NOCI – Si è da pochi giorni conclusa la suggestiva mostra per onorare il trentennale dalla rinascita della Processione dei Misteri. Nato dalla profonda devozione e dall’impegno del Generale di Brigata Nicola Angiulli e realizzato nella splendida cornice del Chiostro delle Clarisse, l’evento ha unito fede, storia comunitaria e bellezza artistica.
Vi sono tradizioni che sfidano il tempo e che, malgrado il suo scorrere inesorabile, rappresenteranno sempre le salde radici di una comunità. Certo, a patto che di quelle radici si abbia cura, che le si ravvivi con costanza e impegno.
“E’ un progetto che certamente richiede tanto tempo e tanta dedizione da parte di un vero e proprio team, al cui interno, ognuno ha un compito specifico”- ci ha rivelato Angiulli – “C’è addirittura la sarta che si occupa di vestire la statua dell’Addolorata con la stessa cura che verrebbe riservata a una madre”.
La mostra ha dunque assunto oltre a un valore identitario e comunitario, anche un valore storico e artistico. Storico perché, attraverso foto e video, sono stati ripercorsi questi 30 anni (dal 1996 al 2026) in cui la Processione è tornata a rivivere rinnovandosi. Tra tutte, colpiscono particolarmente le foto relative al 2020, quando, a causa della pandemia da covid 19, la processione non potè sfilare per le vie del paese. La foto di una piazza Garibaldi deserta e la locandina che invitava “Aspettando la processione 2021”. Fino ad arrivare alla processione del 2026, particolarmente sentita e con il recupero della tradizione degli “Incappucciati. Per quanto concerne la bellezza artistica, tutte le 12 statue ne sono espressione. La Veronica che asciuga il sudore di Gesù, il Cristo alla Colonna e il Risorto. Passando per San Pietro che rinnega il Signore prima del canto del gallo e finendo appunto con lei, l’Addolorata, la madre che compendia nel suo cuore tutto il dolore immaginabile. Il Generale Angiulli, in merito all’obiettivo della mostra, ha tenuto a ribadire che “Lo facciamo soprattutto per le nuove generazioni, affinchè le nostre belle e sane tradizioni siano preservate perpetuate”.























