NOCI - Quei cinque minuti di adorazione eucaristica guardando nostro Signore Gesù Cristo nel Santissimo Sacramento, esposto solennemente nell’ ostensorio, sono il cuore della preghiera al termine dei Vespri, festivi e domenicali, delle ore 17, cantati, come di consueto, dai monaci Benedettini della Madonna della Scala di Noci (Bari).
Anche martedì 31 dicembre 2024 è avvenuto lo stesso con la partecipazione dei fedeli convenuti numerosi per ascoltare anche la riflessione dell’Abate della Madonna Della Scala Dom Paolo Maria Gionta, e cantare in latino con i monaci il Te Deum. L’Abate Gionta nella sua riflessione ha fatto riferimento sia ai versetti della Lettera ai Galati di San Paolo Apostolo, proclamati di seguito alla salmodia come lettura breve (Gal, 4, 4-5): «Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge, per riscattare coloro che erano sotto la legge, perché ricevessimo l’adozione a figli», sia ad alcuni versetti del capitolo 8 della Lettera ai Romani sempre di San Paolo postolo: «Sappiamo infatti che tutta insieme la creazione geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi. Non solo, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente (vv. 22-23). Allo stesso modo anche lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza; non sappiamo infatti come pregare in modo conveniente, ma lo Spirito stesso intercede con gemiti inesprimibili (v. 26); Del resto, noi sappiamo che tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio» (v.28)». Ecco la meditazione dell’Abate nell’ultimo giorno del 2024 nelle linee essenziali: «Appena venti anni dopo che Gesù è stato crocifisso e fu risorto, San Paolo alla luce soprattutto della grazia dello Spirito Santo, fa un quadro sintetico e geniale di quello che è il progetto di Dio, un qualcosa che riguarda anche noi: “Quando venne la pienezza dei tempi, Dio mandò suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge”. Quei tempi sono giunti a compimento quando Dio manda il suo Figlio. Questa espressione “pienezza dei tempi” vuol dire che è qualcosa che dura ancora oggi. I tempi sono pieni della presenza di Dio ancora oggi. Dio è sempre all’opera in Gesù suo Figlio per salvare, per salvare noi, anche in quest’anno che volge al termine e in quello che comincerà. L’anno che è passato, almeno nello scenario internazionale non è stato dei più felici. San Paolo, illuminato dalla grazia, disse rivolgendosi ai Romani: “La creazione geme e soffre fino ad oggi come una donna che sta per partorire e anche noi, anche noi che già possediamo le primizie della salvezza gemiamo interiormente”. Ecco il mondo e noi stessi soffriamo. E davanti a questo scenario noi spesso siamo semplicemente spettatori, o al massimo persone che si attendono una sciagura dopo l’altra. Non dobbiamo solo essere spettatori; noi in sintonia con lo Spirito Santo siamo chiamati ad intercedere, a pregare. Sentiamo vediamo i rumori scene di guerre? Ecco, non andare a dormire prima di mettere nelle mani del Signore questo peso, questo peso che grava sul mondo e anche su di noi. Ma non solo. Il piano di Dio va avanti. Va avanti a suo modo, ma va avanti. Ecco, questo piano di Dio che è Gesù, che compie la liberazione e l’adozione a figli, va avanti nella storia, ma va avanti anche nelle nostre vicende personali e famigliari. Certamente va avanti. Io penso che ciascuno di noi guardando indietro quest’anno può, pur attraverso le pieghe, le pieghe di un mondo che ha tanti risvolti negativi e forse anche nelle nostre stesse famiglie, può scorgere la mano di Dio che ha lavorato. Questa mano che delicatamente intesse la storia di salvezza di ciascuno di noi. San Paolo scrisse: “Tutto concorre al bene di quelli che amano Dio”. Ecco, una verità così profonda, così autentica, ma nello stesso tempo che richiede così tanta fede. Tutto concorre al bene. E allora in questo fine di anno gli atteggiamenti cristiani che la Parola di Dio, che la Chiesa ci invita ad assumere sono quelli della preghiera, dell’intercessione per tutti, per il mondo, per la storia, ma anche il ringraziamento perché Dio appunto intesse ancora la storia di salvezza per tutti quelli che lo amano e attraverso di loro per tutto il genere umano. “Quando venne la pienezza dei tempi Dio mandò suo figlio nato da donna”. Questa donna che Paolo qui non nomina, come in nessun’altra sua lettera, questa donna sappiamo chi è, la Vergine Maria. All’inizio del nuovo anno la Chiesa ci fa ricordare in maniera speciale Lei, Madre di Dio, ma nello stesso tempo Madre nostra, che si prende a cuore la sorte di ciascuno di noi e del mondo intero. A Lei affidiamo la nostra vita, i giorni che verranno, sapendo che sono in buone mani. In Lei confidiamo perché con la sua intercessione ci aiuti a dire sempre di sì a Dio, a compiere la nostra parte, perché il suo disegno di salvezza e di amore si compia per noi, nelle nostre famiglie e anche attorno a noi».























