NOCI – Lo scorso 13 marzo, presso il Chiostro delle Clarisse, che fino a domenica 15 ospiterà la mostra dedicata alla beata Armida Barelli, si è svolta una tavola rotonda quasi tutta al femminile. Tra le relatrici, tutte donne molto conosciute dalla cittadinanza; tutte con qualcosa che le lega in qualche modo alla figura di Armida Barelli.
Donne forti, indipendenti, che hanno sempre creduto e credono nel potere della cultura. Alcune hanno ricoperto o ricoprono ancora un ruolo politico importante. Moderati dal dott. Francesco Leone e introdotti dal prof. Vito Semeraro, si sono susseguiti infatti gli interventi della prof.ssa Giulia Basile, primo e unico sindaco donna che Noci abbia avuto, della prof.ssa Lilly Bartolo, docente di scienze biologiche; della Consigliera comunale Marta Jerovante, della Consigliera Regionale Lucia Parchitelli, della signora Franca Notarnicola e di Rossana Montanaro.
Il primo intervento è stato quello della Prof.ssa Giulia Basile, donna da sempre attivissima nel sociale, dal punto di vista culturale e anche politico. Venticinque anni fa, la comunità nocese la volle come sua prima cittadina. Ed è proprio questa esperienza che la Basile ha voluto raccontare. Un’opportunità unica e preziosa, ma anche un percorso molto difficoltoso e ampiamente osteggiato da coloro che non vedevano affatto di buon occhio il fatto che una donna potesse occupare una tale posizione di spicco, ancora considerata appannaggio quasi esclusivo degli uomini. “Bisognava guardarsi continuamente le spalle, fare attenzione a quel bastone che ciclicamente, qualcuno frapponeva tra te e il cammino che volevi percorrere” ha confessato la Basile. Come Armida, però, anche la Basile è stata una pioniera che ha provato a smuovere le acque, a innescare un meccanismo di cambiamento.
Un’altra pioniera è stata la Prof.ssa Lilly Bartolo. Laureata in scienze biologiche, la Bartolo ha sempre coltivato una sfrenata passione per quelle discipline scientifiche che un po’ di anni fa non erano prese molto in considerazione dalle donne.
“La scienza era ciò che più mi appassionava, seppur provenissi dal liceo ginnasio. Volevo fare qualcosa di utile. Medicina la ritenevo troppo impegnativa, e così, la scelta ricadde su scienze biologiche” ha spiegato la Bartolo, sottolineando che per sua fortuna, nel cammino universitario, lei e le poche compagne donne non sono state osteggiate dai ragazzi. Al contrario “Eravamo tutte abbastanza integrate”. La parola è poi passata alla Consigliera Regionale Lucia Parchitelli, prima donna a ricoprire questo ruolo, qui in Puglia. Ella si è soffermata su una tematica importate: come possono le donne conciliare la maternità con un ruolo pubblico e istituzionale tanto importante? “Fino al momento della mia elezione, non era contemplato che una donna si assentasse dal suo incarico causa maternità. Così, tra le prime leggi che ho fatto, vi è stata proprio quella che consentiva alle donne questa possibilità. Inoltre, dal momento in cui in periodo di pandemia era stata acquistata una sofisticata strumentazione che potesse consentirci di lavorare da remoto, ho pensato fosse giusto consentirne anche l’utilizzo anche alle donne appena diventate mamme” ha spiegato la Parchitelli. La Consigliera Comunale Marta Jerovante, invece, ha parlato di Armida Barelli come di una donna che ha saputo utilizzare la cultura come leva. Una vera trascinatrice, che ha viaggiato per tutta l’Italia per toccare quanti più cuori possibile. La signora Franca Notarnicola e Rossella Montanaro hanno confermato che ancora oggi, per l’Azione Cattolica, Armida Barelli continua a essere la “sorella maggiore”, come lei stessa si definiva e che, tante donne di oggi, anche coloro che non ne conoscono ancora l’operato, hanno da di che esserle grate. Sì, Armida continua a parlarci.






















