NOCI – Lo scorso 23 ottobre, presso la libreria “Fatti di carta” si è tenuta la presentazione del secondo romanzo di Erica Mou intitolato “Una cosa per la quale mi odierai”, edito da Fandango Libri. Erica Mou, popolare cantautrice pugliese, si è aggiudicata, con la sua partecipazione nel 2012 al Festival di Sanremo, due prestigiosi riconoscimenti, quali il Premio della critica “Mia Martini” e il Premio Sala Stampa Radio Tv. E’ attualmente attivissima anche nel mondo del cinema e del teatro.
Il romanzo è autobiografico e racconta una parte intima e delicatissima della vita della cantautrice: la malattia e la dipartita di sua madre Lucia. La presentazione è stata organizzata dall’Associazione Darf e con l’autrice ha dialogato il Presidente Mariano Casulli.
“Sto per dirti una cosa per la quale mi odierai”, così esordisce mamma Lucia prendendo a quattro mani il coraggio di parlare alla figlia di quello che le stava accadendo, del male che la stava divorando. Una frase “Originale e profondamente sua”, la definisce Erica, la quale, inizialmente, ne interpreta male il senso.
Mamma Lucia è ancora più chiara e diretta: “Ho il cancro!”. Niente edulcoranti, niente belletti, niente sinonimi “delicati” ma una parola nuda e cruda: cancro.
In quel suo “Mi odierai” è insita tutta la tenerezza di una madre convinta che la figlia possa odiarla per il fatto che a breve dovrà lasciarla. Durante i lunghi ed estenuanti mesi di malattia, Lucia redige un diario: molto probabilmente vuole lasciare nel cuore dei figli e del marito una traccia in più; una testimonianza intrisa non di patetismo e di piagnistei ma di coraggio e, a tratti, anche di simpatia. Nella sua famiglia, si era sempre stati abituati a parlare molto poco con i figli, a nascondere loro tante cose. Lucia, invece, vuole compiere una sorta di passo avanti generazionale, sentendosi libera di parlare con i figli di tutto, anche di un “mostro” come il cancro, che tanta paura è stato sempre capace di incutere. E’ suo padre a consegnare a Erica il diario di mamma Lucia, dicendole “Fanne ciò che vuoi”. Erica non lo leggerà d’un fiato, aspettando prima di terminarlo, ma risponderà in corso di lettura a ogni pagina scritta dalla madre. E scoprirà una Lucia diversa dall’immagine che aveva sempre avuto di lei. Nel libro, dunque, si incrociano, sincronizzandosi ma senza mai sovrapporsi, tre voci. Quella della Erica di 10 anni fa, quella della Erica di oggi e, naturalmente, quella di mamma Lucia. La malattia della madre, coincide per Erica con poderoso calo e con un netto cambiamento della propria voce, prezioso strumento di espressione artistica. Quasi un somatizzare; uno “strozzare in gola” un dolore difficile da tirar fuori. “Non abbiamo mai la stessa voce: cambia a seconda di quello che stiamo attraversando e delle emozioni che si agitano dentro di noi”- ha sottolineato la cantante. E siccome ogni cosa ha il suo tempo, la lettura avviene in un altro momento fondamentale della vita della cantautrice: quello di una gravidanza molto delicata. Erica sta aspettando sua figlia, ed è costretta a letto. Capisce che “quello è il momento”. Il momento di affrontare quel viaggio tra le pagine del diario di mamma Lucia e, soprattutto, dentro di sé. Una donna che muore vinta dal cancro, una bimba che nasce portando con sé tanta speranza. Una bella metafora con la quale la vita insegna che per ogni cosa che finisce, ce n’è una che inizia. Lucia e la nipotina non si conosceranno mai, ma in qualche modo la nonna sarà una figura presente nella vita della piccola. Lo sarà attraverso il suo diario, le riflessioni della madre su quelle pagine e gli insegnamenti in esse contenuti. "Non dovrà per forza assomigliare a sua nonna (molte famiglie vanno in fissa con i termini di paragone nei confronti dei componenti che vanno via) ma dovrà sapere che ha fatto parte della nostra e cosa ha significato per essa"- ha dichiarato Erica.






















