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NOCI24.it

Quotidiano on-line della città di Noci (Bari)

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05-30-volantino-Pd-Gd_02Carissimi amici del Partito Democratico, in vista dell'appuntamento referendario che ci vedrà coinvolti a breve, abbiamo creduto necessario come Coordinamento Cittadino far sentire la nostra voce e invitare tutti voi il 12 e 13 giugno a non disertare questo importante momento politico del nostro paese.

Stiamo assistendo in questi giorni a quella che potremmo definire una insperata rinascita democratica della nostra Italia. Gli eventi politici di Milano e Napoli, ma nel complesso i risultati delle scorse Amministrative, mostrano con forza un nuovo corso, una nuova possibile inversione di rotta. A tutti gli amici democratici e non solo, questo deve suonare come una riscossa che la sinistra democratica sta riuscendo a compiere grazie alla pazienza e all'incisività delle parole.

E', quindi, il momento di fortificare questa embrionale nuova visione politica del nostro paese ed i referendum possono, come altre volte nella storia della nostra Italia, rappresentare il momento più alto di affermazione politica della volontà popolare.

Non siamo chiamati ad esprimerci solo sulla modifica di alcune leggi, ma crediamo che la partita si giochi invece sull'idea di sviluppo economico, sociale e politico del nostro paese. I temi infatti sono tali da indurre ad una profonda riflessione personale e pubblica: "Acqua", "Energia" e "Giustizia". Elencandoli e sintetizzandoli in questo modo, forse rendono ancora con maggior forza il senso della loro importanza e la profonda forza che esprimono.

Come Coordinamento Cittadino abbiamo già manifestato la nostra contrarietà alla privatizzazione dell'Acqua in occasione della passata Festa Democratica. Oggi ribadiamo per due volte "SI" a tale principio. I due quesiti referendari ci impongono di riflettere sulla opportunità di affidare a privati la gestione dei nostri servizi idrici e sulla opportunità di avvalorare la tesi secondo la quale l'acqua sia una merce come tutte le altre e che pertanto su di essa si possa lucrare senza garantire un miglioramento dei servizi e l'accesso per tutti. La nostra idea è che l'acqua non possa essere considerata una merce, ma un diritto estensione del diritto alla vita, così come riaffermato dalla Risoluzione ONU del 29 luglio 2010:

"È ormai tempo di considerare l'accesso all'acqua potabile e ai servizi sanitari nel novero dei diritti umani, definito come il diritto uguale per tutti, senza discriminazioni, all'accesso ad una sufficiente quantità di acqua potabile per uso personale e domestico - per bere, lavarsi, lavare i vestiti, cucinare e pulire se stessi e la casa - allo scopo di migliorare la qualità della vita e la salute.

Gli Stati nazionali dovrebbero dare priorità all'uso personale e domestico dell'acqua al di sopra di ogni altro uso e dovrebbero fare i passi necessari per assicurare che questa quantità sufficiente di acqua sia di buona qualità, accessibile economicamente a tutti e che ciascuno la possa raccogliere ad una distanza ragionevole dalla propria casa." Crediamo che questo sia sufficiente a rendere l'idea di quanto sia anacronistica la politica dell'attuale Governo.

Un altro "SI" convinto per fermare il rilancio del nucleare nel nostro paese. Il quesito referendario sul Nucleare, particolarmente lungo e articolato, punta ad abrogare, infatti, l'art. 7, comma 1, lettera d) del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, recante Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria, limitatamente alle seguenti parti: realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare. Questa norma consentirebbe la realizzazione sul territorio nazionale di impianti di produzione nucleare, senza che sia stato minimamente affrontato il tema della localizzazione degli impianti (l'Italia è un paese a forte rischio sismico), della gestione delle scorie nucleari e della gestione complessiva degli impianti; in un momento peraltro in cui tutta Europa e non solo ripensa alla propria politica energetica abbandonando il nucleare, dimostratosi troppo pericoloso.

Il nostro deve essere un "SI" consapevole per affermare che questa politica energetica è ormai desueta ed ha mostrato i suoi profondi limiti. Un modo nuovo di progettare il nostro futuro energetico è possibile e non può ormai non tener conto degli impatti ambientali delle scelte e di una nuova ricerca di equilibrio fra Terra e Uomo. Su tale idea di sviluppo energetico il nostro paese, precursore dei tempi, si era già espresso con chiarezza molti anni fa, ma l'attuale Governo continua ad ignorare che in Italia la sovranità appartiene al popolo.

In fine, il quesito sul "Legittimo impedimento". Possiamo definirlo il quesito dalle ripercussioni politiche più forti. Dopo la pronuncia di parziale incostituzionalità di tale legge, il referendum punta alla sua totale abrogazione. Questo deve essere un "SI" contro le scorribande che l'attuale Governo sta perpetrando nel nostro sistema giudiziario, continuando ad accusare l'intera magistratura di "brigatismo". L'importanza del tema e la sua rilevanza sociale e storica, impediscono (questo sì un "legittimo impedimento") di lasciare che si possa continuare ad affrontare tale importante aspetto della vita di ognuno di noi al solo fine di assecondare il Presidente del Consiglio in alcune illegittime pretese: evitare di dover comparire in udienza nei suoi processi. Una riforma della giustizia è prioritaria in Italia, ma se chi deve promuoverla ha ingaggiato una lotta personale con la magistratura (con discredito anche internazionale per il nostro paese), allora dovrebbe ammettere che non è nelle condizioni più idonee per farsi promotore di una riforma giusta. E' necessario votare "SI" quindi al referendum per affermare che il tema della giustizia appartiene a tutti noi e che il parlamento deve essere investito subito di un progetto serio di riforma che prescinda dalla salvaguardia di posizioni personali di un singolo uomo.

4 "SI", dunque, affinché il 12 e 13 giugno per questa maggioranza traballante risuoni l'eco di un risveglio sociale e culturale della nostra Italia.

Il Coordinamento Cittadino del PD di Noci.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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