Lia Cito, una scelta frutto dell’incontro con chi ha bisogno della sua passione

06 29 lia citoNOCI (Bari) – Lia Cito non ha mai nutrito alcun dubbio su quella che sarebbe stata la strada da seguire. Il suo percorso non ha conosciuto esitazioni: la medicina era il suo mondo, e la specializzazione in Oncologia si è rivelata la sua più grande opportunità. Dopo anni di studio, di formazione e di crescita Lia ha sentito il desiderio di intraprendere una nuova sfida, forse una delle più grandi e coraggiose; così da marzo di questo anno è entrata a far parte della Divisione di Senologia Medica dell’Istituto Europeo di Oncologia a Milano, dove ogni giorno affronta sfide importanti, affianca nomi della Medicina di fama internazionale e, più di ogni altra cosa, è qui che Lia condivide con il massimo impegno e dedizione le gioie e i dolori di ogni suo paziente.

Come è iniziata e proseguita la tua formazione e il tuo percorso professionale?

Il mio percorso formativo è iniziato con il conseguimento della maturità scientifica nel 2001. A seguire ho frequentato il corso di laurea magistrale in Medicina e Chirurgia presso il Policlinico di Bari che ho concluso nel 2008, dopo un’esperienza di 3 anni maturati tra ambulatori e reparto dell’U.O. di Ematologia. Dopo un tirocinio durato tre mesi e svolto tra l’ambulatorio di Medicina Generale del Dott. Ripa a Noci (periodo di cui conservo un bellissimo ricordo), il reparto di Medicina Interna dell’Ospedale di Noci (con il caro amico Dott. Pietro Sansonetti) e il reparto di Chirurgia Generale di Putignano, ho conseguito il titolo di abilitazione all’esercizio della professione medica nel febbraio 2009.
Da luglio 2009 ho frequentato la scuola di specializzazione in Oncologia Medica presso il Dipartimento di Medicina Interna e Oncologia del Policlinico di Bari sino al 20 giugno del 2014 conseguendo il titolo di Specialista in Oncologia Medica.
Terminata la specializzazione ho cercato da subito delle opportunità lavorative diverse da quella conclusa, poiché alla mia età è giusto investire sulla formazione che nasce chiaramente dallo studio e dall’approfondimento personale, ma anche dalla possibilità di conoscere nuove realtà lavorative. Pertanto ho deciso a luglio 2014 di trasferirmi a Milano dove ho lavorato presso la Divisione di Oncologia Geriatrica dell’Istituto Palazzolo “Don Carlo Gnocchi”. Una bella esperienza che ho però deciso di concludere a dicembre 2014, motivata dal desiderio di una nuova grande avventura, magari in un centro d’eccellenza.
A marzo 2015 è arrivata la grande opportunità, quella che sogni quando inizi a fare il Medico ed in particolare l’Oncologo. Infatti, dal 2 marzo di quest’anno lavoro presso la Divisione di Senologia Medica dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano. Una sfida incredibile fatta di incontri straordinari con Medici-Ricercatori di fama internazionale che hanno fatto della cura del cancro mammario (in particolare) il fulcro della propria carriera.

Tra le numerose branche della medicina, tu hai scelto la specializzazione in Oncologia. Come motivi una scelta così coraggiosa e sicuramente impegnativa?

La scelta di fare il Medico Oncologo nasce certamente dalla curiosità scientifica di una giovane studentessa di Medicina che durante le lezioni di Patologia Medica si appassionava a sentir parlare di biologia molecolare, geni e terapie innovative. Ma direi che nasce soprattutto dall’incontro reale con il paziente oncologico che di per sé motiva e incoraggia una scelta che sento vicina alla mia indole, più che altre branche.
Insieme al paziente condividi la speranza fondamentale del “ce la possiamo fare”, la gioia infinita della guarigione o la delusione dell’insuccesso. Non è facile per niente, ma sento di poterlo e doverlo fare.

Quali sono stati i momenti decisivi per la tua carriera, sia dal punto di vista emotivo che professionale?

Gli anni di specializzazione in Oncologia sono stati gli anni di vera formazione dal punto di vista umano e professionale, poiché, rispetto al corso di studio sicuramente fondamentale, hanno rappresentato la prima vera presa di coscienza del mio lavoro che inizia con l’incontro con il paziente. La specializzazione è davvero la prima grande occasione per il giovane medico di capire il senso del proprio mandato; bruscamente ti ritrovi nella realtà della malattia e tocca a te nonostante l’inesperienza e l’emotività gestire la complessità del paziente che ti chiede aiuto.

Quali le difficoltà più grandi che hai dovuto superare?

Sono state non poche le difficoltà affrontate e superate soprattutto grazie al sostegno dei miei cari. Faccio un lavoro molto complesso in cui il tuo saper fare deve essere rapidamente coincidente con quello che gli altri si aspettano da te e con quello che è corretto fare per i pazienti.
Direi che il primo periodo a Milano di sicuro è stato molto complicato visto l’impatto con la nuova città e con un lavoro completamente nuovo per me.

In tutto il tuo percorso professionale, c’è un evento in particolare che ricordi e che ti ha segnata in particolar modo?

Il giorno in cui ho conseguito la specializzazione ha rappresentato per me un momento di svolta in cui ho compreso quanto avevo sino a quel momento realizzato e quanto poteva diventare indispensabile armarsi di coraggio e iniziare un percorso anche lontano dal Policlinico, dai miei colleghi con cui avevo condiviso anni bellissimi e impegnativi.

Oggi vivi e lavori a Milano. Ti ritieni completamente soddisfatta della città in cui vivi e del ruolo che occupi?

Oggi mi ritengo soddisfatta e fortunata poiché, seppur con tanto impegno e sacrificio, sto cercando di investire il mio tempo attuale in una formazione di eccellenza che ritengo doverosa nei confronti dei pazienti, e che probabilmente mi terrà lontano dai miei affetti ancora per qualche tempo. Certamente se mi si chiede di immaginare il mio futuro o meglio di sognarlo, di sicuro risponderei che il mio più grande sogno è di tornare a casa e cercare di far bene il mio lavoro nella mia comunità. Mi piacerebbe immaginare di poter mettere al servizio dei miei concittadini la mia esperienza, magari collaborando con altri giovani Colleghi.

 

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