Prima nazionale di Solitudine e sete: dietro le quinte con Francesco Eugenio Curci e Vincenzo Palattella

0117francescoeugeniocurciNOCI (Bari)- La “prima” nazionale del film “Solitudine e sete”, diretto da Fedele Dalessandro, tenutasi lo scorso 11 gennaio presso il cinema Margherita di Putignano, si è rivelata un successo! Noi di Noci24 abbiamo “curiosato” dietro le quinte intervistando l’attore protagonista, il nocese Francesco Eugenio Curci. Enzo Palattella ci ha invece raccontato la genesi del brano “Come ti vorrei” che caratterizza la parte centrale del film ed esprime un disperato desiderio di ricostruzione.

1 17solitudineEseteprima 1Cinema Margherita stracolmo di gente lo scorso 11 gennaio, per la “prima nazionale” del mediometraggio “Solitudine e sete” di Fedele Dalessandro di cui vi avevamo parlato già in questo nostro articolo. A condurre la serata, è stato il noto giornalista del Tg2 Daniele Rotondo, che ha voluto accanto a se sul palco proprio tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione del film, intervistandoli circa il ruolo ricoperto da ciascuno. Rotondo, con la sua verve e con le sue domande ricche di spunti di discussione e stimoli ha indotto anche la platea ad interagire in modo intimo ed informale con lo staff. Una platea attenta e partecipe anche durante la proiezione: “La cosa più gratificante è stato il silenzio, indice appunto di attenzione. Non si è visto nessuno mettere mano allo smartphone (oggetto da cui oggi quasi tutti sono inseparabili)” - commenta soddisfatto il regista Fedele Dalessandro.

L’evento è stato patrocinato dall’amministrazione comunale, rappresentata durante la serata dal sindaco Domenico Giannandrea e dall’assessore alla cultura Emanuela Elba.
Il successo del mediometraggio è anche e soprattutto dovuto alle tematiche trattate. Il protagonista, magistralmente interpretato dal nostro concittadino Francesco Eugenio Curci, è un orfano profondamente provato dalla scomparsa della madre, unico affetto che gli restava e dalla totale assenza di un padre che, nonostante l’abbia concepito in età matura, fugge davanti alle sue responsabilità come un adolescente.

Il ragazzo, che nel film non ha un nome, (così come tutti i personaggi che si muovono sulla scena) si chiude così in una lacerante solitudine. Solitudine che invece di essere squarciata con la vicinanza e con la comprensione da parte dei coetanei, è oggetto di emarginazione (come se fosse una malattia contagiosa) e addirittura di bullismo. Un bullismo che il protagonista subisce fin da piccolo e si trascina dietro anche in età adulta. Una delle scene più forti del film, girata proprio a Noci, in piazza Garibaldi è quella dell’aggressione. Un gruppo di Bulli, (interpretati da Dario Palazzi, Antonello Boccardi e Francesco Dongiovanni) avvicina il giovane chiedendogli sigarette e soldi: al suo rifiuto, si scatena la violenza. Due le voci fuori campo che, pur contrapponendosi, fanno ancora sentir vivo il protagonista, squarciando il velo di apatia.
La prima è quella della sua coscienza (interpretata da Paola Palazzi) e l’altra quella della madre morta (voce di Ornella Legrottaglie) che dall’aldilà continuerebbe a consigliare e consolare il figlio.
La storia è frutto del lavoro a più mani del gruppo Tumofaigirar: Domenico Passiatore, Rosy Delfine, Cristiano e Fedele Dalessandro, Valeria Schino e Nicoletta Padovano. Quest'ultima è anche la sceneggiatrice della storia. Insostituibili Valeria Schino alla direzione della fotografia e Michele di Mauro, fotografo di scena e assistente di ripresa, Katia Mangini per i suoni in presa diretta, Cristiano Dalessandro per il synchro ciak e riprese in controcampo.
Noi di Noci24, abbiamo intervistato Francesco Eugenio Curci, che con grande disponibilità ha risposto alle nostre domande.
1 17SolitudineEseteCurci 1“Nessun provino: Fedele mi ha contattato direttamente. Sapeva già del mio interesse verso il teatro e la cortometraggistica avendo io già partecipato a qualcosa in passato con Noci Cortinfestival. Penso che per scegliermi si sia basato su quei Corti” - ci spiega il nostro giovane compaesano.

Ci è venuto spontaneo chiedergli quale siano state le sue impressioni ad una prima lettura del copione e se sia risultato difficile “entrare nel personaggio”come si dice in gergo cinematografico.
“La primissima impressione sul copione è stata quella di riconoscere un personaggio che in se voleva incarnare l'emarginazione e l'abbandono in ogni fase della vita sia quella estremamente giovane che quella adulta. Un personaggio che doveva essere drammatico senza sfociare nel patetico, per me che sono un amatore e non un professionista è stata una cosa abbastanza complessa da risolvere” - ammette Curci, che sembra essere comunque riuscito a dare il meglio di se.

Alla nostra domanda riguardante la scena più bella e quella più difficile da girare, la risposta di Francesco Eugenio Curci è chiara e univoca:
“Senza ombra di dubbio la scena della corsa e dell’urlo finale: la più bella e la più difficile al tempo stesso. Rappresenta lo sfogo disperato e intrattenibile del protagonista, che porta poi alla catarsi finale. E’ stato liberatorio sia girarla che vederla sullo schermo. Confesso che a seguito di alcuni ciack , quel retrogusto di tristezza e di malinconia mi accompagnava per ore. Dopo quella scena, che definirei “rinvigorente”, mi sono sentito incredibilmente meglio. Probabilmente, la scena era stata pensata proprio per dare quell’effetto ed avvicinare il personaggio allo spettatore. Consiglio comunque a tutti coloro che si sentano oppressi da un qualsiasi peso al livello spirituale, di farsi una bella urlata nelle Murge: dopo vi sentirete incredibilmente leggeri e liberi”. 

Non potevano esimerci dal chiedere a Francesco Eugenio Curci cosa gli abbia regalato quest’esperienza, sia dal punto di vista umano sia per quanto riguarda la sua passione per la recitazione.
“Dal punto di vista umano il film è carico di significati importanti che non possono non toccarti da vicino: il bullismo nei giovani e l’emarginazione negli adulti. Una parte della società tende ad occultarli, non vuole vederli, quasi se ne vergona. La parte più consistente però, è quella vuole che emergano, che siano visibili anche sugli schermi, perché sono tematiche che segnano quotidianamente il vissuto di tanti. Il film, attraverso la bocca spalancata del protagonista, urla proprio “fisicamente” affinché si scuotano le coscienze. Per quanto riguarda la passione per cinema e teatro posso dire che la cortometraggistica è un atto d'amore puro: lo si fa perché si vuole comunicare qualcosa senza aspettarsi niente in cambio, anzi spesso rimettendoci, e cercando di risolvere le centinaia di problemi che un set, professionale o amatoriale presenta”.

La nostra domanda finale ha abbandonato la realtà del set, per focalizzarsi sulla professione che Francesco Eugenio Curci svolge nel quotidiano. Lui ci dice orgoglioso: “Dunque, io sono Giurista d'impresa e lavoro nell'ambito del commercio internazionale. Amo il mio lavoro, perché mi permette di conoscere molta gente in giro per il mondo e vedere come le imprese crescono e si muovono nel commercio estero. In più la contrattualistica internazionale è estremamente divertente ed entusiasmante”. 

1 17 SolitudineEsetePalattellaDopo aver ascoltato Francesco Eugenio Curci, la cui interpretazione ha commosso la platea, abbiamo voluto farci raccontare da Enzo Palattella la genesi del bellissimo brano “Come ti vorrei”, scritto dalla figlia Benedetta e che è il leitmotiv nella parte centrale del film, quella che descrive con diversi flashback la storia d'amore dei genitori del protagonista, fino all’irresponsabile abbandono della donna in dolce attesa.

“La canzone è stata scritta da mia figlia Benedetta circa 7/8 anni fa e insieme abbiamo rielaborato testo e melodia. Il brano è la colonna sonora agrodolce della storia d’amore dei genitori del protagonista ed esprime un disperato desiderio di ricostruzione dei sentimenti perduti. In quel “vorrei” è insita tutta la disperazione che deve aver provato questa donna, abbandonata incinta dall’uomo che amava e che riteneva responsabile e saggio, avendo egli superato da un pezzo l’età adolescenziale” - ci dice Enzo- “quanto ti vorrei in quegli occhi che tiran sassi, quanto ti vorrei, tra la gente del mondo, tra le vie dei pensieri” dice il testo, esprimendo ancora un irrefrenabile amore per quegli occhi, nonostante abbiano tirato sassi e nonostante “oggi non è più ieri”.
Il brano, cantato da Sara Nigri, con la sua calda e potente voce ed eseguito al pianoforte da me, è stato registrato presso il prestigioso Ueffilo Jazz Club di Gioia del Colle, dove ho anche tenuto diversi concerti. Mi vengono sempre i brividi quando penso a questo luogo magico! E’ infatti uno dei Jazz Club più importanti d’Italia e vi aleggia ancora l’essenza e la bravura dei grandi jazzisti che vi si sono esibiti. Sono stati in tantissimi a chiedermi se fosse stato realizzato un videoclip del brano: ebbene, posso confidarvi che è in fase progettazione e “Come ti vorrei” farà da sottofondo ad alcuni fotogrammi del mediometraggio" 
La Nigri, che ha collaborato nientemeno che con Checco Zalone in veste di corista all’interno del suo ultimo film, realizzerà un bel progetto discografico assieme ad Enzo Palattella e a Fedele Dalessandro (che ha sempre coltivato la passione per la musica).  “Il singolo si intitolerà “Ma davvero” ed anche questo brano è frutto della penna di Benedetta che ha scritto testo e musica. Io mi sono occupato degli arrangiamenti e duettando con Sara Nigri, rivestirò anche il ruolo di Vocalist” - ci svela Palattella- “Tornando alla serata della prima, sono felicissimo che il mio amico Daniele Rotondo, che tutti conoscete attraverso gli schermi televisivi, abbia accolto l’invito. Siamo amici da 27 anni e Daniele è stato al mio fianco anche durante molti altri eventi, alcuni a scopo benefico”. 

“Solitudine e sete”, prosegue il suo viaggio in molte sale cinematografiche d’Italia: Bari, Andria, Fasano, Napoli e Roma sono solo alcune delle tappe previste. Qualora il format per la partecipazione consenta l’iscrizione di un mediometraggio, la pellicola concorrerà al prossimo David di Donatello, al Festival del Cinema di Roma e ad altri prestigiosi concorsi cinematografici.

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