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NOCI24.it

Quotidiano on-line della città di Noci (Bari)

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04-04-pozzo-01NOCI (Bari) - Pozzo Pizzarelli è l'unico pozzo artesiano di proprietà comunale e per decisione del consiglio comunale nella seduta del 24 marzo è stato deliberato l'affidamento in gestione all'ARIF, l'Agenzia Regionale delle Attività Irrigue e Forestali, che già gestisce gli altri pozzi artesiani presenti sul territorio nocese come Lamadacqua, Scarciullo e Perrotta. Il progetto risale al 2001, ma la conclusione dei lavori è stata certificata solo nel 2013. Costo dell'opera: 198.000€ circa. Manca ancora l'autorizzazione all'emungimento dell'acqua: solo dopo potrà essere attivo. Prevista l'apertura per l'estate prossima.

03-26-mezzapesaPozzo Pizzarelli è entrato prepotentemente nelle logiche di campagna elettorale durante le amministrative dello scorso anno. Le coalizioni Noci2020 e Noci Bene Comune ne fecero un argomento importante per attrarre consenso da parte degli agricoltori nocesi della zona a confine con Alberobello in cui sono carenti punti pubblici di approvvigionamento idrico. Nel post elezioni l'amministrazione Nisi ha da subito affrontato la questione pervenendo alla conclusione dei lavori, inspiegabilmente durati 10 anni, ed alla deliberazione circa la gestione da parte di un soggetto pubblico, l'ARIF, del pozzo in questione. Nella seduta del 24 marzo in consiglio comunale il consigliere Fortunato Mezzapesa (Noi per Nisi) ha perorato le scelte dell'amministrazione delle larghe intese su pozzo Pizzarelli ed attaccato la vecchia amministrazione per l'immobilismo manifestato nel completamento di quell'opera pubblica strategica. Noci24.it lo ha incontrato per approfondire le vicende relative a pozzo Pizzarelli.

Consigliere Fortunato Mezzapesa, quando nasce il progetto di Pozzo Pizzarelli da parte dell'amministrazione comunale?

«Il progetto di pozzo Pizzarelli nasce nel 2001 con l'amministrazione di Giulia Basile. Vi era una possibilità di poter attingere al Patto Polis agricoltura e fu dato incarico allora con un progetto preliminare direttamente ad un progettista esterno e fu presentata ed ottenuta la richiesta di finanziamento. Di fatto la gara si è chiusa il 27 settembre del 2013 con la stipula del contratto con la ditta che doveva realizzare i lavori». 

Perchè secondo lei ci sono voluti 10 anni per la sua messa in funzione?

«Bella domanda. Bisognerebbe però rivolgerla a quegli amministratori che dal 2003 al 2013 hanno tenuto in carico questo progetto senza aver mai chiuso i lavori. Io ho cercato di capire come mai quei lavori non venissero mai chiusi anche facendo interrogazioni in consiglio comunale. Dal 2003 al 2008 io non sono stato consigliere comunale mentre dal 2008 al 2013 lo sono stato ed ho chiesto continuamente informazioni. Mi veniva sempre risposto "Stiamo provvedendo!". Invece i lavori si sono chiusi ufficialmente il 17 luglio con l'amministrazione Nisi che ha sollecitato l'immediata consegna dei lavori altrimenti avrebbe provveduto a mettere in mora l'impresa». 

Quanto sono costati i lavori in questi anni?

«Il pagamento effettuato è stato di 198.000 €. Questo è ciò che è stato pagato all'impresa. Quindi pozzo Pizzarelli ci è venuto a costare quasi 200.000€». 

Lei in consiglio comunale, durante il suo intervento, ha lasciato intendere che ci sarebbero state delle irregolarità in merito ai lavori ed alla loro durata: può chiarire meglio a cosa si riferiva?

«L'irregolarità è derivante dal fatto che nessuno si è mai preoccupato, se non questa amministrazione, di chiedere immediatamente conto perchè dal 27 settembre 2003 al 17 luglio 2013, data di chiusura dei lavori, nessuno si sia fatto mai carico di andare a capire perchè con un contratto scaduto per più di 10 volte nessuno si è mai preoccupato di mettere un punto fermo». 

A chi si riferisce alla politica o agli uffici?

«Non lo so. Certo è che prendiamo atto che in realtà per tutto questo tempo nessuno per quasi 10 anni si è mai preoccupato di andare a verificare perchè questo pozzo non veniva mai chiuso. Questa amministrazione, invece, il 21 giugno si è insediata, il 17 luglio ha fatto consegnare i lavori, il 22 luglio c'è poi stata l'emenazione, da parte dell'ingegnere che ha fatto la direzione lavori, del certificato di regolare esecuzione. Quindi ufficialmente a noi il pozzo è stato consegnato il 22 luglio 2013. Fino ad allora non c'era niente. Questa amministrazione ha pressato gli uffici affinchè si chiudesse questa vicenda. Di quello che è avvenuto prima dovranno rispondere coloro che non hanno mai chiesto conto agli uffici perchè non venisse chiusa questa benedetta procedura. In questo ritengo che ci sia stato l'aver omesso il controllo». 

Veniamo alla gestione del pozzo. Nell'ultimo consiglio comunale di marzo è stato deliberato l'affidamento ad ARIF e non la gestione diretta da parte dell'ente: come mai?

«Noi ci siamo sforzati di capire quale fosse la soluzione più conveniente per l'amministrazione. Ricordo che siamo l'unico comune in zona che ha un pozzo artesiano di proprietà comunale. Questa è stata la lungimiranza degli amministratori che in quel momento avevano scelto di fare quel tipo di progetto con l'obiettivo di dare un servizio alla città. Oggi abbiamo preso atto che ci sono due enti di gestione sul territorio come l'ARIF ed il Consorzio di Bonifica, il primo che gestisce gli altri pozzi artesiani nocesi, il secondo che gestisce il servizio di acqua potabile nelle campagne. Con ARIF quindi il sindaco ha effettuato più incontri ed è arrivato alla determinazione che l'ARIF era disponibile alla gestione. Qual era la contropartita? Noi volevamo solo offrire un servizio e non gravare di ulteriori costi gli agricoltori e perciò abbiamo ottenuto l'impegno dell'ARIF a vendere l'acqua allo stesso prezzo su tutto il territorio nocese congiunto all'impegno di realizzare su Noci condotte per un importo equivalente all'importo che sarebbe costato se l'avessimo dato ad un privato. Quindi noi avremo in contropartita 20 km di condotte che rimangono di proprietà comunale». 

In consiglio è stata sollevata qualche perplessità da parte della minoranza sulla effettiva realizzazione poi da parte di ARIF di questi 20 km di condotte: che ne pensa?

«Io credo che a conguaglio finale probabilmente riusciremo ad averne anche qualcuno in più». 

 

Quando è plausibile immaginare l'effettivo inizio delle attività di distribuzione dell'acqua di pozzo Pizzarelli?

«L'effettivo inizio scatterà non appena stipuliamo la convenzione. Il problema tecnico che sollevai anche in consiglio, però, resta: purtroppo non c'è ancora l'autorizzazione all'emungimento. Non appena avremo l'autorizzazione ci sarà l'immediata distribuzione delle acque probabilmente anche per questa estate mediante l'uso delle autocisterne. Poi una volta realizzate le condotte potranno essere attinte tutte le aziende del vicinato. A tal proposito per i coltivatori diretti che faranno richiesta i costi di allaccio sono sempre a carico dell'ARIF e non delle persone, ma devono dimostrare di essere residenti ed intestatari di attività agricola». 

 

 

 

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Il progetto: cosa prevede

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Il progetto: cosa prevede

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Il progetto: cosa prevede

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