NOCI – In occasione della Giornata Mondiale delle Persone con Disabilità, la Scuola Primaria “Positano” ha organizzato un evento molto speciale: l’incontro con la campionessa paralimpica Vittoria Bianco, che si è tenuto presso il Palazzetto dello Sport, a partire dalle ore 10:00. Curiosissimi i bambini; solare, schietta e sorridente Vittoria nel rispondere alle loro domande.
La storia di Vittoria e della sue vittorie: personali e sportive. La storia di una passione, quella per il nuoto, messa a repentaglio da un tumore che ha comportato la perdita di una gamba. Una storia in cui il mondo sembra crollare per due volte addosso alla protagonista: sia dal punto di vista fisico, che psicologico. E’ anche una storia a lieto fine, però, in cui la protagonista getta il cuore oltre più di un ostacolo… e vince! Vince più di una volta, portando sul podio la sua Putignano e la sua Puglia. E’ stato proprio questo il messaggio che, con il suo sorriso e la sua naturalezza, con la sua fame di vita e di nuovi traguardi, la Bianco ha voluto trasmettere ai bimbi. La disabilità non può e non deve fermarci. L’impegno e la buona volontà possono portare chi è diversamente abile dritto alla realizzazione dei propri sogni. Le persone con disabilità non vogliono essere compatite: desiderano che ci sia chi tifi sempre per loro, questo sì, come si fa il tifo per gli atleti. Essere diversamente abili significa solo fare le cose in maniera differente dagli altri, ma non per questo meno bene. Con lo stesso orgoglio, con la stessa umiltà e con la stessa nonchalance, Vittoria ha mostrato ai bimbi sia la medaglia d’oro che la protesi. Un bimbo, con la sua spontanea e intelligente curiosità le ha domandato se avrebbe potuto appendere quella medaglia al collo, senza la sua disabilità. Inizialmente un po’ spiazzata, Vittoria Bianco ha ammesso di no. Molto probabilmente, perché senza la sua disabilità non le sarebbe scattata dentro quella molla; quella voglia di impegnarsi il doppio. Un incontro dopo il quale tutti sono tornati a casa più ricchi, più grati alla vita e più motivati a guardare oltre la staccionata di limiti e paure.






















