali subito dichiarerà alla Gazzetta del Mezzogiorno (18 fabbraio): "Le candidature saranno vagliate da Berlusconi, quelle provenienti dalla Puglia e dalle altre regioni. Ma il criterio non sarà quello della vicinanza o dell’amicizia nè a Fitto nè a Vitali. I criteri saranno il consenso, il radicamento sul territorio, la meritocrazia. Proprio quei principi ai quali pare si stia ispirando Fitto. Quindi può stare tranquillo da questo punto di vista. Fitto può stare sereno". Non basta. Il giorno seguente si dimettono i coordinatori provinciali e vice-coordinatori regionali di Forza Italia per «protesta» contro la decisione di Silvio Berlusconi di commissariare il partito. «Con ciò - si legge nella nota - liberiamo il commissario incaricato dall’onere di valutare il nostro livello di allineamento “al nuovo corso”, sgombrando il campo da qualunque equivoco circa la nostra coerente battaglia, al fianco di Raffaele Fitto, per una reale ricostruzione del Partito e del Paese». Lo scrivono il vice coordinatore regionale vicario di Forza Italia, Antonio Distaso, i vice coordinatori regionali Roberto Marti e Riccardo Memeo, il coordinatore di Bari, Luigi D’Ambrosio Lettieri, i coordinatori provinciali di Bari, Luigi Perrone, Bat, Benedetto Fucci, di Foggia, Luigi Tarquinio, di Lecce, Antonio Gabellone e di Taranto, Gianfranco Chiarelli.

LIUZZI CON FITTO ALLA KERMESSE DEI RICOSTRUTTORI IL 21 FEBBRAIO A ROMA - E' guerra aperta in Forza Italia di Puglia. Intanto arriva sabato 21 febbraio e al teatro Massimo di Roma va in scena la kermesse dei ricostruttori a cui partecipa il senatore nocese Piero Liuzzi, "fittiano doc", mentre nessuna traccia del senatore "berlusconiano" Donato Bruno. Liuzzi sul suo profilo Facebook scrive (22 febbraio): "Eravamo tanti, tantissimi. E fuori dall'auditorium dell'Eur ancora in molti. Ma ciò che più si percepiva e si condivideva era il sentimento di progettare una nuova frontiera, darci un nuovo orizzonte: fondato sui valori e sulle tematiche della produzione, del lavoro, del fisco, dell'Europa che deve tornare ad essere madre e non matrigna. Senza offendere nessuno, anzi impegnandoci a ragionare per offrire opzioni a tutti. Raffele Fitto ha colto ed interpretato il comune sentire e la comune volontà di imprimere il cambio di passo verso il governo, mediante un'opposizione credibile". Passano solo pochi giorni e Vitali dirama un comunicato in cui accusa i parlamentari pugliesi di non versare da due anni una parte della loro indennità al partito e si chiede con quali risorse essi vadano "in giro per l'Italia, con pullman messi a disposizione non si sa da chi e da chi pagati, portando in giro un'immagine dell'organizzazione territoriale e democratica del partito in Puglia che io, francamente, non ho riscontrato. Anzi.". Il riferimento polemico è alla manifestazione dei ricostruttori e Marti e Distaso replicano subito piccati sulle "gaffes" investigative del neocommissario e ricordano che "Nel 2013, anno di nuove elezioni politiche, e' stato chiesto e corrisposto un sostanzioso versamento, una tantum, prima della ricandidatura. In quegli stessi anni, per lunghi anni, il PdL prima, Forza Italia poi, ha ricevuto una cospicua dote di rimborsi elettorali, in virtù della legge vigente. Nessuno di noi, conosce esattamente circostanze e modi di utilizzo di tali somme".

GUERRA IN FORZA ITALIA FRA VITALI E PARLAMENTARI PUGLIESI - Il giorno dopo i parlamentari pugliesi di Forza Italia attaccano l'operato di Vitali. Si legge in un comunicato diramato dall'Ansa (24 febbraio) "Da sei giorni la Puglia assiste attonita e sconvolta alle gaffe e alle minacce di epurazioni dell’ineffabile Commissario Vitali. Non passa giorno, infatti, che con "l'eleganza di un elefante" e "il fare distruttivo di King Kong" non consegni alla stampa un comunicato da smentire e uno da censurare. La sua violenza verbale in sei giorni si è scagliata contro i consiglieri regionali, contro il Senatore Tarquinio, contro l’On. Chiarelli. Tra qualche giorno corre il rischio di litigare anche con se stesso, dopo aver esaurito tutti gli eletti di Forza Italia. Tutto questo è pericoloso perchè sta creando grande delusione e rabbia tra i nostri elettori, favorendo esclusivamente Michele Emiliano di cui oggi Luigi Vitali è – di fatto – il miglior alleato". Lo scrivono in una nota congiunta i parlamentari pugliesi di Forza Italia Marti, Palese, Bruni, Ciracì, Zizza, Altieri, Distaso, Sisto, D’Ambrosio, Perrone, Fucci, Liuzzi, Chiarelli, Tarquinio. "Vale la pena ricordare a Vitali - proseguono – che la frase "l'Etat c'est moi" e "il pallone è mio e gioco io" sono esattamente contrarie ad una azione politica vincente. La sua nomina ha una legittimità politica e statutaria abbastanza fumosa, così come gli atti di epurazione che vorrebbe mettere in atto, assolutamente illegittimi. Infine, l'unico bilancio esistente in Forza Italia è quello del partito nazionale, da cui dipendeva e discendeva con autorizzazioni centrali quello regionale; quindi se Vitali, oltre che artificiere, volesse essere anche ragioniere può andare a controllare i conti nella sede nazionale di Forza Italia. Caro Gino la politica è un’altra cosa e non arrabbiarti se nelle tue fantomatiche riunioni non trovi adesioni, la gente sceglie chi parla usando il noi e non chi – battendosi i pugni sul petto - usa solo l’io". Appena diramata questa nota viene diffusa anche la rettifica del deputato di Forza Italia Francesco Paolo Sisto il quale contesta l'apposizione del suo nome sotto il comunicato: "Non condivido i toni di Luigi Vitali e, come già detto, lo invito, nell’interesse di Forza Italia e degli elettori ad essere garante dell’unità del partito e della tutela del consenso ampissimo esistente in Puglia. Ciononostante preciso che il mio nome è stato erroneamente inserito nel comunicato stampa diffuso dagli altri colleghi parlamentari pugliesi. Credo che sia giunto il momento di porre fine a questa 'guerra di sanguè sui nostri territori, da cui, soprattutto in vista delle elezioni regionali, non possiamo che ricevere gravissimi danni". 

SOLO ORA SI SCOPRE CHE BERLUSCONI E' PADRE-PADRONE DI FORZA ITALIA? - In questa lotta per la leadership in Forza Italia e per rendere Forza Italia un partito "normale" con correnti e votazioni interne (immagine che Berlusconi dal 1994 in poi ha sempre aborrito a favore di quella del "partito leggero") Fitto e i fittiani sembrano trascurare che in fondo Forza Italia è stato e sarà sempre un "partito" del leader fondativo e che difficilmente potrà esserci una successione a Berlusconi. Questa domanda cruciale è stata ben posta da Michele Cozzi sulla Gazzetta del Mezzogiorno (24 febbraio) quando ha chiesto a Rocco Palese, anch'egli fittiano doc "Voi nei mesi scorsi avete posto la questione delle primarie e dei congressi. Qualcuno potrebbe dirvi: scoprite adesso che Forza Italia non è un partito normale?" Risposta di Palese "Noi finora abbiamo sempre e comunque celebrato i congressi, anche con confronti dai toni a volte aspri, e si sono sempre conclusi con l'elezione del candidato piú votato. Peraltro molta gente in Puglia ha rinnovato da poco la tessera (il termine scadeva a fine gennaio), e la campagna di tesseramento era finalizzata proprio alla celebrazione dei congressi territoriali. Invece, al posto dei congressi, arriva il commissario. Adesso cosa diciamo alla gente, che abbiamo scherzato?". E Cozzi incalza nuovamente "Ripeto la domanda: scoprite adesso che Berlusconi è il padre-padrone di Forza Italia?" Palese: «Noi poniamo questioni politiche. È un peccato chiedere che si faccia un’analisi del perché Forza Italia ha perso 9 milioni di voti rispetto al 2008? Il rischio ora è che gli elettori che sono rimasti scelgano tra Renzi, Salvini o l’astensione. Poniamo questo interrogativo, e non ci pare che questa possa essere considerata lesa maestà».

BRUNO E LA POSSIBILE RICONCILIAZIONE -  Prova la carta della mediazione invece il senatore Donato Bruno il quale al Corriere del Mezzogiorno (27 febbraio) ha dichiarato "Mi auguro che sia possibile una riconciliazione fra Fitto e Berlusconi, dobbiamo pensare che c'è una campagna elettorale e per vincere si sta insieme. Certo non aiutano alcune interviste". 

 

 

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