NOCI - Si conclude con un gesto semplice ma dal forte valore simbolico il laboratorio “U Banghette”, realizzato da Noci My Destination nell’ambito delle attività di potenziamento dell’Info Point turistico di Noci.
Durante il laboratorio, turisti e cittadini hanno costruito il proprio “banghette” e realizzato alcune panche destinate alla comunità. Le panche sono state poi tinteggiate con colori diversi e, nei giorni scorsi, i soci dell’associazione hanno iniziato a portarle, “a scresciute”, nelle strade del centro storico per affidarle ai residenti.
Non si tratta di una semplice consegna privata. È una restituzione: qualcosa nato dalle mani di una comunità ritorna alla comunità stessa.
Ai residenti viene chiesto di prendersene cura e, soprattutto, di uscire la panca la sera, riportandola nello spazio pubblico. Perché una panca non è soltanto un oggetto su cui sedersi: è un piccolo luogo di incontro, di conversazione e di ascolto.
Dal punto di vista antropologico, il “banghette” rappresenta proprio questo: uno spazio intermedio tra la casa e la strada, tra il privato e il pubblico. Sedersi fuori significa tornare a vivere il vicinato, incontrarsi, scambiare parole e tempo.
È questo il senso più autentico del progetto: non arredare semplicemente il centro storico, ma riattivare una pratica comunitaria.
Le panche colorate diventano così piccoli presìdi di socialità, affidati alla cura degli abitanti. Il laboratorio finisce, ma il progetto comincia davvero quando quella panca viene portata fuori e qualcuno vi si siede.
Perché una comunità, a volte, ricomincia proprio da un gesto semplice: uscire una panca e fermarsi ad ascoltare.























