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NOCI24.it

Quotidiano on-line della città di Noci (Bari)

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04-20-prevenzione-medicaNOCI (Bari) - Come stanno i nostri sportivi? La loro salute è salvaguardata e le società rispettano i protocolli medici delle federazioni dalle quali dipendono? Quesiti che sorgono spontanei alla luce degli ultimi fatti di cronaca, dove forse il destino ha fatto la sua parte, ma il tema della prevenzione medica è tornato a tenere banco.

La serie A di calcio avrebbe il sistema di prevenzione più sofisticato e all'avanguardia di tutti, ma il cuore dello sport batte anche nelle serie minori: come rispondono a questo bisogno vitale le società biancoverdi? Abbiamo raccolto tra i giocatori e le società preziose informazioni su visite mediche, personale e strumentazione medica e rapporto società-giocatore in merito al tema "salute".

 

La Pallamano Intini, rappresentanza di massima serie con la sua partecipazione al campionato d'elite, rispetta con puntualità i protocolli medici di categoria, anche perchè i frequenti allenamenti e impegni di campionato e coppa ai quali i pallamanisti di alta serie sono sottoposti prevedono un controllo speciale sullo stato psico-fisico degli stessi. Ogni anno, verso settembre, la FIGH ( Federazione Italiana Giuoco Handball) mette a disposizione due suoi medici per le visite specifiche dei giocatori d'elite, con esami delle urine, prove sotto sforzo per testare la resistenza cardiaca e controlli di peso, altezza e vista.

La società del Presidente Cammisa è seguita da un dottore, un osteopata e un fisioterapista, mentre dovrebbe esserci il nutrizionista, ma è una figura professionale che spesso manca nelle compagini d'elite. Non vi sono strutture mediche ben definite assegnate ai giocatori per il loro recupero, come ci racconta il vice-presidente Gianni Giotta. Emerge, però, il buon rapporto società-giocatore in tema di salute, agevolato dallo stretto legame creatosi tra le due parti della Pallamano Intini, fattore questo a favore di una collaborazione proficua e senza intoppi.

Anche la risposta alla prevenzione medica della New Team Noci risulta vincente, con la messa a disposizione di strutture mediche e personale specializzato da parte della società. Manca però il medico in campo, pecca della C di calcio a5 femminile, ma la società femminile si avvale del contributo di un massaggiatore. Da parte della dirigenza la disponibilità all'aiuto delle atlete infortunate è massima, ci raccontano le giocatrici, che prima di ogni stagione agonistica si sottopongono ad urinocultura, prove di sforzo fisico per testare le capacità cardiocircolatorie, spirometria, anamnesi e rilevazione dei parametri clinici generali. 

Come l'attenzione alla salute cambia da individuo a individuo ( c'è chi è più attento e meticoloso, chi invece non fa analisi del sangue da anni) anche le società, nella persona di dirigenti e staff, possono peccare di disattenzione o superficialità, che non ledono nessuno fino a malaugurati episodi che con tutto il cuore ci auguriamo non accadano. Le squadre di calcio a5 maschili nocesi son pronte a migliorare la loro efficienza in termini di tutela della salute dell'atleta, ma il lavoro fatto sin ora mostra qualche falla.

Entra acqua nella questione visite mediche per l'idoneità sportiva, dalle quali spesso sono esonerati i veterani, certi che cuore e polmoni reggano loro meglio perchè in attività da più tempo, mentre nel peggiore dei casi la totalità della squadra è esonerata da visite specifiche, richieste dal protocollo nazionale della Lega Nazionale Dilettanti dopo il compimento dei 12 anni.

"Entrando in età agonistica, gli atleti devono ottenere il certificato di idoneità specifica attraverso accertamenti medici molto più approfonditi e svolti da medici specializzati in centri riconosciuti di medicina sportiva. La Lega Nazionale Dilettanti, inoltre, sollecita tutte le Società con comunicazioni mirate (CU n. 2 del 1 luglio 2011) all'adempimento di ogni certificazione prevista per far svolgere attività sportiva."

A onor del vero, manca una certa rigidità di controllo da parte della federazione, ma il mea culpa arriva da alcuni rappresentanti delle due società nocesi di calcio a5, con l’ammissione della mancanza suddetta e l’assunzione di totale responsabilità sul fatto, ma quest’anno sembrerebbero non esserci state tutte le condizioni per portare a compimento l’importante dovere delle visite specialistiche. La promessa è quella di maggior rigore l’anno prossimo (e anche la FIGC sembra muoversi in questa direzione) e il nodo al fazzoletto (come in una celebre trasmissione tv) lo facciamo anche noi.

Non vi sono medici in campo assegnati alle due squadre di futsal e la borsa medica con cerotti e ghiaccio spray non può elevarsi a salvatrice di tutte le cause.

Torniamo a parlare di sport in salute con la Team Volley Noci, seguita da uno staff particolarmente attento alla salute delle sue atlete, coperte dall'assicurazione della Fipav (alla quale sono tesserate) e aiutate con lavori di fisioterapia e rafforzamento muscolare in palestra. Prima di ogni campionato le giocatrici di mister Gabriele si recano alla sede di Medicina Sportiva di Martina per gli esami delle urine, per i test sullo sforzo fisico, per  i rilevamenti di pressione e l'elettrocardiogramma.

Nella 1a divisione, però, mancano le figure professionali a sostegno della squadra: il medico in campo è totalmente assente, nonostante la pallavolo come gli altri sport sù citati sia inserita in fascia D tra gli sport a medio-alto sforzo cardiaco. Massaggiatore e fisioterapista non sono obbligatori in panchina e il primo soccorso prestato quindi all'atleta rischierebbe di essere inadeguato alla causa, necessitando quindi della chiamata di organi specializzati per la risoluzione del problema.

La Croce Rossa in campo segue lo Sport Noci, la società di calcio A11 nocese ed è l'unico pronto intervento garantito per gli sportivi: questi si sottopongono alle visite di routine pre campionato presso la sede della Medicina dello Sport di Taranto – precisa il presidente De Tommasi-, con particolare attenzione alle prove cardio-circolatorie, per testare il limite di sopportazione allo sforzo, intenso visti i 90 minuti di gara sporadicamente interrotti. Come figure professionali a sostegno della squadra, è previsto il massaggiatore, sempre presente in panchina e un centro privato nocese rappresenta un punto di riferimento per i controlli dei ragazzi di mister Dalena.

Fa le sue apparizioni tra i giocatori, invece, il medico della Handball Club, presente nelle casalinghe della squadra di pallamano serie B nocese: la società, sfortunata quest'anno per una serie di pesanti infortuni (dipendenti anche da alcune scelte di gioco) che hanno visto i giocatori aprire le rispettive assicurazioni con la FIGH, fa sottoporre alle visite di routine la squadra nel pre-campionato presso il medico sportivo di Bari, mentre l'altra società nocese del presidente Ginevra si rivolge a centri di eccellenza locali. La figura del massaggiatore e fisioterapista non è obbligatoria nella serie B di pallamano, ma il medico sportivo non manca neanche per la Noci Handball Team.

Per quanto riguarda la delicata questione “defibrillatore”, nessuna squadra o palazzetto nocese è dotata del prezioso strumento che in alcuni casi potrebbe salvare la vita di giocatori e giocatrici: la Croce Rossa che segue lo Sport Noci spera in un piccolo finanziamento per acquistarne uno elettrico, con 1000 euro o poco più di spesa, mentre le altre società sportive stanno seriamente valutando l’acquisto dello strumento, al di là di imposizioni federali (non ancora pervenute), bensì seguendo la loro coscienza di organi sportivi e di responsabili dei loro giocatori.

Raccogliere informazioni sulla prevenzione medica nello sport locale non vuole trovare eventuali peli nell'uovo o elogiare una società piuttosto che un'altra, ma far riflettere su eventuali pecche o irregolarità di protocollo, risvegliare sensibilità sopite e coscienze appannate. Eventuali scuse quali " Le serie minori non necessitano ciò" non reggono, perchè è sempre meglio  prevenire che curare, qualora sia possibile.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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