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Maturità 2019: le tracce della prima prova e le emozioni degli studenti nocesi [FOTO]

06 19esamimaturitaNOCI (Bari) - Attesa di liberare le giovani spalle da questo pesante fardello, un velo di angoscia e ansia: tanta ansia. Un’ansia che fa vacillare anche chi ostentava totale sicurezza di se fino a poco prima dell’entrata in aula. Queste le emozioni che hanno contraddistinto questo mercoledì 19 giugno per i 92 studenti nocesi in attesa della prima prova dell’esame di maturità ai cancelli dell’Istituto Agherbino e del Liceo Leonardo Da Vici.

Sette le belle e articolate tracce: ci sono Ungaretti, Sciascia e poi Stajano, Montanari e Fernbach. Per l’attualità una traccia è dedicata a Carlo Alberto Dalla Chiesa e una a  Gino Bartali.

Alle 8:00 in punto, i 92 maturanti nocesi, si radunano rispettivamente presso i cancelli dell’Istituto Agherbino e del Liceo Leonardo Da Vinci. Portano sul volto ancora i segni della loro “notte prima degli esami” che per tutti è sempre stata “di lacrime e preghiere”.
La mezz’ora che li separa dallo scoprire le tracce della prima prova scritta, si consuma tra un mix di emozioni ed espressioni diverse.

C’è chi fuma, sfottendo un po’ il migliore amico o la migliore amica per allentare quella tensione che in fondo sente anche lui; chi scatta un selfie per immortalare questo giorno che, comunque vada, sarà da ricordare. Tanto tra poco ci si dovrà separare dai fedeli amici sempre a portata di mano: gli smartphone. Anche se i più “furbetti” dovessero riuscire ad introdurli, gli amici elettronici non potrebbero essere di alcun aiuto, dato che il Wifi è schermato in tutti gli istituti.

Qualcuno, vedendo arrivare il prof “beniamino”, quello con cui si è instaurato un maggior affiatamento, ne invoca l’aiuto: “Prof, aiutaci tu!”. Sul volto di qualcuno si legge un’espressione di totale indifferenza: vale la regola del “vada come vada”. Tanto è risaputo che alla fine se ne esce indenni. Alcuni studenti si dicono profondamente sicuri di se e del lavoro svolto durante tutto l’anno, che non intendono far rovinare completamente dall’ansia. Ma l’ansia è una brutta bestia che si insinua anche in chi appare “incrollabile”fino a poco prima dell’entrata in aula.
“Coraggio, appena saremo entrati che paura vuoi più avere?”- incoraggia qualcuno. Al “Da Vinci” si punta maggiormente sull’attualità: si pensa che tra le tracce potrebbero esserci Anna Frank e l’Olocausto oppure Greta Thunberg e l’ambiente. All’Agherbino invece, c’è chi sceglierebbe ad occhi chiusi il saggio poetico, poiché si è a lungo esercitato e non dovrà metterci troppo del suo. Il caro vecchio Giacomo Leopardi, amatissimo dagli studenti è anche quest’anno il più gettonato dalle previsioni.
La prova durerà 6 ore e gli studenti intendono sfruttarle con tutta la calma del caso ai fini della stesura di un buon testo.
I ragazzi dell’Agherbino confessano di temere maggiormente gli orali, dove è più facile incorrere in qualche defaiance o in un blocco improvviso.

Va ricordato che quest’anno, la modalità d'esame è diversa rispetto agli quelli precedenti. Tre prove anziché quattro articolate in tre giorni distinti: italiano, materia di settore e prova orale. Leggermente temuta è la terza prova che non vede più protagonista la buona, vecchia e cara e rassicurante tesina. Si è affidati infatti alla sorte di alcune buste chiuse contenenti argomenti studiati nel corso dell'intero anno.
Ore 8:30: Appena entrati in aula, ogni possibile previsione a cui ci si era affidati (come sempre accade in questi casi) viene sovvertita.
I protagonisti sono Ungaretti, con l’analisi della sua poesia “L’Allegria” tratta dalla raccolta “Il porto sepolto”, Leonardo Sciascia con un brano tratto dal suo romanzo “Il giorno della civetta” e Stajano con la sua “Eredità del Novecento”. Tra le tracce anche un brano di Tomaso Montanari sull'uso del futuro e uno dello scrittore Philip Fernbach sull'illusione della conoscenza. Per quanto concerne l’attualità, i protagonisti sono Gino Bartali e Carlo Alberto Dalla Chiesa.
Il primo, oltre che campione di ciclismo, lo fu anche di umanità, essendosi attivato in prima persona per salvare la vita a numerosi ebrei. Il Generale Dalla Chiesa è invece uno dei più famosi “martiri della mafia”; realtà purtroppo non ancora completamente estirpata. Anche quest’anno di materiale stimolante su cui lavorare ce n’è e siamo certi che i maturandi daranno il meglio. In bocca al lupo ragazzi: per la maturità e per qualsiasi sogno a cui desiderate che essa apra le porte.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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