NOCI - È stata inaugurata sabato 16 maggio, presso il Chiostro delle Clarisse di Noci, la mostra fotografica “Noci. Lo sguardo fotografico di Antonio De Leonardis 1950–1970”, promossa e curata dall’Associazione Noci My Destination. Un percorso espositivo intenso e coinvolgente che restituisce alla comunità nocese uno straordinario patrimonio di immagini capaci di raccontare il volto autentico del paese tra gli anni Cinquanta e Settanta.
Le fotografie in bianco e nero di Antonio De Leonardis accompagnano il visitatore in un viaggio nella memoria collettiva: vicoli, ‘gnostre, mestieri antichi, momenti di comunità e scorci della Murgia diventano testimonianza viva di un tempo sospeso tra tradizione e trasformazione. Attraverso il suo obiettivo discreto e sensibile, De Leonardis ha saputo cogliere l’essenza quotidiana di Noci, trasformando gesti semplici e scene di vita comune in immagini dal forte valore storico e umano. Il bianco e nero diventa linguaggio essenziale: scolpisce la luce della Murgia, esalta le superfici della pietra, restituisce la profondità degli sguardi. Nei vicoli stretti e negli slarghi assolati emerge un mondo profondamente radicato nella propria identità, fatto di relazioni di vicinato, architetture spontanee e antichi mestieri che oggi rivivono attraverso la forza evocativa della fotografia.
Ad aprire la serata inaugurale è stato Anastasio Mottola, presidente dell’Associazione Noci My Destination, che ha sottolineato il valore culturale e identitario dell’iniziativa, nata con l’intento di custodire e valorizzare la memoria visiva del territorio. A seguire è intervenuto Antonio Natile che, prendendo spunto da una celebre riflessione del fotografo americano Elliott Erwitt sulla potenza della fotografia, ha illustrato la struttura della mostra, articolata in tre sezioni principali: i mestieri, il centro storico e i momenti di comunità. Un racconto visivo capace di restituire la profondità delle relazioni umane e sociali che hanno caratterizzato la Noci del secondo dopoguerra.
Nel corso della serata è intervenuta anche Nica Gabriele, in qualità di vice presidente dell’Associazione Noci My Destination, presentando alcuni dei progetti culturali attualmente in corso, tra cui la pubblicazione del dizionario del dialetto nocese curato da Vittorio Tinelli, ulteriore tassello nel lavoro di tutela e valorizzazione dell’identità locale.
Particolarmente significativo il contributo della famiglia De Leonardis – D’Andrade, che ha reso fruibile al pubblico l’archivio fotografico custodito privatamente. Presenti all’inaugurazione i figli, che hanno condiviso con emozione il ricordo umano e professionale del padre. Momento di raccoglimento con l’intervento di Padre Antonio Cassano OSB della Madonna della Scala, che ha impartito la benedizione alla mostra e ai presenti. A portare il saluto istituzionale dell’amministrazione comunale è stato infine il sindaco Francesco Intini, che ha evidenziato l’importanza della fotografia come strumento di memoria storica e appartenenza collettiva.
La mostra “Noci. Lo sguardo fotografico di Antonio De Leonardis 1950–1970” sarà visitabile presso il Chiostro delle Clarisse fino al prossimo 16 giugno, offrendo a cittadini e visitatori la possibilità di immergersi in un racconto fotografico di straordinario valore storico, sociale e umano.
Antonio De Leonardis
Nato a Castellana Grotte il 6 aprile 1926, Antonio De Leonardis si avvicina alla fotografia sin da giovane nello studio del maestro Giovanni Guglielmi, contribuendo a documentare uno dei luoghi più affascinanti del territorio: le Grotte di Castellana, fin dalla loro scoperta. Negli anni Sessanta si trasferisce a Noci, dove apre il suo studio fotografico e intreccia profondamente la propria vita con quella della comunità locale.
Per oltre vent’anni collabora con il Noci Gazzettino, raccontando attraverso le immagini la vita quotidiana, gli eventi e le trasformazioni del territorio. Partecipa attivamente alla vita culturale cittadina, esponendo alle Settimane Nocesi e ricevendo numerosi riconoscimenti. Le sue competenze vengono richieste anche da istituzioni come la Pretura e il Comune di Noci.
Fotografo sensibile e attento osservatore, De Leonardis affianca alla fotografia la passione per la pittura e per l’arte del presepe, ottenendo premi anche in questi ambiti. Tra i gesti più significativi della sua vita si ricorda la donazione di 24 gigantografie all’ospedale di Noci, in segno di gratitudine.
Si ritira dall’attività alla fine degli anni Ottanta e muore il 13 dicembre 2011, lasciando un prezioso patrimonio di immagini che raccontano, con autenticità e partecipazione, la memoria di un’intera comunità.























