NOCI (Bari) - La pallamano Intini Noci è a riposo per la pausa natalizia. La ripresa delle attività sarà probabilmente fissata ai primi giorni di gennaio, quando l'intero organico si ritroverà al pala Intini Angelo per riprendere gli allenamenti in vista del prosieguo del campionato nazionale di serie A, agli ordini di mister Iaia. Nel frattempo, a commentare la prima parte della stagione è Giuseppe D'Aprile (in foto).
Ala sinistra, nocese doc, nato e cresciuto pallamanisticamente sempre con la maglia biancoverde, Giseppe D'Aprile è probabilmente l'erede alla fascia di capitano attualmente sul braccio di Vito Pulito.
A ventiquatt'anni la sua carriera è già ricca di successi: oltre ad aver collezionato diverse presenze con la rappresentativa puglia durante il percorso con le giovanili,e dopo aver collezionato anche delle presenze con la maglia della nazionale under 21, D'Aprile ha poi anche esordito sul campo europeo con la maglia del Noci in occasione del doppio incontro di due anni fa contro il Targu Jiu e inoltre in bacheca vanta il secondo posto in coppa Italia conquistato nella final four a Bressanone contro il Conversano.
D'Aprile, come commenta la prima parte di campionato della sua squadra? Un terzo posto meritato?
"Sicuramente meritato. E' un primo risultato che sinceramente sbaraglia le aspettative di tutti, non mie perchè io credo e credevo fortemente in questa squadra e non sono sorpreso; ma non so in quanti si aspettavano un girone d'andata così.Siamo terzi a pari punti con il Teramo, ma c'è da dire che durante il girone di andata abbiamo perso punti in qualche gara".
Grandi con le piccole, piccoli con le grandi. A cosa pensa sia dovuta questa tendenza?
"Penso che le sconfitte contro Fasano e Conversano ci stanno, e il motivo principale penso sia il gap tecnico che c'è tra noi e loro. Hanno giocatori più esperti rispetto alla nostra formazione.Per quanto riguarda la sconfitta di Teramo oppure quella di Gaeta, quelle erano partite da vincere,sopratutto perchè eravamo in vantaggio. Purtroppo non ci siamo riusciti, forse non siamo riusciti ad esprimere il nostro potenziale al massimo. Siamo una squadra, un gruppo,e da tale si vince e si perde insieme.Poi molte volte anche quando viene a mancare uno di noi, si altera l'equilibrio del sistema quindi diventa tutto più difficile".
Qual è il punto di forza di questo Noci? E cosa invece è venuto a mancare nella prima parte di campionato?
"Penso che il nostro punto di forza siano gli allenamenti e l'intensità degli allenamenti. Noi poi puntiamo molto sul gioco rapido,non perchè sul posizionale siamo meno forti, ma perchè siamo,tra virgolette, tutti velocisti e quindi i nostri allenamenti si basano su questo e sulla resistenza. Siamo una squadra che attacca parecchio, lo dimostra la media goal che si aggira intorno ai trenta goal a partita nonostante sbagliamo anche tanto in attacco. Penso che invece nella prima parte di campionato ci sia mancato l'assetto difensivo. Abbiamo sofferto in quel reparto e non abbiamo aiutato molto i portieri ad alzare le percentuali di parate. Non che in difesa non giocavamo bene o non ci impegnavamo, ma molte volte abbiamo commesso delle disattenzioni che hanno portato a subire goal evitabilissimi. Fortunatamente con il rientro di Corcione,insieme al capitano che sono degli specialisti in difesa con la loro prestanza fisica, possiamo migliorare e evitare determinati errori".
In estate mister Iaia dichiarò che l'obiettivo era la salvezza: ad oggi, pensa che questo obiettivo possa esser rivisto e magari puntare più in alto?
"Ad oggi posso dire di essere salvi, questo è poco ma sicuro, anche se le perdiamo tutte.Di certo non ci accontentiamo di questo. Non ci accontentiamo di questo risultato nè di arrivare quinti o sesti. Io voglio andare ai play-off,e non parlo solo a nome mio ma a nome di tutta la squadra.Penso che il mio obiettivo come quello degli altri sia conquistare i play-off".
Secondo lei è stata positiva la scelta societaria di puntare sui giovani? E chi fino ad oggi si è espresso meglio in campo?
"Assolutamente si. Perchè comunque si dà la possibilità ai giovani di giocare con più continuità, anche io stesso ho trovato più spazio rispetto agli scorsi anni. Poi è importante per i giovanissimi perchè gli si dà la possibilità di affiacciarsi al campionato di serie A, e questo è importante per la crescita del giocatore.Su chi si è espresso meglio e chi meno io penso che sino ad oggi ci sono stati molti giocatori che hanno dimostrato tanto, e di negativo non vedo niente perchè siamo un gruppo compatto, problemi in squadra o in società non ne vedo".
Chi pensa vinca il campionato di serie A?
"Spero lo vinca il mio amico Fovio, perchè se lo merita. Lui è abituato a vincere, poi se lo merita,come persona e come tutto.Quindi penso vinca il Bolzano".
Per concludere: pallamanisticamente è nato, cresciuto e si è affermato in questa squadra; quindi pensa di poter essere "capitan futuro" della pallamano Intini Noci? Qual è il suo sogno nel cassetto?
"Lo spero. Lo scorso anno una partita sono stato vice-capitano, con Fovio capitano. Quest'anno oltre ad essere il vice-capitano, mi son ritrovato ad essere capitano in qualche partita. E' un'emozione forte, mi responsabilizza un pò di più. Faccio meno cavolate, io sono uno che parla parecchio e si lamenta parecchio, mentre quando faccio il capitano sono un pò più cosciente della mia posizione. Sul sogno, la partita in coppa europea con il Noci, con una mia buona prestazione coronata anche dal goal, penso sia stato un sogno realizzato. Nel futuro non so, vincere il campionato,anche se non so quanto sia realizzabile, perchè non so per quanto tempo possa continuare a giocare a pallamano. Purtroppo la pallamano non permette di vivere, la pallamano è un hobby e la maggior parte lo praticano per passione, è l'unica cosa che ci lega tutti a questo sport. Colgo l'occasione per augurare un sereno Natale e un buon anno a tutti i tifosi, a tutti i cittadini e tutti i lettori di Noci24".






















