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04 25 IorispettolafilaNOCI - Lo scorso 24 aprile, si è tenuta online, alle ore 10.30 #iorispettolafila – una giornata di protesta della medicina generale contro il caos vaccini, organizzata da Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale) Bari per presentare l’andamento e le criticità organizzative della campagna vaccinale per il Covid-19. All’incontro online, aperto alla stampa, hanno partecipato medici di medicina generale iscritti a Fimmg Bari, Filippo Anelli - Presidente Ordine dei medici di Bari e Nicola Calabrese - Segretario Fimmg Bari e vice segretario Fimmg nazionale.
Certezze sulle dosi, sulle regole da seguire in modo equo e una corretta informazione: ecco cosa chiedono i medici al fine di evitare contenziosi con i pazienti, che ledano alla base il reciproco rapporto di fiducia e rispetto

04 25 Iorispettolafila.jpg2Sono stanchi, esasperati e indignati i medici di medicina generale, per il caos che caratterizza una campagna vaccinale organizzata evidentemente (ed innegabilmente) molto male. Immaginate di essere un medico, un professionista il cui mestiere è una vera e propria vocazione, e che ce la mette tutta per aiutare al meglio i propri pazienti. Un medico costretto a passare intere giornate rispondendo a innumerevoli domande e richieste, tutte concernenti il turno di vaccinazione che ognuno attende con ansia. Medici che passano nottate di fronte a un pc, che stanno annullando la loro vita privata e mettendo a rischio la loro salute. Questi medici che abbiamo ripetutamente chiamato eroi, e che hanno rifiutato di fregiarsi di questo titolo, oggi gridano il loro disagio e la propria indignazione. Soprattutto, però, chiedono che sia fatta una corretta informazione. Tanti pazienti, avendo sentito parlare di 12.000 dosi, hanno immaginato una disponibilità non corrispondente di fatto alla realtà. Facendo due veloci calcoli, le 12.000 dosi Pfizer che erano destinare alla medicina di famiglia equivalgono a 12 dosi di vaccino a medico, contro i 250mila soggetti fragili che devono essere vaccinati dalla medicina generale nell’Asl Bari. Vuol dire almeno 250 dosi a medico per la prima dose, senza contare i caregiver. Questo non ha fatto altro che mettere in ulteriore difficoltà i medici che hanno dovuto sottostare ad un andamento altalenante e stressante. Sono stati costretti a disdire alcune prenotazioni e poi richiamare i pazienti per fissare un nuovo appuntamento nel momento in cui l’Asl ha fatto nuovamente dietrofront. Non sono mancati contenziosi che hanno minato alla base i rapporti tra medici di famiglia e pazienti, dal momento che questi ultimi, non debitamente informati della situazione, hanno incolpato i professionisti di non volerli vaccinare. Si è arrivati così a vere e proprie aggressioni, non solo verbali, ai danni dei medici, costretti in molti casi a richiedere l’intervento delle forze dell’ordine. Insomma, la situazione si è rarefatta a tal punto, che molti medici preferirebbero non continuare a vaccinare, piuttosto che farlo in simili condizioni.
Durante l’incontro online, Nicola Calabrese, Segretario Fimmg ha dichiarato “Prendiamo atto positivamente delle scuse del Presidente Emiliano dirette ai medici di famiglia. E registriamo positivamente la direttiva del Direttore generale della ASL BARI che, nel riconoscere il contributo che la medicina generale sta dando alla campagna vaccinale della ASL, ha bloccato oggi il dirottamento delle dosi di vaccino verso gli hub per restituirle ai medici di famiglia a cui erano destinate e quindi alla vaccinazione dei pazienti fragili. Una goccia nel mare che va a rattoppare solo l’ennesimo incidente di percorso, ma che non risolve definitivamente la situazione”.
“Esprimo solidarietà ai colleghi della medicina generale - ha detto Filippo Anelli, Presidente dell’Ordine dei medici di Bari, che è intervenuto all’evento - “Servono regole certe e chiare, altrimenti non si può garantire l’esercizio della professione medica. Le scuse del Presidente Emiliano e l’intervento del Direttore Sanguedolce sono un buon presupposto per avviare un confronto che conduca ad una soluzione.”
“Siamo qui proprio perché vogliamo garantire i target della vaccinazione e cioè vaccinare i soggetti più deboli. Abbiamo bisogno di segnali certi di superamento della precarietà nell’organizzazione e nella logistica per passare ad un’organizzazione ed ad una logistica strutturalmente integrate nel piano vaccinale regionale che consenta alla medicina generale di raggiungere il proprio target in un tempo certo: l’obiettivo deve essere vaccinare tutti i soggetti fragili nel più breve tempo possibile - ha aggiunto Calabrese. “Abbiamo vaccinato, con gravi disagi, 105.000 pazienti fragili di cui circa il 30% a domicilio; 35.000 in ASL BARI. Abbiamo vaccinato in 15 giorni il 10% di tutti i vaccini somministrati in Puglia nell’arco di quattro mesi. Il contributo che stiamo dando alla campagna vaccinale è fondamentale. Abbiamo bisogno di certezza sulla regolarità della fornitura dei vaccini e sulle quantità e pretendiamo di essere considerati destinatari prioritari dei vaccini, perché hanno priorità i pazienti fragili che noi dobbiamo vaccinare”.

LE RICHIESTE DI FIMMG BARI
Fimmg Bari chiede certezza sulla distribuzione di quantitativi standard settimanali e una logistica che consenta un’adeguata programmazione settimanale. La medicina generale barese stima infatti che servano 250mila dosi per coprire tutti i pazienti fragili dell’Asl Bari, circa il 25% del totale degli assistiti. La mancanza di certezza sulle forniture mette infatti a rischio anche le seconde dosi di pazienti fragili, come già accaduto per esempio con gli insegnanti, che avrebbero dovuto ricevere la seconda dose entro la decima settimana e invece la riceveranno ben oltre le 12 settimane.
Fimmg Bari chiede inoltre regole certe rispetto a chi vaccinare. Non devono più verificarsi interferenze che sabotano la macchina organizzativa, come i ricorrenti ‘vax day’ destinati a pazienti con particolari patologie, già contattati dalla medicina di famiglia e la cui vaccinazione è già stata programmata. Così si rende inutile il lavoro dei medici di medicina generale e in molti casi si “salta la fila” rispetto ai criteri di priorità stabiliti a livello nazionale. Chiede inoltre regole certe rispetto ai conviventi e ai caregiver per poter finalizzare al massimo la strategia vaccinale evitando inutili conflittualità con i pazienti.
Anche noi di Noci24, prestando loro voce, desideriamo fornire il nostro supporto ai medici che tanto stoicamente si stanno adoperando

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