NOCI – La dott.ssa Lorita Tinelli nostra concittadina, ha partecipato sia come docente che come coordinatrice a un importantissimo progetto formativo che si è svolto nella solenne cornice della Camera dei Deputati. Si tratta della presentazione del primo manuale di criminologia del fenomeno settario. Perché quella delle sette è a tutti gli effetti una realtà criminale e come tale va inquadrata, studiata e contrastata.
La dott.ssa Lorita Tinelli è una delle professioniste più note e affermate per quanto a livello nazionale nel campo dei fenomeni settari. I nostri più affezionati lettori avranno già avuto modo di visionare i diversi articoli che abbiamo dedicato al suo operato. Già, perché la lotta della Tinelli alle sette e ai loro “guru” è una vocazione umana ancor prima che professionale. Nell’ambito del prestigioso progetto formativo si sono alternati professionisti del settore giuridico, psicologico e Forze dell’Ordine. Quello settario infatti è un fenomeno estremamente complesso che deve necessariamente essere affrontato con un approccio multidisciplinare. Ha dichiarato la dott. ssa Tinelli: “La soddisfazione maggiore è essere riuscita a rendere comprensibile a tutti un fenomeno tanto poco conosciuto e spesso frainteso”. È indispensabile che se ne parli in più sedi e a target di pubblico diversi. Solo in questo modo si può arginare il fenomeno. Di seguito, riportiamo fedelmente alcuni stralci dell’esaustivo e illuminante intervento della Tinelli.
“Gentili Signore e Signori,
è con grande onore e senso di responsabilità che partecipo oggi, in questa prestigiosa sede, alla presentazione de 'Il Primo Manuale di Criminologia del Fenomeno settario. Omicidi rituali e crimini contro il patrimonio' un’opera che nasce dall’urgenza di definire scientificamente un fenomeno complesso, spesso sottovalutato o frainteso e che rappresenta una concreta minaccia per la libertà individuale, la coesione sociale e la democrazia. Mi preme, prima di tutto, esprimere un sentito e profondo ringraziamento all’Onorevole Stefania Ascari per il suo impegno politico e civile nella sensibilizzazione sul fenomeno settario. Ella da anni ormai si dedica con determinazione presso gli organi di governo per sollecitare l’istituzione di una Commissione di inchiesta parlamentare. Il suo lavoro, caratterizzato anche da interrogazioni parlamentari ha contribuito a portare all’attenzione delle istituzioni politiche la questione dei diritti dei sopravvissuti violati da diversi gruppi controversi che sono presenti in Italia e che si insinuano agevolmente nelle istituzioni, soprattutto quelle scolastiche. Ella rappresenta un punto di riferimento fondamentale per chi, come noi, crede nella necessità di affrontare il fenomeno settario con strumenti scientifici e politici adeguati. E non è scontato che accada.
Il ringraziamento va anche ai miei compagni di viaggio, la Dottoressa Sharon Angelucci e il Dottor Giancarlo Piccolo, giovani preparati e appassionati che hanno contribuito con riflessioni e studi di notevole livello. Grazie anche alla Direttrice Scientifica del Centro Studi di Criminologia, Dottoressa Rita Giorgi e alla casa editrice che ha accolto il progetto.
Il manuale si basa su una rigorosa analisi delle definizioni e delle ricerche condotte da accademici e studiosi internazionali, che da decenni si occupano dello studio delle dinamiche settarie sotto il profilo criminologico, psicologico e giuridico. Ricordiamo tra questi Singer, Lifton, Langone, Hassan, Lalich, per citarne alcuni.
L’opera non si limita a una mera traduzione di concetti, ma adatta ed integra queste analisi nel contesto italiano, dove il fenomeno assume caratteristiche specifiche, spesso legate alla cultura locale e alle dinamiche sociali.
Nonostante il Consiglio d’Europa abbia più volte esortato con delle Raccomandazioni gli Stati Membri a occuparsi attivamente del fenomeno settario, istituendo osservatori nazionali e attivando politiche preventive, in Italia la risposta continua a essere lenta e frammentaria, quando inesistente e inefficace. Le ragioni di tutto questo sono molteplici.
Per esempio c'è chi sostiene la mancanza di una chiara e condivisa definizione giuridica. Il fenomeno è sottovalutato, spesso considerato marginale o confinato a casi isolati.
C’è difficoltà nel riconoscere le dinamiche settarie, che si mascherano dietro facciate apparentemente innocue. Si pensi a quelle realtà che entrano nelle scuole con progetti apparentemente utili, ma che nascondono metodi e propositi predatori. In questi anni e in questo vuoto, le associazioni di vittime e di contrasto hanno svolto un ruolo fondamentale, ma la loro azione, seppur lodevole, è spesso limitata da risorse scarse, attacchi di tali gruppi e dei loro sostenitori e da una mancanza di sostegno istituzionale. Cito alcune di queste associazioni sempre in prima linea a tutela dei sopravvissuti, malgrado tutto: CeSAP - Centro Studi Abusi Psicologici, Favis - Associazione Familiari Vittime di Sette, La Pulce nell'Orecchio, SOS Abusi Psicologici, SOS Antiplagio.
Oggi non conosciamo il numero esatto dei gruppi settari presenti in Italia, ma sebbene la letteratura scientifica, pur con sfumature lievi nella definizione univoca della parola setta, evidenzia con forza alcuni elementi ricorrenti che abbiamo riportato nel manuale.
Una setta possiede una struttura gerarchica e un leader carismatico che ne detta ideologie e regole. La setta incoraggia i membri all’isolamento, a tagliare i legami con la famiglia e con gli amici e il gruppo ha il ruolo di controllare ciascun adepto affinché si radicalizzi. La dottrina promossa è pari alla verità assoluta e il dubbio e la critica vengono scoraggiate.
Il clima è caratterizzato da paura, sensi di colpa, induzione di un pensiero dicotomico, sfruttamento economico e lavorativo degli adepti e cambio forzato della propria identità. La setta danneggia costantemente l’individuo, pur dandogli l’illusione di appartenere a una delle esperienze più belle della sua vita.
La nostra associazione, il CeSAP, pur non potendo stimare il numero preciso di questo tipo di realtà nel nostro Paese, riceve decine di richieste di aiuto alla settimana di persone che hanno avuto direttamente o indirettamente un esperienza settaria. Attualmente stiamo seguendo ben
7 procedimenti legati all’opera illecita di alcuni gruppi. E, purtroppo, il vuoto legislativo sulla manipolazione mentale o influenza indebita, non sempre garantisce che tutti i gruppi o le attività illegali vengano effettivamente perseguiti o monitorati. Auspichiamo che questo libro diventi pertanto una bussola che aiuti a tradurre in azione concreta quanto ben specificato scientificamente".






















