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06 2 Cerimonia2giugnoFotoNOCI - Nella ricorrenza del 75° Anniversario della Repubblica Italiana, si è tenuta questa mattina la consueta manifestazione celebrativa della “Festa della Repubblica” presso il Monumento ai Caduti di via Calvario, alla presenza delle Autorità Civili, delle Associazioni di Volontariato e di una piccola rappresentanza di studenti delle scuole di Noci.

Il tema scelto per celebrare questa giornata, è quello dello spirito costituente racchiuso nell’Articolo 3 della Costituzione: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

È stata l’Assessore alla Cultura Gaetana Bruno, dopo l’alzabandiera sulle note dell’inno nazionale, eseguito dalla Banda cittadina “Santa Cecilia-Sgobba”, a spiegare i motivi della scelta: «I principi di uguaglianza sanciti dall’articolo 3 ispirano oggi l’intero percorso di attività intrapreso da questa Amministrazione, del quale la riflessione che condividiamo oggi è una tappa fra molte altre. Inoltre in questo articolo, nel modo stesso in cui è scritto, è contenuto quello “spirito costituente” che animò gli autori materiali della formula così come la conosciamo oggi. Dei dodici articoli che esprimono i principi fondamentali della Costituzione, infatti, l’Articolo 3 ha una funzione straordinaria: quella di mettere insieme l’ideale di uguaglianza con una realtà che rende difficilissima la sua realizzazione. I padri e le madri costituenti vollero esplicitamente assegnare alle istituzioni della Repubblica Italiana il compito di colmare la distanza fra l’ideale dell’uguaglianza e le profonde diseguaglianze che attraversavano, allora come oggi, la nostra realtà sociale. Come per l’intera Costituzione, anche la formula definitiva del art. 3 è il risultato di un lavoro corale, del lavoro di tante persone. Ma ciò su cui oggi vogliamo insistere, parlando di “spirito costituente”, è che quel “coro” fu composto delle voci singole di individui come noi. All’inizio, suonava diversamente la formula provvisoria approvata dalla Prima Sottocommissione, di quello che allora si pensava dovesse essere l’articolo 7 e poi divenne l’articolo 3: “Gli uomini, a prescindere dalla diversità di attitudini, di sesso, di razza, di nazionalità, di classe, di opinione politica e di religione, sono uguali di fronte alla legge e hanno diritto a uguale trattamento sociale. È compito perciò della società e dello Stato eliminare gli ostacoli di ordine economico-sociale che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza degli individui, impediscono il raggiungimento della piena dignità della persona umana e il completo sviluppo fisico, economico, culturale e spirituale di essa”. Sarebbe bello soffermarsi sulle varie fasi dell’evoluzione dell’articolo, e sul contributo di La Pira, Togliatti, Moro, Fanfani, Basso, Leonilde Iotti. Ciascuno pensò e disse qualcosa, ciascuno ascoltò e comprese il pensiero e le parole degli altri, e insieme trasformarono, parola dopo parola, quella formula provvisoria nell’articolo che conosciamo oggi».

Tre sono quindi i cardini ai quali si sono ispirate le riflessioni suggerite ai nostri studenti, e che rappresentano il risultato di un paziente e delicato lavoro di ascolto reciproco e di reciproca accoglienza di punti di vista diversi:

“L’eguaglianza difronte alla legge” – questa è la riaffermazione del principio di uguaglianza formale che era già presente nello Statuto Albertino e che però consentiva per legge, per esempio, l’esclusione delle donne dal voto;
Il correttivo, apparso nelle successive formulazioni, della “pari dignità sociale”, ovvero l’affermazione del principio di uguaglianza nella legge oltre che difronte alla legge;
“Il compito della Repubblica”, cioè l’impegno per il raggiungimento di una eguaglianza sostanziale e quindi la necessità di trasformare una società ancora diseguale nella sognata società democratica di cittadini liberi e eguali.
In rappresentanza degli studenti delle Scuole di Noci, alcuni alunni dell’IC Gallo-Positano, dell’IC Pascoli-Cappuccini e dell’IIS Da Vinci-Agherbino hanno portato il loro sostanziale – a nome dei loro compagni – condividendo pensieri e disegni ispirati alle tracce assegnate.

Dopo la deposizione della corona sul Monumento ai Caduti e il silenzio delle Forze dell’Ordine, è stato il Sindaco Domenico Nisi, ispirato dalle parole dei ragazzi e dai loro disegni, a chiudere la cerimonia: «Sono particolarmente emozionato: corre nella mente il ricordo della mia prima manifestazione pubblica, il 4 novembre del 2013. L’essere qui oggi, anche se in modo fugace e in pochi, è per me importante, perché piuttosto che dare un piccolo contributo alla celebrazione, ricevo dai ragazzi un insegnamento: l’ascolto, il confronto, il rispetto, il riconoscimento della dignità di ogni persona, in un momento in cui portiamo ancora sui nostri volti i segni del periodo che stiamo vivendo, sono fondamentali. Qualcuno di loro ha condiviso una frase bellissima: “Io sono te e tu sei me”. Ecco, riprendendo le parole di un altro contributo che ci è stato offerto, non dobbiamo sforzarci di essere diversi da ciò che siamo, ma di riconoscere la diversità arricchente che è racchiusa in ognuno di noi. È vero, come è stato detto, che esistono ancora tanti ostacoli alla piena realizzazione dell’uguaglianza che oggi qui abbiamo richiamato. I nostri padri costituenti avevano già visto quello che oggi ci appare nella sua complessità, in modo quasi profetico, e dal confronto fra idee e parti politiche diverse, sono riusciti ad indirizzarci in un percorso che oggi appare ancora incompiuto. Capita infatti di leggere di atti di violenza verso persone che non vengono riconosciute nella loro diversità. E allora poniamoci la domanda che ha posto uno di questi ragazzi, la stessa posta qualche giorno fa anche dal Presidente della Repubblica: si chiede tanto alle istituzioni, si chiede di rimuovere gli ostacoli alla piena realizzazione del principio di uguaglianza, ma i cittadini cosa possono dare alle istituzioni? Alle istituzioni intese non nella loro formalità, ma come partecipazione attiva di ognuno di noi alla costruzione di quei principi che rivendichiamo. Oggi siamo qui a celebrare la Festa della nostra Repubblica, partendo da ciò che è stato, dalla strada segnata dai nostri padri costituenti con grande lungimiranza, senza dimenticare mai che i valori indicati nella Costituzione non sono un qualcosa di risolto allora e per sempre, ma vanno realizzati nella nostra quotidianità. Viva l’Italia! Via la Costituzione! Viva Noci!».

 

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