BARI - I militari del Nucleo Carabinieri forestale di Bari, nel corso di specifico servizio, procedevano al controllo di un capannone ove, al suo interno, era presente un centro di smontaggio, selezione e smistamento di rifiuti, per lo più metallici, il tutto senza alcuna autorizzazione. L’intervento ha interrotto l’attività illecita, condotta in assenza delle prescritte autorizzazioni ambientali.
Infatti, a norma del Testo Unico Ambientale, i rifiuti, per poter essere recuperati e quindi reimmessi nel ciclo produttivo, devono essere sottoposti a trattamenti obbligatori, in maniera tale da renderli sicuri. In questo caso però, il centro individuato dai Carabinieri Forestali, non effettuava alcuna operazione di questo genere e pertanto il responsabile dell’attività, fatta salva la valutazione nelle fasi successive con il contributo della difesa, veniva deferito all’Autorità Giudiziaria e il capannone sottoposto a sequestro.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e all’esecuzione della predetta attività seguirà il confronto con la difesa dell’indagato, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.
Procede senza sosta da parte dei Carabinieri Forestali l’attività di prevenzione degli illeciti in materia di rifiuti, anche in ossequio alla novella normativa introdotta dal Decreto Legge 116/2025 – “Disposizioni urgenti per il contrasto alle attività illecite in materia di rifiuti, per la bonifica dell’area denominata Terra dei fuochi, nonché in materia di assistenza alla popolazione colpita da eventi calamitosi” – il quale inasprisce severamente le pene relative agli abbandoni di rifiuti e fornisce un contributo maggiore alle attività preventive e repressive scolpite nel Testo Unico Ambientale (il Decreto Legislativo 152/2006).























