NOCI - “A Tiziano Laera, già alunno di questa scuola. Amava l’arte, la cultura e la luce delle idee”. E’ quanto si legge sulla targa della biblioteca scolastica inauguratasi lo scorso 26 maggio presso la Scuola Primaria Positano. Significativa la scelta di intitolarla al nostro noto e stimato concittadino che nutriva una passione sconfinata nei confronti dell’arte. Come attore teatrale ha saputo emozionare, coinvolgere, entusiasmare. E la comunità nocese non l'ha dimenticato.
Ma come si è arrivati alla nascita di questa bellissima creatura che costituirà un punto di riferimento e crescita culturale? Si è trattato di un “percorso itinerante” partito dall’esterno della scuola che ha coinvolto profondamente la Dirigente, Vanna D’Onghia, insegnanti, alunni, genitori e le autorità intervenute. Senza tralasciare, ovviamente, parenti e amici di Tiziano. E’ stato un viaggio all’insegna della scoperta e della riscoperta, ma anche della memoria. I ragazzi del CRA (Consiglio dei rappresentanti degli alunni) hanno aperto l’evento con una scena teatrale, in un unico atto, da loro ideata e con la motivazione della scelta del nome della biblioteca. Le toccanti parole sono state un inno di stima e riconoscenza verso chi ha cercato di impreziosire la nostra comunità attraverso l’arte e la bellezza. Come tutti i luoghi pubblici che si rispettino, però, era necessario che la Biblioteca Tiziano Laera avesse anche una identità visiva. Il logo è stato scelto proprio attraverso il concorso “Un logo per la biblioteca” a cui hanno partecipato numerosissimi alunni, alunne, studenti e studentesse dalla Scuola dell’Infanzia alla Primaria, alla secondaria di primo grado. Un encomiabile impegno comune, testimonianza di un senso di appartenenza alla comunità forte e genuino. Vanno debitamente ringraziati la dirigente scolastica, Vanna D’Onghia, le autorità intervenute, l’associazione “Lillymod” e le insegnanti (in modo particolare Consilia Plantone e Katia Roberto) che hanno contribuito alla totale riuscita della giornata. A noi piace immaginare che il nostro Tiziano sorrida, oltre il confine sottilissimo che separa ciò che si può vedere da ciò che si può solo sentire con l’anima. Lo immaginiamo orgoglioso e felice del fatto che in un luogo che porta il suo nome, potranno germogliare ancora semi di arte, di cultura e di bellezza.






















