Venerdì 24 gennaio 2025, chiostro di san Domenico, ore 18.30
NOCI - A distanza di quarant’anni dalla sua scomparsa, la memoria e l’impegno di Enrico Berlinguer continuano ad essere di fortissima ispirazione, soprattutto per chi era appena un bambino nel 1984 o non era neppure nato.
Il suo pensiero e il confronto con la sua eredità rappresentano poi un’enorme responsabilità non solo per chi oggi è impegnato politicamente, ma per tutti coloro che intendano leggere il passato con una prospettiva concreta di futuro. Intendiamo dunque proporre a noi se stessi e alla comunità un’occasione di approfondimento, politico, storico, sociale, e lo faremo con Pierpaolo Farina, autore di Per Enrico, Per esempio. L’eredità politica di Enrico Berlinguer.
Sociologo, attivista e scrittore, Farina, nel 2009 crea a soli vent’anni il primo sito web dedicato ad Enrico Berlinguer, attorno al quale in pochi anni si struttura una web-community da mezzo milione di persone, e al quale segue la creazione del blog collettivo "Qualcosa di Sinistra", con cui vincerà nel 2014 il Macchianera Awards come miglior sito politico-d’opinione. Dal 2012 è direttore di WikiMafia-Libera Enciclopedia sulle Mafie e dal 2023 è direttore artistico del Festival Internazionale dell’Antimafia. Attualmente è ricercatore freelance e membro del Comitato Tecnico Scientifico Antimafia di Regione Lombardia.
Per Enrico, per Esempio. L’eredità politica di Enrico Berlinguer costituisce la naturale prosecuzione del primo libro di Farina Casa per Casa, Strada per Strada, una raccolta di scritti e discorsi nata dall’affermazione della web-community di enricoberlinguer.it, ed è un autentico invito a fermarsi e a riflettere sulla storia politica italiana e sul futuro della Sinistra in Italia e nel mondo.
Dopo i saluti di Marta Jerovante, segretaria del Partito Democratico Noci, e gli interventi di Domenico De Santis, segretario del Partito Democratico Puglia, e di Ubaldo Pagano, Capogruppo Partito Democratico in Commissione Bilancio Camera dei Deputati, si aprirà il dialogo tra l’Autore e Davide Carlucci, giornalista di Repubblica.























