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NOCI24.it

Quotidiano on-line della città di Noci (Bari)

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07 17 filctemBARI - Egregio Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, le scriviamo ben consapevoli che la “scelta” che a breve dovrà fare circa il futuro dell’Acquedotto Pugliese S.p.A è al centro dell’attenzione di svariati soggetti, osservatori attenti e di orientamenti disparati, che tuttavia sintetizzano il dibattito che c’è sempre stato intorno alla nostra azienda (a tratti sopito) e che riguarda la sua forma giuridica: spa ancora pubblica, ma regolamentata secondo il diritto privato, oppure azienda speciale e quindi sotto l’egida del diritto pubblico?


Caro Presidente, per noi lavoratori della Filctem di Bari non ci sono dubbi, né ombre. Il suo predecessore Nichi Vendola ci ha visti al suo fianco nel sostenere la campagna di ri-pubblicizzazione, che nonostante la “bocciatura” della Consulta, a noi sembra ancora oggi praticabile - sulla scorta delle proposte emerse al tavolo tecnico appositamente istituito che ha fatto seguito alla deliberazione di Giunta regionale (n. 370/2017) e alla mozione consiliare del 21 marzo 2017.
Spiace dirlo, ma il silenzio della Regione Puglia, in esito a quegli incontri e rispetto all’imminente scadenza della concessione ad Aqp della gestione del Servizio Idrico Integrato, ancora oggi è assordante. Così come spiace dover concludere che, probabilmente, quello svolto a quel tavolo è stato un confronto inefficace - sono emerse posizioni precostituite e cristallizzate - tenuto esclusivamente sotto il “patrocinio” del confronto istituzionale necessario, ma in estrema sintesi solo formale.

I cittadini che hanno votato i referendum a favore dell’acqua pubblica e contro la remunerazione del capitale investito, ma soprattutto i lavoratori di Aqp, nonostante ancora si attenda una legge che ossequi la volontà popolare emersa dalla consultazione, vedono i Governi continuare a testa bassa nel perseguire le politiche di industrializzazione del Servizio Idrico Integrato e le politiche di liberalizzazione/privatizzazione in tema di acqua. Poiché siamo convinti assertori del ruolo “pubblico” che Aqp finora ha svolto, anche e soprattutto quando pubblico era anche il suo status giuridico, pensiamo che a causa della desertificazione sempre più aggressiva e devastante, soprattutto all’interno dei paesi che si affaccino sul Mediterraneo (Italia e Puglia in primis), Aqp non possa delegare ad altri protagonisti il proprio compito di propulsore e volano dello sviluppo in Puglia.

Ci permettiamo, di conseguenza, di porre alla sua attenzione le considerazioni che seguono: 
- Aqp è una grande realtà “industriale” del meridione che ha dimostrato oggi come ieri di essere valente nello svolgere la sua funzione “sociale”, nonostante le avversità idrografiche e geologiche e che merita, per questo, più attenzione,valorizzazione e centralità nel dibattito del governo della Regione Puglia, delle forze politiche e del sindacato;
- sulla scadenza della concessione, deve aprirsi un confronto più ampio e di maggior respiro, che deve essere condotto e governato nello scenario della determinazione di un riordino normativo in tema di beni comuni e di diritto pubblico;
- Aqp è a un nuovo snodo della sua lunga storia, che continua ad essere la storia stessa della Puglia, di questa nostra bella Regione che con fatica si sta avviando verso la valorizzazione del proprio territorio e delle sue tradizioni.
In estrema sintesi, venendo ai fatti che ci accomunano, noi lavoratori Aqp della Filctem Cgil di Bari sentiamo di condividere la lettera appello che Riccardo Petrella le ha inviato qualche giorno fa e ripresa dalla stampa, nella quale si ribadisce il valore profondo dei “beni comuni” e di Acquedotto Pugliese come fulcro e baluardo della storia del Mezzogiorno e della necessità di salvaguardarlo dagli “imperativi della competitività tecno-industriale e del rendimento finanziario”.

Egregio Presidente Emiliano, aggiungiamo la nostra voce di cittadini del territorio pugliese e di lavoratrici/lavoratori di Aqp, chiedendole di impedire che la Puglia perda un pezzo della propria identità, quella che da un secolo la contraddistingue come ospitante il più grande Acquedotto Pubblico d’Europa.
Bari, 17/07/2017

La RSU Filctem CGIL Bari
Il Comitato degli Iscritti Filctem CGIL Bari

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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