FdI-An, le ragioni del no al trasferimento della sezione lavoro del tribunale di Bari presso la sede di Modugno

04 11michelerapanaNOCI (Bari) - Il Dipartimento rapporti con le professioni FDI – AN Puglia, tramite suo coordinatore regionale Avv. Michele Rapanà, intende manifestare il convinto dissenso al trasferimento della Sezione Lavoro del Tribunale di Bari nella sede di Modugno, dopo aver seguito con attenzione l’evolversi della vicenda, appoggiando ogni iniziativa tanto ordinistica, quanto associativa e politica, finalizzata a contestare, nonchè a sollecitare l’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica sulla necessità di scongiurare l’ipotesi di detto trasferimento.


Il trasferimento della sezione lavoro, che a Bari si è caratterizzata per efficienza e produttività, costituirebbe nocumento soprattutto per gli utenti della giustizia, oltre che per gli operatori ed avvocati che ogni giorno operano per la tutela dei diritti dei cittadini.
Al sol fine di rendere contezza del reale problema, occorre segnalare che, in presenza di una dislocazione di uffici, l’avvocato che difende uno stesso giorno più clienti in diversi giudizi tanto civili in senso stretto, quanto attinenti il diritto del lavoro, si troverebbe a doversi organizzare per assicurare la difesa dei suoi assistiti contemporaneamente, inevitabilmente facendo ricorso al rimedio della sostituzione in udienza, posto che, non essendo dotato del dono dell’ubiquità, non potrà trovarsi simultaneamente in due posti diversi, con conseguenze inevitabili sul rapporto di fiducia e sul vincolo del mandato.


Sotto il profillo strettamente strutturale, il Tribunale di Modugno, tanto per raggiungibilità attraverso i mezzi pubblici, quanto per la caratterizzazione affatto agevole delle aree di parcheggio antistanti, non sarebbe lo soluzione opportuna, né per gli avvocati ed operatori di diritto, né tanto meno per gli utenti della giustizia.


Il dipartimento rapporti con le professioni sente di fare proprie le risultanze dell'Assemblea Straordinaria degli iscritti all’Ordine degli avvocati di Bari del 07/02/2017, che ha approvato un documento all'unanimità, con il quale si avverte fortemente l’obbligo di affermare e riproporre in ogni Sede Istituzionale le ragioni che escludono la praticabilità del progettato trasferimento, in forza del diritto e del mandato scritti nella Carta dei Principi Fondamentali dell’avvocato Europeo, secondo il quale l’avvocato deve garantire il rispetto dello Stato di Diritto e gli interessi di coloro di cui deve difendere i diritti e le libertà.


Occorre rimarcare che il rispetto della funzione professionale dell’avvocato è una condizione essenziale dello Stato di diritto e di una società democratica. Sotto il profilo della legittimità, reputiamo che il paventato trasferimento si ponga in contrasto con il sistema di riforme che nell’arco degli ultimi anni ha ristrutturato organicamente la distribuzione degli uffici giudiziari sul territorio, sistema che si compendia nel DL 06/07/2011 n. 98, nella legge 15/07/2011 n. 111, nella legge 14/09/2011 n.148, e si è costruito espressamente sull’obbiettivo di raggiungere un risparmio di spesa e un incremento di efficienza attraverso l’accorpamento delle sedi e la riduzione della polverizzazione territoriale.


Un provvedimento teso a legittimare nuovamente una sede soppressa, si porrebbe in contrasto col sistema legislativo e i suoi obbiettivi dichiarati. Inoltre, il sistema giustizia governato da un principio di riserva di legge non può costituire oggetto di concessioni a livello amministrativo decentrato.

Dopo un primo momento di difficile adattamento alla nuova organizzazione, anche gli stessi avvocati della provincia, a cui questo dipartimento ha sempre rivolto l’attenzione cercandone di divulgarne le problematiche e criticità, probabilmente si sono resi conto che un sistema meno frammentato avrebbe agevolato il loro lavoro costituzionalmente garantito e l’esplicazione stessa del diritto di difesa. Di contro la frammentazione di una organizzazione che produce servizi appare un errore che potrebbe determinare un evidente disservizio. L’utenza delle controversie di lavoro con scarse risorse economiche per il lato lavoratori e con grandi problemi di esiguità di tempo per i datori di lavoro, ha massimo interesse a sedi processuali unitarie e facilmente raggiungibili.

Per comprendere la quantità di procedimenti e di conseguenza di persone impegnate negli stessi, nonché di locali necessari per le diverse fasi, occorre menzionare i dati riferiti nella relazione 2017 del Presidente della Corte di Appello che per il Tribunale lavoro di Bari ha certificato un numero di procedimenti pervenuti nell’ultimo anno in quell’ufficio, pari a 23.404, un numero di procedimenti definiti nello stesso periodo pari a 35.263, un numero di procedimenti da definire pari a 55.026. Il grande numero di accessi agli uffici richiede non solo edifici di adeguata capienza ma anche servizi di trasporto pubblico, viabilità e parcheggio adeguati.

A nostro avviso la collocazione decentrata in luoghi ristretti di così frequentate sedi potrebbe determinare un danno economico ed ambientale, nonché un danno giuridico per i cittadini, per l’avvocatura, per gli enti pubblici e gli altri enti interessati dalla giustizia del lavoro. Appare del tutto evidente che il problema irrisolto dell’edilizia giudiziaria, stia creando non pochi disagi al sistema giustizia. La realizzazione della c.d. “cittadella della giustizia”, sarebbe la solutio omnibus a beneficio di una più agevole e completa tutela del diritto di difesa. Il dipartimento rapporti con le professioni FDI – AN continuerà ad appoggiare ogni iniziativa tesa a contrastare il trasferimento della sezione lavoro del Tribunale di Bari presso la sede di Modugno ed ogni ulteriore frammentazione del sistema giustizia.

Dipartimento rapporti con le professioni
FDI – AN
Il Coordinatore Regione Puglia
Avv. Michele Rapanà

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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