NOCI – Lo scorso 10 marzo, nell’ambito del progetto legalità “Albero Falcone”, a cui si sono dedicati attivamente, i giovanissimi alunni della Scuola Primaria Cappuccini hanno avuto vissuto un incontro emozionante: quello con don Riccardo Agresti. Il “Don”, diventato di riferimento nell’ambito del reinserimento sociale di detenuti cui spetta scontare pene anche molto pesanti, ha spiegato ai ragazzi cosa avviene nella sua “Masseria San Vittore”, in quel di Andria. Qui, chi ha sbagliato può coltivare letteralmente una seconda opportunità.
“Tutti meritiamo una seconda opportunità, perché tutti possiamo sbagliare e non è giusto etichettare” ha ribadito chiaramente Don Riccardo Agresti, che ha fatto del reinserimento sociale dei detenuti la sua missione. Si reca nelle carceri e, sotto sua diretta responsabilità, porta i detenuti presso Masseria San Vittore, dove il contatto vivo con la natura sostituisce il freddo delle sbarre. In questo contesto, gli ospiti della masseria possono dedicarsi a molteplici mansioni lavorative, ritrovando una propria utilità, uno scopo, un posto nel mondo. Soprattutto, l’impegno e il contatto con la natura aiutano a pensare in maniera più concreta al futuro da riprendere in mano. Lasciando alle spalle gli errori del passato e facendo tesoro unicamente della lezione di vita appresa attraverso di essi, ricominciare è possibile. A “Masseria San Vittore”, Don Agresti mette gli ospiti “con le mani in pasta”: vengono infatti prodotti ottimi taralli e tradizionali orecchiette, che seno un po’ le “bandiere culinarie” della nostra Puglia. Un incontro che ha piantato altri preziosi semi di legalità nel cuore dei giovanissimi. A loro, che rappresentano il nostro futuro, spetterà il compito di farli germogliare, di continuare a coltivarli con impegno. La piantumazione di semi li legalità si è tradotta anche in un atto fisico.
Nell’aula natura di cui la scuola dispone, i ragazzi e le loro insegnanti hanno piantato infatti un albero di magnolia, che è in attesa di essere trasferito in uno dei giardini comunali.
Un’esperienza che era stata già vissuta lo scorso inverno, prima delle festività natalizie, quando i ragazzi avevano piantato altri alberi assieme ai carabinieri della Forestale.






















